Eddie e Melo – Il segreto dei Roccafiore

eddieemeloEddie e Melo – Il segreto dei Roccafiore è il mio ultimo romanzo, edito da Plesio Editore, ed è il primo romanzo che sia dedicato ai ragazzi, anche se la definizione “per ragazzi” è in realtà un po’ limitativa. Nelle mie intenzioni c’era semplicemente l’idea di allargare il target a un pubblico più giovane, che non restasse emarginato dalla lettura a causa delle scene di violenza che possono essere presenti nelle altre mie pubblicazioni (soprattutto negli horror) o, addirittura, di sesso esplicito come si trova in Nero Elfico (e come troverete nel suo sequel di prossima uscita Giallo Nanico).

Immaginatevi quindi uno stile un po’ più vicino a Harry Potter, contenuti tra il mistero e lo steampunk (molto di striscio), e personaggi più giovani della media. Per il resto, credo che chiunque, dagli 11 anni in su, possa apprezzare la storia di Eddie e Melo.

La trama in breve: Eddie (diminutivo di Edoardo) è un ragazzino introverso, che il più dei compagni usa come target di scherzi pesanti e di cattivo gusto. Un giorno, uno di quei compagni viene ritrovato privo di sensi nel cortile della scuola e viene ricoverato in ospedale, dove rimane in coma. Tutti sospettano di Eddie, che possa essersi voluto vendicare per gli screzi subiti, ma dalla sua parte rimane Loto, una sua compagna un po’ dark che stringe con lui un legame molto forte. Durante un’escursione a Villa Roccafiore, di cui non restano che mura in rovina nel bosco, Eddie incontra un cucciolo di pastore maremmano, che porta a casa contro il parere dei genitori, a cui dà il nome di Melo.  Mentre la situazione a scuola si fa ogni giorno più difficile, Eddie inizia a indagare su chi possa aver ridotto il suo compagno in coma e, parallelamente, subisce gli oscuri influssi di Villa Roccafiore, dove ritornerà per scoprire l’esistenza di un passaggio per il Regno dei Morti. E mentre le due realtà iniziano a sovrapporsi, Eddie capisce che l’unico modo per fermare la tenebrosa entità che preme per uscire dall’ombra è quella di varcare il portale e andare dall’altra parte.

Ci sarebbero altre cose da dire, altri personaggi sui cui soffermarsi, ma preferisco lasciare a voi il piacere di scoprirli. Il romanzo, in conclusione, si dirama su una doppia trama: da una parte il lato giallo, di investigazione, e dall’altra la comprensione del mondo dei morti – molto meno oscuro di come si pensi – e del proprio passato, perché, sì, non è un caso che proprio a Eddie sia toccato l’arduo compito di sistemare le cose.

 

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Jessica Jones: una di noi

jessica-jones-1Netflix ha rilasciato da poco la seconda stagione di Jessica Jones e io sono qui a parlarvene, perché, certe volte, bisogna farlo. Della Marvel abbiamo potuto vedere supereroi in quantità. Da Iron Man in poi, di tasselli ne sono stati messi tanti, quasi tutti a incastro in modo da definire un mondo unico capace di racchiudere tante storie diverse, rese leggenda dalle gesta eroiche di ognuno di quei personaggi originati dai fumetti. Al cinema come in Tv, la Marvel ha messo in campo ambientazioni fantastiche ed eventi catastrofici in quantità.

E se tra gli Avengers del cinema e i Defenders della Tv, la differenza è netta – eroi goliardici impegnati a salvare il mondo i primi, anti–eroi devastati dai propri demoni i secondi – ancora più netto è il distacco tra i vari Daredevil, Iron Fist e Luke Cage da una parte e Jessica Jones dall’altra.

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Jessica ha un passato tragico come Matt Murdock, la testardaggine di Danny Rand e la forza di Luke Cage ma, a differenza loro, non ha nessuna voglia di aiutare gli altri. O meglio, se lo deve fare okay, ma tanto vale farsi pagare per questo, e così ecco la Alias Investigazioni, la sua agenzia da detective.

La routine della nostra Jessica è la solita: sveglia tardi, o quando capita, un cicchetto del buongiorno, poi alla scrivania a controllare la posta, un’occhiata ai suoi casi, si esce per indagare e fare domande in giro e – se possibile – spaccare qualche muso, sosta al bar dove affogare la propria frustrazione, scattare qualche foto appostata nell’ombra di un vicolo o di un balcone, una scopata se capita,  e con chi capita, e rincasare tardi, per poi terminare la giornata scolandosi una bottiglia di whisky e collassare ubriaca sul letto.

Questa è la nostra eroina. O anti–eroina.

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Eppure… Krysten Ritter è di una bravura eccezionale. Se provate a seguirla su Instagram, la vedrete sempre sorridente, tutta in tiro in occasione dei grandi eventi, con una nuova frangetta e il suo cagnolino spelacchiato al seguito, insomma, la classica star di Hollywood da red carpet. E forse anche qualcosa in più, visto che ha da poco pubblicato Bonfire, il suo primo romanzo thriller.

Beh, Jessica Jones è invece una persona del tutto diversa – come deve essere, chiariamo – e Krysten Ritter riesce a darle uno spessore dannatamente reale. Ogni sguardo, ogni smorfia, ogni bicchiere di whisky, ogni cinica battuta, tutto delinea un personaggio che davvero non ha nulla a che vedere con chi la interpreta. Risulta credibile in ogni suo singolo aspetto.Screen_Shot_2017_12_09_at_5.18.58_PM

E, anche quando la sceneggiatura non ci regala grandi emozioni e rischia, a volte, di annoiare – nella seconda stagione più che nella prima – Jessica ci calamita nel suo mondo interiore, nella lotta intestina che la divora, nel suo decidere cosa essere, da che parte stare, se aiutare il prossimo o se stessa, se accettarsi per ciò che è o rinnegarlo.

Certo, la vita di Jessica non è facile. Se nella prima stagione il villain di turno – Killgrave, interpretato da un grande David Tennant – mina la sua stabilità mentale, la sua autostima e le persone che ama, nella seconda è il suo passato a minacciare Jessica e tutto ciò che lei rappresenta, per sé e per gli altri, al punto da allontanare quelle stesse persone per le quali aveva lottato così tanto. È così che rischia di perdere le uniche due persone che contano davvero per lei: la sua amica/sorellastra Trish (Rachel Taylor) che per lei farebbe di tutto – forse anche troppo – e il suo braccio destro Malcolm (Eka Darville), spesso impegnato più a restaurarle l’appartamento che ad assisterla nelle indagini. Completa il cast Carrie–Anne Moss nei panni di Jeryn Hoghart, avvocato di grido invischiata un po’ con tutti i Defenders.

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Suggestiva anche la sigla di apertura, dove una musica lenta accompagna immagini disegnate in movimento, e si fa man mano incalzante, fino a quando si delinea il profilo di Jessica, e il suo occhio aperto che guarda, che può avere più di un significato: come lei osservi il mondo che la circonda, come il suo sguardo indagatore analizzi i crimini nella sua città, o come lei sia in grado di vedere cose di cui nessun altro si accorge.

Jessica Jones  è, di fatto, un noir, e la parte supereroistica risulta marginale, perché così deve essere. Quando Jessica sradica uno sportello o sfonda una porta, lo fa perché è arrabbiata, perché il suo non sapere chi è davvero la condiziona al punto da portarla a usare i suoi poteri spesso a sproposito. E il suo trattare male gli altri, anche chi non se lo merita, denota ancor più queste sue debolezze.

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Jessica è una di noi, non è un supereroe, ma una qualunque con dei poteri. La sua vera forza, a ben vedere, è la sua volontà nel persistere, nell’andare avanti nonostante tutto e tutti, nel non arrendersi mai, neppure quando è lei stessa il suo nemico più grande. Ma è proprio tutto questo, a mio avviso, a fare di lei il miglior personaggio di tutto il pacchetto Marvel.

Lo spazio che ci unisce… o che ci divide?

spacebetweenusThe space between us è un gran bel film diretto da Peter Chelsom, che vede la partecipazione di Gary Oldman, Carla Gugino, Asa Butterfield e Britt Robertson. Com’è subito evidente, la trasposizione italiana del titolo, in qualche modo, è l’esatto opposto di quello originale. Quello che doveva essere lo “spazio tra noi” – e che, quindi, a rigor di logica, divide – è stato tradotto con “unisce”, cosa davvero curiosa e che approfondirò più avanti.

La storia in breve: Gardner Elliot è nato su Marte, da una giovane astronauta che lo ha partorito dopo essere partita per fondare la prima colonia marziana. Un errore, visto che nascere su Marte, con una gravità così diversa, significa non poter vivere sulla Terra a causa di una diversa conformazione ossea e di un cuore non adatto alla vita terrestre.

Ma, una volta cresciuto, Gardner riesce comunque a far ritorno sulla Terra, perché è lì che vuole essere, perché ha una foto di sua madre con un uomo che potrebbe essere suo padre e intende trovarlo. Così riesce a fuggire dalla custodia della Nasa e contatta l’unica persona che conosce sulla Terra, la coetanea Tulsa, con cui chattava da Marte. Piccolo particolare: lei non sa da dove lui venga, non conosce la sua storia e, ascoltando i suoi bizzarri racconti su Marte, la crede una balla. Ma poi tra i due scoccherà l’amore, tutti i nodi verranno al pettine e il viaggio di Gardner si trasformerà in una riscoperta di sé, della felicità, della bellezza delle cose semplici.

Di fronte a queste incredibili nuove esperienze, lo spazio – inteso come immensità – che divide Gardner da Tulsa diventa così improvvisamente piccolo, perché ciò che provano l’uno per l’altra li raccoglie, li lega insieme e li rende indivisibili. Forse per questo la traduzione non è poi così sbagliata, forse per questo lo spazio diviene protagonista, incarnando allo stesso tempo il villain di quest’avventura e il trait-d’union della vicenda. Lo spazio passa quindi dall’accezione di immensità a qualcosa di più astratto, e diviene sentimento, perché niente è in grado di azzerare le distanze come l’amore.

 

Sogni nucleari

razzoAvete presente uno di quei sogni in cui tutto sembra dannatamente reale e, allo stesso tempo, quello che succede pensate che sia strano? Ecco, immaginate come mi sono sentito io ieri notte quando, nel sonno, ero a New York, su un autobus di linea con due persone a me care e… sentivamo questo rombo assurdo e poi un missile veniva giù dal cielo, radente al terreno, e si schiantava tra i palazzi poco lontano da noi.

Ricordo il primo pensiero: oh no, che sta succedendo? Ci stanno bombardando? Cioè… proprio ora che siamo in vacanza in America?

E poi vediamo partire questo razzo enorme… che decolla poco distante. Sì, assurdo no? Decolla da qualche parte tra… i palazzi? Okay, strano… ma così reale!

E poi, mentre è in cielo sopra di noi… che fa? Vira, sempre più, fino a girarsi completamente, stile inversione a U, e precipita di nuovo in basso, verso di noi. Cioè, non proprio addosso a noi, ma… lì, più o meno da dove è partito, oltre i palazzi.

E quindi arriva il boato…? No. Arriva solo questa luce bianca, che si diffonde… mentre io e i miei cari ci abbracciamo, dicendo che è finita, è finita davvero. E tutto si fa bianco, tutto sparisce…

…e poi mi sono svegliato, cazzo.

L’inconsistenza del diavolo

Con estremo piacere vi annuncio l’uscita del mio primo romanzo thriller, L’inconsistenza del diavolo, per i tipi di Golem Edizioni.

La storia è quella di Maura Allegri, una giovane giornalista che, alla ricerca della storia giusta che le permetta di far colpo sul suo capo, si ritrova a pedinare un uomo inquietante dalla bocca storta che, da alcuni gesti e sguardi intercettati mentre era in metropolitana, lei sospetta essere un pedofilo. L’uomo scompare in una fabbrica abbandonata dove lo aspettano altri criminali con i quali ha degli affari in corso. Maura scopre così che una bambina e una ragazza sono tenute prigioniere ma, prima che possa chiedere aiuto, viene scoperta e costretta a fuggire nei meandri della fabbrica, che sarà preludio a una vera e propria discesa negli inferi.

Ciò che viene chiesto al lettore è che cosa sia il diavolo, se esiste davvero o se il male è soltanto frutto delle scelte degli uomini. Per Maura la risposta è nel titolo stesso del romanzo mentre per altri… non è così.

L’inconsistenza del diavolo è un thriller claustrofobico, a tratti psicologico, in cui non mancano azione e immagini violente ma, come di consueto, mai fini a se stesse.

Il libro, in un formato davvero delizioso – tutta la collana Le Vespe della Golem è formidabile da questo punto di vista – e dal prezzo più che accessibile, è distribuito da Messaggerie Libri, per cui è ordinabile in qualsiasi libreria.

Zomb Saga

ZombkindleLQ-450x600In uscita per Dunwich Edizioni Zomb Saga – Libro Uno, una raccolta multiautore a tema zombie. Stavolta, a fare la differenza, un progetto molto particolare, nato dalla mente di Antonio Amodeo. Zomb, infatti, ha l’ambizione di essere un progetto ad ampio respiro, con un background ben definito e mirato alla creazione di un GCC Game (gioco di carte collezionabili).

Gli autori coinvolti dovevano quindi basarsi sull’universo già creato, servendosi di gruppi predefiniti di sopravvissuti e zombie. Per maggior chiarezza, ecco la sinossi:

In un mondo devastato da un’apocalisse zombie, quattro diver­si tipi di morti viventi costringono l’umanità a dividersi in al­trettante fazioni. Nomadi, religiosi, reietti e militari si conten­deranno ciò che resta del mondo che conosciamo cercando di sopravvivere a zombie vaganti, posseduti, mutanti e infetti. An­tonio Amodeo, Daniele Picciuti, Alexia Bianchini, Mala Spina, Marco Roncaccia, Fabio Ghioni e Samuele Fabbrizzi creano una raccolta di racconti ambientata in un universo che cerca di mettere d’accordo tutti gli appassionati della letteratura Z. Zomb Saga si avvale inoltre della collaborazione di Federico “Videodrome” Frusciante che non manca di deliziare i fan del grande schermo con un breve saggio riguardante il cinema e i morti viventi.

«Una raccolta di storie entusiasmanti. Un ottimo esordio per l’universo di Zomb che appassionerà tutti gli amanti della letteratura Z.» ( Alessandro Iascy – TrueFantasy)

Quanto a me, il mio pezzo s’intitola Amore e Morte Zombie, è ambientato a Parigi e prende di mira Nomadi e Religiosi alle prese con Vaganti e Posseduti.

Se volete saperne di più sul gioco, visitate il sitoufficiale

Questa è la pagina del libro sul sito dell’editore

Il gruppo dedicato su facebook

Nero Elfico (bizzarro fiction con Watson Edizioni)

copertina-nero-elficoQuesto libro doveva uscire molto tempo fa ma poi, per varie vicissitudini, la sua pubblicazione è slittata fino ad arrivare a dicembre 2015. Nero Elfico non è un vero e proprio romanzo, non è neppure una raccolta di racconti. Lo definirei un Serial Book Tutto-in-uno. Nero Elfico si presenta al lettore con una ambientazione fantasy abbastanza classica, ma fin da subito stabilisco una regola: non ci sono regole.

I due protagonisti, Lacero e Violata – un mezzelfo feroce (e spaccone) e un’assassina assetata di vendetta  (e di sesso) – rappresentano il “male minore” nel piccolo villaggio di Ponte Spaccato, un male che dovrà difendere gli sfortunati abitanti da una serie di nemici (il Male con la M maiuscola) che, capitolo dopo capitolo, si abbateranno su di loro inesorabili. Ma Lacero e Violata lottano per se stessi, non certo per il bene comune, e i loro metodi sono di quanto più discutibile possa esserci. Nel corso della vicenda incontreranno e si scontreranno con personaggi un bel po’ sopra le righe, a partire dal paladino Fierbaldo di Torre Bigia a sua sorella la Contessa Bianca, dal nano Monco a suo fratello Toro-Dai, dal subdolo mago Grimorio alle terribili gemerelle Coro, dal famigerato Necromante al licantropo Squarcio, dal gigante stupido Melmone a sua madre Poiana, dal silenzioso Castigatore al malvagio Scribacchio, fino ad arrivare a un gruppo di alieni – alieni, sì! l’ho scritto nel titolo che è bizzarro fiction! – rinchiuso in un’astronave nello spazio e al Trono d’Ossa, antico artefatto che dà a chi vi siede il dominio sui morti e dal quale, per motivi che non vi posso anticipare, dipenderanno le sorti dell’intero universo inteso nell’accezione di tutte le sue dimensioni. I personaggi elencati non sono tutti quelli presenti nel libro, molti altri incroceranno la strada della nostra allegra coppia di psico-criminali, e non tutti  ne usciranno illesi (o per meglio dire quasi nessuno).

Nero Elfico è pubblicato da Watson Edizioni. Questa è la pagina sul sito dell’editore con la scheda ufficiale del libro.

Malombre (Dunwich Edizioni)

malombrecoverfrontLQ-450x600In uscita per Dunwich Edizioni un’antologia horror che racchiude molti nomi importanti del panorama di genere italiano. Malombre è un progetto nato dalla fervida mente di Nicola Lombardi (autore di perle come I Ragni Zingari, Madre Nera e La Cisterna). All’interno della raccolta trovate undici terrificanti racconti, tra i quali anche un mio modesto contributo: Matrimonio di sangue, la storia di una giovane coppia invitata a uno strano matrimonio in un luogo sperduto tra le montagne…

Sotto, l’elenco completo dei racconti:

Le Pietre Nere di Danilo Arona
Pezzi di Andrea Biscaro
L’Autunno dei Sospiri di Luigi Boccia
La Sposa Rubata di Cristian Borghetti
Le Tenebre del Corpo di Pietro Gandolfi
Musi Gialli di Samuel Giorgi
Prigionieri di Diego Matteucci
Tutor di Alessandro Morbidelli
Matrimonio di Sangue di Daniele Picciuti
La Baita di Simonetta Santamaria
Blocco Creativo di Christian Sartirana

Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina dell’editore.

Clowns Vs Zombies (with Luigi Bonaro)

clowns vs zombiesTorno a scrivere su questo blog dopo una lunga assenza. Le troppe cose da fare mi impediscono di mantenere una costanza che sarebbe raccomandabile se non voglio che questo dominio venga dimenticato dagli utenti, da google e da me stesso.

Mi sono anche reso conto di non aver mai dato notizia dell’uscita di Poker d’Orrore, per Dunwich Edizioni, dove figura un mio racconto thriller (Quanto è profondo il mare) in buona compagnia di Nicola Lombardi, Pietro Gandolfi e Claudio Foti.  

Siamo vicini ad Halloween e per questo è appena uscita per Nero Press la raccolta True Halloween, dove compare il mio racconto horror storico Ali di corvo assieme ad altri nove scritti da altrettanti autori, incentrati sul lato storico e folkloristico di Halloween. Ma questo post non parla neanche di questo.

Parla invece della mia fatica scritta insieme all’amico Luigi Bonaro: Clowns Vs Zombies. 

Ci siamo divertiti, io e Luigi. Abbiamo messo in piedi una Apocalisse, un’impalcatura fantascientifica, personaggi un bel po’ sopra le righe, animali del circo zombie, e tanti tanti morti viventi. Ne è venuta fuori un’opera che a noi pare divertente, dai tratti grotteschi, che ci ha preso la mano facendoci scrivere molto più di quanto avevamo prospettato all’inizio. E, probabilmente, ne scriveremo ancora…

Se volete acquistare l’ebook – sì, è digitale – potete andare qui oppure nel vostro store online di fiducia.