Archivio | J gennaio 2010

Recensione di: Archetipi – le radici dell’immaginario

Nell’editoria moderna la qualità di un libro sembra aver perso importanza, soppiantata dalla quantità di opere che i piccoli e medi editori cercano di pubblicare per diffondere il proprio nome nella speranza, per lo più vana, di arrivare a più alti livelli.
Edizioni XII, a differenza di questi editori,  ha impostato i suoi piani editoriali sulla qualità delle sue opere e Archetipi – le radici dell’immaginario, ne è un esempio folgorante.
Copertina lucida e morbida al tatto, testi sottoposti a un’attenta revisione, tavole illustrate di notevole intensità a corredo dei racconti, temi che sono accomunati dalla presenza di archetipi tra loro differenti, ma tutti ben radicati nell’immaginario collettivo.
Stranamente, nonostante si tratti di un’Antologia, una volta terminata la lettura ci si rende conto che non si tratta della solita raccolta di racconti di autori i cui nomi, pur essendo noti a molti appassionati del genere, non possono definirsi ancora stelle del firmamento letterario italiano; dicevamo, stranamente, perché di norma un’antologia non ha molta presa nel pubblico dei lettori, a differenza del romanzo. Ma Archetipi non poteva che essere questo. Qualcosa di diverso avrebbe avuto un impatto differente, che non avrebbe raggiunto lo stesso risultato.
Dodici racconti che si fanno leggere come fossero aria che si respira. Dodici autori che hanno colto l’essenza degli archetipi trattati. In sostanza, dodici anime spogliate di ogni corazza, che si sono offerte agli occhi del pubblico, per farsi leggere in una simbiosi unica.
Ma quali sono questi archetipi?
Demone, diluvio,  golem, resurrezione, cannibalismo, uomo nero, sirena, erede, confini del mondo, natura ribelle, maschera, anima.
Vediamoli.

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