Martedi 23 novembre: Minuti Contati & Nero Cafè Special Edition
Minuti Contati è un concorso a tempo, aperiodico, per racconti brevi, che si svolge sul forum di Edizioni XII. All’apertura dell’edizione i partecipanti hanno un tempo prestabilito per scrivere un racconto che rispetti il tema. Martedi 23 novembre alle ore 22,30 si svolgerà un’ edizione speciale di Minuti Contati, in collaborazione con Nero Cafè.
Regolamento dell’Edizione Speciale di Minuti Contati:
1 – Per partecipare occorre registrarsi al forum di Edizioni XII (http://xii.forumfree.it/) Questo è un concorso a tema per racconti di genere; racconti che esuleranno dal tema e dal genere indicati verranno squalificati. È possibile partecipare con un solo racconto a edizione.
2 – Nella sottosezione del forum di Edizioni XII “Minuti Contati”, situata all’interno della sezione “Scrittori Scrivete”, il giorno martedi 23 novembre alle ore 21.30, l’Aguzzino (coordinatore del concorso Minuti Contati) posterà un thread denominato “VIA!”. Al suo interno verrà svelato il tema dell’edizione in corso; una volta apparso il VIA! tutti i partecipanti iscritti al forum potranno iniziare a scrivere.
3. I partecipanti avranno a disposizione tre ore per completare il racconto, utilizzando tra 1000 e 7000 caratteri spazi inclusi. Il genere del racconto dovrà essere obbligatoriamente giallo, thriller, o noir e rispettare il tema indicato.
4 – Ogni utente dovrà aprire un proprio thread all’interno della sezione del forum dove postare il suo racconto.
5 – Allo scadere del tempo a disposizione, l’Aguzzino trasformerà il thread VIA! in un thread denominato “STOP”. A quel punto ogni attività di scrittura dovrà esaurirsi. Verranno concessi 5 minuti di tolleranza per dar modo alle connessioni lente di “aggiornare la pagina” e ai ritardatari di postare il racconto finito. Oltre i 5 minuti, i racconti non verranno accettati. I racconti non potranno essere modificati dopo lo STOP: i post modificati oltre lo STOP saranno cancellati.
6 – Entro un giorno o due dal termine della gara, l’Aguzzino segnalerà la squalifica degli eventuali racconti fuori tema e darà il via alle votazioni. Da questo momento ogni partecipante dovrà obbligatoriamente leggere gli altri racconti (pena la squalifica) e stilare la classifica di merito , (entro sette giorni) escludendo se stesso, indicando dal primo posto all’ultimo, in un apposito thread che l’Aguzzino aprirà sul forum. Alla fine verranno sommati tutti i punteggi per decretare la classifica finale. Il valore del voto sarà equivalente alla posizione occupata, per cui vincerà il concorso chi otterrà il punteggio più basso. È fatto obbligo per ogni partecipante di motivare il primo e l’ultimo voto con un numero indicativo di 400 caratteri (per ogni commento), pena la squalifica.
7 – Nel caso in cui il numero dei racconti in gara sia superiore a 25, gli stessi verranno suddivisi in due gironi dall’Aguzzino. Ogni partecipante dovrà quindi votare esclusivamente i racconti interni al proprio girone. Nel caso in cui i racconti in gara dovessero superare il numero di 50, verrà creato un terzo girone fino a un massimo di 75 racconti totali. Si procederà in questo modo al superamento di ogni venticinquesimo racconto in gara.
8 – Una volta terminate le votazioni, l’Aguzzino aprirà un apposito thread sul forum riportante la classifica di tutti i racconti partecipanti. I primi sei classificati raggiungeranno la finale. L’Aguzzino in collaborazione con la redazione di Nero Cafè procederà ad una votazione tra i sei finalisti per decretare il vincitore assoluto. Il racconto vincitore sarà pubblicato nel numero zero del Magazine Nero Cafè in uscita a gennaio 2011. Altri racconti eventualmente meritevoli potranno essere pubblicati nei numeri successivi a discrezione della redazione del Magazine e concordemente con l’autore.
Opera Sei, di David Riva

Sfida senza regole, di Jon Avnet
Sfida senza regole è un esempio di come si possa realizzare un film mediocre pur avendo a disposizione un cast stellare. Intendiamoci, la sceneggiatura a livello di dialoghi non è male, ma la struttura della pellicola fa acqua da tutte le parti. Già dopo la prima mezzora appare chiaro dove la storia andrà a parare; quello che dovrebbe essere un inganno per lo spettatore diventa quasi da subito un depistaggio mal riuscito, talmente evidente che verso la fine vien da chiedersi se non sia un escamotage per ingannare doppiamente lo spettatore. Ahimé, non è così, e il finale è quanto di più telefonato possa esserci. Un vero peccato per un thriller che vede protagonisti Al Pacino e Robert De Niro nei panni di due detectives veterani dalle personalità eccentriche, in grado di divertire e trascinare lo spettatore nelle loro vicende personali, fino a renderli degni di stima e simpatia, quasi fossero due amiconi da cui sarà poi difficile separarsi.
Devil Red, di Joe R. Lansdale
è – per dirla alla Lansdale – come una colata di burro fuso tra le pagine. Ci si lascia trasportare, ammaliati e divertiti, dalle azioni violente e esasperate di questa coppia di scavezzacollo, personaggi sempre un po’ sopra le righe e mai scontati.Memento, di Cristopher Nolan
Nel 2000 Cristopher Nolan porta sul grande schermo un film destinato a entrare nella storia del cinema. E’ Memento, ambigua storia di un uomo all’eterna ricerca dell’assassino di sua moglie; eterna perchè lo sfortunato Leonard Shelby (Guy Pearce) soffre di una rara forma di amnesia a causa della quale non è in grado di memorizzare quel che gli accade intorno se non per breve tempo, scordando dopo poche ore tutto ciò che riesce a scoprire. Per questo la sua auto è sommersa di foglietti dove appunta i suoi progressi nelle indagini, e si serve di una polaroid allo scopo di immortalare dettagli che altrimenti dimenticherebbe; il suo corpo stesso è tappezzato di tatuaggi che riportano gli avvenimenti più importanti occorsi dal momento in cui ha avuto inizio il suo calvario. Il suo ultimo ricordo nitido è quello dell’amata moglie, violentata e uccisa senza pietà, frammento così intenso e doloroso da spingerlo ossessivamente a inseguire la vendetta, ormai sua unica ragione di vita.
A perfect getaway: recensione
David Twohy è un regista di notevoli potenzialità, esploso con il binomio fantascientifico che ha lanciato il roccioso Vin Diesel nel mutevole panorama hollywoodiano, ovvero Pitch Black e The Chronicals od Riddick. Ha inoltre all’attivo diverse sceneggiature (come il Fuggitivo e Soldato Jane) e, sebbene non sia tra i registi più noti, può vantare quindi diversi successi al botteghino. A Perfect Getaway però è un esempio di come un’idea di per sè vincente possa essere sviluppata in modo lento, fino quasi ad annoiare lo spettatore.
La sottile linea scura, di Joe R. Lansdale
Lansdale ci ha abituati, nel tempo, al suo stile impressionista. Attraverso le parole è in grado di rievocare suoni, odori, imm
agini di un America in stato confusionale, nell’epoca dei conflitti razziali, come nel bellissimo “In fondo alla palude”, tanto per citare un altro dei suoi romanzi più riusciti. La Sottile Linea Scura si colloca in questo filone in maniera violenta e, quando giriamo l’ultima pagina, lo facciamo con la consapevolezza di avere imparato qualcosa di quel tempo, di quei luoghi, della gente che vi viveva. A raccontare questa storia è un anziano Stanley Mitchell, che ripercorre le vicende della sua giovinezza, tornando all’estate del 1958, nella cittadina di Dewmont in Texas, estate in cui il ragazzino Stanley si ritrovò di botto sparato fuori dall’adolescenza verso le realtà, a volte crude, a volte drammatiche, dell’età adulta.
Alice secondo Dimitri
Alice nel Paese della Vaporità è il secondo libro di un giovane autore italiano che vive e lavora a Londra: Francesco Dimitri.
L’opera può essere considerata una riscrittura della Alice più classica, quella che approdò nel Paese delle Meraviglie grazie alla penna di Lewis Carroll.
La Alice secondo Dimitri è ben diversa dalla bambina dai capelli dorati smarrita in un mondo da fiaba: l’universo in cui l’autore ci proietta è un mondo caotico, di chiaro impianto steampunk, in cui la tecnologia è una scienza da poco riscoperta dopo esser rimasta per lungo tempo sepolta, ed è una tecnologia per lo più basata sul vapore e sulla forza idraulica.
La Londra in cui inizia la vicenda è una metropoli industrializzata e per certi versi illuminista, ed è tenuta al riparo dalla Vaporità della Steamland da un impianto di enormi ventole installate lungo un altissimo muro di cinta. Al di là c’è un territorio insano, in cui nessuno osa avventurarsi, o quasi: la Steramland, appunto.
Alice, che proprio da quella terra proviene, decide che è giunto il momento di tornarci. Il suo viaggio, che lei maschera dietro una ricerca antropologica, è in realtà pura ribellione a una Londra che le va sempre più stretta.
Man mano che si addentra nella Steamland – in soldoni, una landa arida trasformata in discarica tecnologica dai londinesi – le sue percezioni cominciano a cambiare; si rende conto che ciò che nella sua realtà ha una forma definita, nella Vaporità assume connotati differenti. I cinque sensi si mescolano in uno sciabordio di odori, suoni, sapori, colori e tocchi interscambiabili tra loro.
Per lei è come rinascere a una nuova vita.
Recensione a Shutter Island
Corre l’anno 1954. L’agente FBI Edward “Teddy” Daniels (Leonardo di Caprio) si reca presso il manicomio criminale di Ashecliff , che sorge su un isola lontano dagli sguardi dell’autorità americana per ritrovare una donna -pluriomicida- scomparsa in modo misterioso. Teddy, affiancato dal nuovo collega Chuck (Marc Ruffalo) si troverà a dover fare i conti con l’ostruzionismo dei medici, con la ritrosia dei pazienti, con la durezza delle guardie carcerarie e con un passato di sangue che continua a perseguitarlo. Durante le indagini il Professor Cawley (Ben Kingsley) collabora pazientemente con Teddy, pur non ottenendo mai la sua completa fiducia. C’è qualcosa di pericoloso sull’isola e quando le ricerche portano i due agenti sulle tracce di un possibile complotto antigovernativo ordito da ex nazisti, gli eventi prendono una piega inaspettata.














































