Archivio | marzo 2010

Intervista sul blog di Davide Cassia (Edizioni XII)

Dopo la vittoria di novembre 2009 a Usam – Una Storia Al Mese col racconto Due occhi grandi, quelli di Edizioni XII, nella persona del sempre solerte Davide Cassia,  mi hanno rivolto qualche domanda sulla genesi della storia e, più in generale, sul mestiere di scrittore.

Ecco un’anticipazione:

Davide Cassia: Prima di iniziare ti faccio i complimenti per aver vinto la XXII edizione di Una Storia al Mese. Come hai avuto l’idea per questo racconto?
Daniele Picciuti: Innanzitutto grazie per i complimenti. usam è un concorso duro, anche se viene spesso sottovalutato, erroneamente a mio parere.
Quanto al racconto, lo spunto mi è venuto una sera. Mi trovavo a cena dai miei suoceri, nella più normale delle occasioni, e mentre eravamo lì ad aspettare che i piatti venissero messi in tavola, ho preso una rivista da un tavolino e ho cominciato a sfogliarla. Mi sono imbattuto in un servizio sulla realtà dei bambini stregoni di Kinshasa. Ne sono rimasto colpito, nel male più che nel bene, com’è ovvio. Ma allo stesso tempo ho sentito come un “richiamo”. Dovevo scrivere qualcosa a riguardo. Non un articolo, perché quello che avevo letto era piuttosto esauriente, ma una storia. Qualcosa che fosse credibile ed evidenziasse la tragedia di quei bambini.

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“Il trono d’ossa” primo a Usam

Seconda vittoria a Usam – Una Storia Al Mese in quest’edizione di marzo 2010. Il racconto in questione è Il trono d’ossa, un fantasy dai risvolti noir, a tratti grottesco, che ho scritto nel tentativo – a quanto pare riuscito –  di esulare dagli standard classici del fantasy, pur contenendo tutti i suoi principali elementi, al fine di ottenere un’opera a tinte forti, che restasse impressa per le immagini e i comportamenti dei protagonisti.

A proposito dei personaggi, ritroviamo nuovamente Lacero e Violata, che qualcuno ricorderà ne Il mistero delle vergini morte (edizione Usam settembre 2009), stavolta impegnati ad arginare una minaccia che emerge dal passato oscuro del mezz’elfo. Sulla loro strada vecchi amici e nemici, e vili tradimenti, costelleranno di ostacoli il viaggio verso la tana del perfido negromante, dove li attende, impolverato ma sempre letale, il terrificante trono d’ossa.

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Qui di seguito riporto la classifica completa di questa XXV edizione di Usam:

1 – Il Trono d’Ossa di Daniele Picciuti
2 – Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Attilio Facchini
3 – Magia Segreta di Alberto Priora
4 – Riflesso di Roberto Bommarito
5 – Un Nuovo Libro di Antonino Alessandro

“Due occhi grandi” sul blog di Edizioni XII

Il racconto vincitore dell’edizione di dicembre 2009 di USAM – Una Storia Al Mese è ora visibile on-line sul blog di Edizioni XII.

Due occhi grandi è un racconto di denuncia sociale, per me inusuale, in quanto esula dal genere sovrannaturale nel quale mi muovo abitualmente.

Ci troviamo a Kinshasa, tra le vie di una bidonville affogata nel fango e nella povertà. Qui vivono gli ndoki (i cosiddetti bambini stregone), perseguitati dalla follia delle credenze popolari, animate dal ladrocinio delle Eglises du reveil e dalla condiscendenza delle autorità. Due occhi grandi segue le vicende di Leonardo Sila, un impiegato di una multinazionale che commercia in coltan, e  Aliònor, una ragazzina a cui, in un singolo tragico istante, viene stravolta la vita.

Leggi il racconto sul blog di XII

 

In uscita “Lethe”, il nuovo volume della collana Inside GHoST

L’associazione culturale Area 31, sotto l’egida dell’editrice Ferrara Edizioni, aggiunge un nuovo gioiello alla collana Inside GHoST. Si tratta del volume Lethe (Inside GHoST 1.3), produzione antologica che raccoglie la selezione delle migliori opere pervenute alla redazione per il progetto Inside GHoST.
Il volume segue la medesima linea della collana Inside GHoST ed è quindi disponibile in formato pocket.
Lethe può essere acquistato attraverso il Ferrara Shop direttamente da qui: VAI…
Di seguito ecco l’elenco dettagliato dei contenuti presenti sul volume:
RACCONTI:
– Lethe
Racconto di fantascienza, che ha per tema i rapporti col proprio passato. Come ci si perde se non si ricorda più da dove si è partiti, così qualsiasi evoluzione diventa aberrante se prescinde dalle proprie origini.
– Il Pescatore
Racconto thriller, sinossi: il Pescatore non sa che la donna che ama lo tradisce e, per mano del suo amante, lo farà uccidere. Ma neanche la morte fermerà la sua vendetta.
– Prigioniero di se stesso
Racconto horror, sinossi: Per quanto il protagonista si sforzi ad andare avanti senza contare sull’affetto e sull’aiuto di nessuno, soffocando i sentimenti nel luogo più profondo e inaccessibile del suo essere, anche lui non potrà fare a meno di cercare lo sguardo, il semplice sorriso disinteressato di una persona. Un’umana e naturale debolezza che potrebbe avere un altissimo prezzo.
– Le nebbie dell’amore
Racconto horror avente come protagonisti i fantasmi.
– Poiny Pleasant – Una storia dal passato
Racconto horror, sinossi: detective dell’occulto regredisce nel passato per mettersi sulle tracce dell’uomo falena. Si reca quindi in West Virginia nei giorni degli avvistamenti…
– Reset
Storia di narrativa contemporanea ambientata in un contesto attuale, dove la voce narrante descrive in maniera caratteristica un’insolita ed estrema vicenda, seppur possibile.
– La creatura che danzava sull’acqua
Racconto fantasy/horror, sinossi: l’apparizione inaspettata di un fantasma si trasforma in macabra danza sulle acque di un lago incantato.
– Queste mie catene
Racconto horror che racconta un dramma familiare profondo, come la violenza tramite adulterio, di un padre verso la figlia. La soggettiva è quella della ragazza, una figura depressa e a tratti disturbata, che riesce a dar sfogo a tutto il suo rancore verso il genere maschile attraverso la simbiosi con una presenza spettrale.
– Il brusio dei molari

Racconto horror ambientato a Idrasca, antico nome del paese Airasca.

SAGGI E ARTICOLI:
– Speciale Clive Barker
Saggio sulla vita artistica del noto regista-scrittore.
– L’uomo Falena
Teorie e presunte caratteristiche morfologiche del mostro.
– “Melodia”, la canzone nascosta
Recensione/esplorazione del narrato di Daniele Bonfanti.
Il racconto Queste mie catene e la recensione di Melodia portano la firma del sottoscritto. Un’ottima ragione – mi auguro! – per  non perdervi questo volume!

Intermezzo d’Autunno

Che cosa è stato di un tempo nella vita di Livia in cui il giorno era profondo come la notte ora che Gianni, la parte infinita della sua anima, non è più con lei? La storia di Livia comincia con il ricordo di un amore perduto, nella fragile consapevolezza che tutte le cose belle finiscono. Ora che i giorni felici sono passati, l’amore si è mutato in ricordo ed è come uno scoglio contro cui, ad ogni istante, l’anima di Livia va a spezzarsi, tanto simile ad un’onda abbandonata su una spiaggia deserta. La vita di Livia è specchio della malinconia, prigioniera di giorni che scorrono sempre uguali, sprofondati nella realtà come sassi gettati in uno stagno. Ma qualcosa deve ancora accadere e sarà simile a un dono, inaspettato e dolce, e così Livia affronterà il vuoto mentre inesorabile avanza, perché gli amanti non si parleranno più ma fra loro ogni cosa sarà detta.

Sedici scrittori, come rami di un grande albero, desiderano un futuro per un personaggio fragile, i cui sogni non illuminano più le notti come caldi focolari d’inverno. Dove sei tu? Una domanda agita il cuore di Livia e una risposta reclama la sua comparsa. Una parola dopo l’altra, ogni narratore immagina che cosa il tempo le riserverà, riprendendo il filo del racconto da dove il suo complice predecessore l’aveva fermato. “Intermezzo d’Autunno”  è un racconto corale, animato da un velo d’incertezza crescente indossato da un personaggio che fa la sua comparsa inizialmente con le spalle al muro per poi, sospinto dall’entusiasmo dei suoi autori, librarsi nell’aria di nuovo attratto dalla vita, come fosse una nuvola che dopo un lungo interminabile girovagare avesse ritrovato il suo cielo. “Intermezzo d’Autunno” è un fuoco che ogni scrittore mantiene vivo portando in dono il suo entusiamo e l’affetto per una donna che ha perduto ciò che aveva di più importante, perdendo con esso anche sè stessa. E’ un racconto che vuole essere per Livia una culla e un rifugio dove quietarsi e sostare.

Ogni nuovo lettore è il benvenuto in questa piccola casa costruita con le idee, può entrare silenziosamente nel suo giardino ravvivandolo come fosse un fiore appena sbocciato.

Alberto Bonacina