Ventiquattresima settimana di volo

Giorno 161
Ecco che va già meglio. Ho preso la pillola due ore fa, grazie all’aiuto di Shane, perché per qualche motivo mi ributtava l’idea di ingoiarla.
Questo è ancora peggio degli incubi in sé… mi sto assuefacendo ad essi, iniziano a piacermi…
Anche ora che sono lucido… ne sento il desiderio.
Il Male mi sta corrompendo.
Domani starà a me controllare gli altri.
Lo farò con attenzione. Voglio capire cosa accade.

Giorno 162
Gli effetti degli influssi oscuri stanno svanendo, ma ho deciso di non dormire per il momento.
Gli altri erano molto strani oggi. Yama sembrava imbambolato, a volte parlava e d’un tratto smetteva, guardando qualcosa di invisibile intorno a noi. Shane ha sfondato una sedia contro la parete perché il suo tè era freddo e ha poi frantumato un posacenere a terra gridando che era un oggetto del tutto inutile visto che non era possibile fumare.
Nina passava continuamente davanti alla cassaforte, si fermava, tornava indietro, si girava e la fissava. E ripeteva daccapo il tutto finché qualcuno non la scuoteva tirandola via a forza.
Che cosa farò io, domani, quando toccherà a Yama il turno di guardia?

Giorno 163
Il buio.
Gira gira gira intorno. Gira dentro e si rigira in me.
Dentro. Scava per entrare.
Yama mi ha preso e mi ha sbattuto al muro mentre cercavo di aprire la cassaforte con la chiave.
Come l’avevo io? Mi ha chiesto.
Non capivo, non lo sapevo.
Ce l’avevo e basta.
Ora mi ha chiuso nella mia cabina. Non posso uscire.
E’ pazzo. Completamente pazzo.

Giorno 164
Mio Dio. Yama mi ha dato una pillola oggi.
Mi ha detto quello che è successo ieri e ho riletto il Giornale di Bordo.
La chiave… mi ha chiesto, come facevo ad averla? Credevamo che fosse andata perduta… come poteva essere in mano mia?
Semplice, ho risposto, l’avevo presa io per impedire a CHIUNQUE di aprire la cassaforte.
Là dentro c’è il Male. Pensando che la chiave fosse andata persa, nessuno avrebbe più cercato di aprire quella trappola mortale… nessuno ci sarebbe più entrato.
“Yama” gli ho detto “vi ho salvato la vita!”
Lui mi ha guardato con disgusto, accusandomi di disumanità.
“E Nazoko?” ha ribattuto “Avresti potuto salvarlo!”
Gli ho detto che si sbagliava, che Nazoko si era chiuso nella cassaforte per sua libera scelta perché era già corrotto. Lo era sempre stato.
Possibile che non ricordasse quello che era scritto nel file sul Secret Pact?
Certo, io lo avevo già sacrificato prima di leggere quel file… ma SAPEVO che Nazoko era corrotto.
“E anche tu lo sapevi” ho detto a Yama “Non dirmi che non lo sentivi… dentro di te!”
Non mi ha risposto.
Mi ha mostrato la scatola di pillole.
“Contale” mi ha detto.
Ho aperto… e ne ho contate quattro.
“Domani le prenderemo tutti e io dirò loro ciò che hai fatto. In base a questo prenderemo una decisione. L’ultima vera decisione prima della follia completa.”

Giorno 165
Riunione di oggi.
Dopo aver parlato agli altri delle mie azioni, Yama ha chiesto loro cosa pensavano di fare. Michael Shane ha espresso delusione nei miei confronti sottolineando che mi credeva una persona umana e responsabile. Ho replicato che era stato proprio il mio senso di responsabilità a spingermi ad agire così.
Nina mi ha accusato dicendo che se ho fatto questo, allora potrei essere stato io a chiudere Nazoko nella cassaforte.
Ho negato tutto, poiché non è vero. Le ho detto di non avere idea di come abbia fatto Nazoko ad entrarvi giacché la chiave era in mio possesso, ma presumo ne esistesse una copia, a meno che la cassaforte stessa non avesse VOLUTO aprirsi a lui.
Shane ha voluto sapere se esiste un altro comando a distanza oltre quello finito distrutto durante lo scontro con Uber, ma ho risposto di no, che di quello io neppure sapevo niente.
Ho detto loro che stanno sbagliando, che non sono un traditore, che ho agito così mantenerci tutti in vita.
Non ne hanno voluto sapere.
Hanno discusso a lungo se aprire o meno la cassaforte e nonostante io glielo abbia sconsigliato, hanno deciso di farlo.
Gli ho ricordato che Nazoko dopo tutto questo tempo è certamente morto… e che se non lo è, significa che si è trasformato in qualcosa di OSCURO… dunque in entrambi i casi sarebbe un’azione priva di senso, aprire quella porta.
E’ strano come il torto a volte si tramuti in ragione e la ragione pretenda di restare tale anche nell’evidenza di un torto.
Voglio dire che tutti loro sapevano che avevo ragione, ma il mio essere disumano doveva trovare espiazione.
“Aprirai tu la cassaforte ” ha deciso infine Yama ” è il minimo che puoi fare.”
Ho risposto che non ci pensavo minimamente e mi sono ritrovato a fissare la canna della pistola di Shane dalla parte sbagliata.
Mentre ci dirigevamo nella sala di decompressione, un rumore metallico ci ha fatto sobbalzare.
Siamo corsi a vedere.
La porta della cassaforte era spalancata.
Ci siamo avvicinati lentamente, spiando all’interno con le armi spianate.
Non un suono, né respiri, né passi.
Solo il buio.
Shane ha fatto luce con la torcia… e due occhi rossi come il fuoco sono schizzati verso di noi, investendoci con la furia di grandi e possenti braccia.
Qualcosa mi ha colpito in pieno, mandandomi due metri indietro sul pavimento.
Ho rialzato lo sguardo: il Legionario Benedetto, la figura del mio incubo… il comandante Nazoko, era lì, di fronte a noi, tutti in uno.
Dietro di lui è sciamata fuori un’orda demoniaca volante… piccoli esseri simili a pipistrelli ma con ali piccole e puzzolenti…
Poi qualcos’altro è schizzato fuori dalla cassaforte: il frammento di asteroide. Ma non era più immobile… bensì pulsava di vita propria come se fosse un grande cuore nero…
Si è aperto per un attimo… e dal suo interno infernale un altro di quei mostri è schizzato fuori, proiettato verso Nina.
Lei lo ha schivato mentre quelle cose sciamano intorno a noi, assembrandosi sul soffitto come per cercare una formazione di volo…
Ho gridato che dovevamo fuggire.
Shane non ci ha pensato un attimo, correndo via nel corridoio.
Io e Nina lo abbiamo seguito mentre Yama faceva fuoco sull’intera massa brulicante.
Poi Nazoko si è mosso e io mi sono voltato.
Ho urlato a Yama di lasciar perdere.
Il Jito ci ha pensato un attimo, poi mi ha dato ascolto.
Siamo fuggiti via richiudendoci ermeticamente alle spalle il portello a metà del corridoio.
In questo modo avevamo tagliato fuori la sala di decompressione, la sala di controllo della stessa e circa sei metri di corridoio.
Non c’erano altri accessi dietro quella porta che avrebbero potuto mettere in comunicazione Nazoko con il resto dell’astronave.
Eccetto i condotti dell’aria.
Lì, quei piccoli esseri schifosi, sarebbero potuti passare…

Giorno 166
Non abbiamo dormito naturalmente.
La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di togliere l’aria alle zone che abbiamo tagliato fuori tramite la chiusura del portello. Abbiamo ordinato al computer di bordo di escludere quell’ala della nave sigillando automaticamente anche i condotti d’aria cosicché quegli esseri non possano giungere fino a noi.
Poi abbiamo contattato l’Alleanza.
Inutilmente… perché un’interferenza bloccava il segnale.
Ho fatto notare ai miei compagni la stupidità del loro gesto… e di rimando mi hanno accusato di aver portato io la situazione a questo punto. Se avessi liberato il comandante quando potevo, forse non sarebbe successo niente di tutto ciò.
Allora mi è venuto in mente il frammento di asteroide.
Sono andato in laboratorio e ho aperto l’armadio dove l’avevo chiuso.
Nella teca di vetro non c’era più… in compenso c’era la cimice che io avevo inserito nel frammento. Ecco perché, per quanto ne sapevo, non si era mai mosso da lì.
Ma chi l’aveva preso e quando?
Ricordavo di averlo visto anche dopo che Nazoko si era chiuso nella cassaforte … o forse mi sbagliavo?
L’ennesima incertezza mi accompagna in questo dannato viaggio…

 

Giorno 167
Ancora un giorno senza dormire.
Ho avuto modo di discutere con Nina oggi. Lei si è avvicinata a me chiedendomi se mi ricordavo di quando lei aveva messo quel foglio davanti alla mia porta. Ebbene, voleva dirmi, lo aveva fatto… per mettermi alla prova. Per sapere se ero pronto a fidarmi di lei nonostante lei fosse addestrata in quel modo… e se quindi l’amavo davvero.
Chiaramente ho fallito la prova.
Più di una volta.
Ci siamo chiariti, ma lei mi ha detto che non si aspettava tanta disumanità da parte mia. Ho cercato di spiegarle che stava confondendo la disumanità con il senso di responsabilità. Se Nazoko si era chiuso nella cassaforte significava che aveva perso la battaglia con se stesso… ed era perduto ormai. Riaprirlo lo avrebbe trasformato in una specie di Grant Neville. Non potevo permetterlo.
Dall’area isolata per tutto il giorno sono risuonate urla agghiaccianti, colpi contro il portello e ogni sorta di rumori.
Speriamo che non riescano a sfondare…

 

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About Daniele Picciuti

Ultime pubblicazioni: Ritorno alla Mary Celeste (Dunwich Edizioni, 2013) I racconti del sangue e dell'acqua (Bel-Ami Edizioni,2011), Uomini e spettri (racconto in antologia, Bel-Ami Edizioni), Mistero (racconto in antologia, Il Mondo Digitale Editore). Presidente Ass.ne Cult.ne Nero Cafè Capo Redattore Magazine Knife Vice-responsabile Nero Press Edizioni

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