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È uscito “365 storie cattive”, antologia di beneficienza


Si tratta di una raccolta di racconti a sfondo giallo-noir, curata da Paolo Franchini,  giallista varesino che, di concerto col criminologo Picozzi, curerà il Festival noir promosso dalla Provincia di Varese l’estate prossima.

Ogni storia del libro, composta da un massimo di  365 parole, è scritta da altrettanti autori  più o meno noti (qualcuno già affermato – come Danilo Arona, Cristiana Astori, Daniele Bonfanti, Marilù Oliva, Egle Rizzo,  Paolo Roversi, Simonetta Santamaria – alcuni esordienti, alcuni su quella rampa di lancio da cui ci aspettiamo di veder emergere dalla mischia nel prossimo futuro).

Ovviamente nell’antologia è presente anche un mio corto:  Latte e biscotti.

Il  fine è totalmente benefico: infatti l’intero ricavato delle vendite di questo volume sarà  devoluto ad A.I.S.EA Onlus, associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante (meno di 500 casi nel mondo, 40 solo in Italia). Per maggiori informazioni sulla sua attività visitate il sito www.aiseaonlus.org.

“365 storie cattive” è acquistabile sul sito www.ilmiolibro.it in una succulenta doppia edizione: una vanta una copertina con guanti insanguinati, decisamente “cattiva”, l’altra  con due calici oscuri su uno sfondo blu notte.

Scegli quale acquistare delle due versioni del volume


“Schegge di futuro” dà il via a una nuova collana digitale

Nel panorama editoriale moderno, internet ha ormai assunto un ruolo fondamentale, sia a livello di comunicazione, portando a conoscenza dell’utente medio i nuovi autori emergenti, molti dei quali pubblicano i propri lavori in e-book, sia a livello di conoscenza, permettendo agli stessi autori di confrontarsi tra loro sul web, per mezzo di forum o blog letterari, portandoli così a migliorarsi.
Da tempo anche gli editori osservano questo nuovo mercato “digitale” e alcuni di essi hanno già iniziato a muoversi in tal senso. È il caso de Il Mondo Digitale Editore, che ha deciso di inaugurare la sua collana E-Book con un’antologia di racconti di fantascienza di Nicola Roserba, autore poco conosciuto nelle librerie ma dal notevole talento. Trattandosi di e-book, il costo delle opere è chiaramente ridotto rispetto a quello della carta stampata.
Il suo libro, intitolato Schegge di futuro si apre con una prefazione di Daniele Bonfanti, il quale, di Nicola dice (cito testualmente): Una birra gelata in una sera d’estate. Ecco come vanno giù i racconti di Nicola: uno dopo l’altro con un sapore pieno e diretto, onesto e senza fronzoli, che ti lascia in bocca a lungo l’aroma della soddisfazione, e – soprattutto – per qualche prezioso minuto ti porta via dalla testa preoccupazioni e pensieri. Magari di una giornata di lavoro piena di scadenze, di quelle che non ne vogliono sapere di finire. E allora via, veloce, lontano da qui, il piede giù sull’acceleratore e guai a sollevarlo. Naturalmente, niente cinture di sicurezza.

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Six Shots: sei colpi nel weird

Ciò che identifica un’opera nella definizione di weird è una inusuale commistione di generi letterari capace di dar vita a uno scritto bizzarro, derivante ad esempio elementi anacronistici, allucinazioni mischiate a realtà, situazioni grottesche e improbabili, personaggi al di fuori di qualsiasi standard, e altro ancora. Non vi sono moltissime opere di questo tipo; un autore da citare per inquadrare l’argomento è China Miéville.

In Italia, ancor meno che all’esterno, gli autori non amano molto cimentarsi nel weird. Eppure, oggi qualcosa di nuovo c’è. Edizioni XII ha da poco sfornato un libro a metà tra il western e il fantastico, dalle tinte noir, a tratti pulp. L’autore, Alfredo Mogavero, piuttosto noto sul web per i suoi successi in svariati concorsi letterari, esordisce nel panorama dell’editoria italiana con Six Shots, un’opera a metà tra un’antologia di  racconti e un romanzo a episodi.

Six Shots: sei colpi. Sei racconti che vanno a segno uno dopo l’altro, lasciando nel lettore la sensazione di aver incontrato qualcosa di particolare. Non si parla di capolavoro, ma troviamo in quest’opera elementi raramente presenti in libri di autori nostrani emergenti.

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