Archivio | J aprile 2010

Six Shots: sei colpi nel weird

Ciò che identifica un’opera nella definizione di weird è una inusuale commistione di generi letterari capace di dar vita a uno scritto bizzarro, derivante ad esempio elementi anacronistici, allucinazioni mischiate a realtà, situazioni grottesche e improbabili, personaggi al di fuori di qualsiasi standard, e altro ancora. Non vi sono moltissime opere di questo tipo; un autore da citare per inquadrare l’argomento è China Miéville.

In Italia, ancor meno che all’esterno, gli autori non amano molto cimentarsi nel weird. Eppure, oggi qualcosa di nuovo c’è. Edizioni XII ha da poco sfornato un libro a metà tra il western e il fantastico, dalle tinte noir, a tratti pulp. L’autore, Alfredo Mogavero, piuttosto noto sul web per i suoi successi in svariati concorsi letterari, esordisce nel panorama dell’editoria italiana con Six Shots, un’opera a metà tra un’antologia di  racconti e un romanzo a episodi.

Six Shots: sei colpi. Sei racconti che vanno a segno uno dopo l’altro, lasciando nel lettore la sensazione di aver incontrato qualcosa di particolare. Non si parla di capolavoro, ma troviamo in quest’opera elementi raramente presenti in libri di autori nostrani emergenti.

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