Quindici giorni di novembre, di José Luis Correa

– E tu? Tu l’hai amata?
– Tu ami questa spiaggia?
– Ma certo, fesso!
– Allora che caspita domandi?
– Ma io l’amo da più di cinquant’anni.
– Dammi tempo, vecchio. Dammi un po’ di tempo.

Ricardo Blanco è un investigatore privato, un improbabile incrocio tra Philip Marlowe e Sam Spade, che si muove, solitario e muto, tra le case e le spiagge di Las Palmas, sull’isola di Gran Canaria, luogo di libertà e di perdizione, dove i cosiddetti “figli di papà” credono di essere i padroni del mondo. E qualcuno lo crede davvero.
Quando la bellissima Maria Arancha Manrique si presenta nello studio di Ricardo chiedendogli di indagare sul presunto suicidio del fidanzato, il pressoché perfetto Antonio Camember, l’esperto detective capisce fin da subito di trovarsi di fronte a una montatura. Qualcuno ha ucciso il disgraziato, inscenando il suicidio, riuscendo a mettere nel sacco l’inesperta polizia isolana, ma non certo Ricardo. Attratto più dal fascino della donna, che dal caso in sé, decide di accettare.

La Scogliera che Canta, Terzo al Nero Premio

L’anno nuovo si apre all’insegna di un gradito successo. La Scogliera che Canta, racconto horror che ho scritto col preciso scopo di rievocare lo stile e le ambientazioni del grande H.P. Lovecraft, ha ottenuto il terzo piazzamento nella 41° Edizione del Nero Premio.

Qui di seguito, la graduatoria finale, derivante dalle votazioni di una giuria presieduta da Emiliano Maiolo:

1° Classificati a parimerito
Le stanze di Sara di Stefano Riccesi
Da porco a porco di Ceet Careson

3° Classificato
La scogliera che canta di Daniele Picciuti

4° Classificato
Loop di Francesca Cappelli

I quattro racconti premiati, previa autorizzazione dei rispettivi autori, saranno poi successivamente raccolti in un ebook gratuito che verrà distribuito sul sito eBookGratis.net

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Black Cover Award, la copertina vincitrice

Il premio Nero Cafè BLACK COVER AWARD è stato istituito per premiare la migliore copertina di libri gialli, noir e thriller usciti nel 2010 e presentati nel  blog di Nero Cafè.

La giuria, composta – oltre che dal sottoscritto – da Alessandro Manzetti, Laura Platamone, Cristian Fabbi, Marilù Oliva, Al Custerlina, Barbara Garlaschelli, Salvatore Scalisi, Alessio Valsecchi, Daniele Bonfanti, Elena Vesnaver, Andrea Franco, Nicola Roserba, Federica Maccioni, Eva Clesis ha scelto come vincitore il libro “La Terapia” di Sebastian Fitzek (Elliot).
Il libro vincitore sarà inserito in vetrina sul blog di Nero Cafè per un mese e recensito sul primo numero del Nero Cafè Magazine, in uscita il 31 gennaio. All’editore Elliot sarà consegnata una targa del premio.
Laura Platamone presenta la copertina del vincitore realizzata per l’Editore Elliot da Maurizio Ceccato.

Recensione: Il ritorno del diavolo

Il ritorno del Diavolo” di Giovanni Merenda (Scrittura & Scritture)
Il commissario Martino viene chiamato a indagare sulla morte di

Aldina Giunita, ricercatrice universitaria e sua vecchia fiamma. Le indagini sembrano ruotare attorno al manoscritto di un esimio professore, volto a smascherare finti occultisti e sacerdoti di presunte sette sataniche.

Dapprima Martino pensa di essere alle prese con la vendetta di uno dei personaggi che compaiono nel libro, ma non tutto è così semplice come sembra e lo scoprirà scavando nel passato di Aldina.
Questo libro ha dalla sua un marcato umorismo, dialoghi scoppiettanti, che riescono a coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima riga. Tale punto di forza si rivela, tuttavia, essere anche la maggiore debolezza dell’opera, in quanto compromette irrimediabilmente il taglio giallo che invece dovrebbe essere dominante, trattandosi di un’indagine su un omicidio.

Shadow, di Federico Zampaglione

Dopo l’esordio in sordina con il noir psicologico Nero bifamiliare, il cantautore Federico Zampaglione torna alla regia, stavolta alle prese con una storia a metà fra il thriller e l’horror, confermando di essere un artista talentuoso.
Il film ci presenta David ( Jake Muxworthy), un ex-soldato rientrato da poco dalla guerra in Iraq, alle prese con un viaggio in mountain-bike attraverso l’Europa. Durante il percorso s’imbatte in Angeline (quella Karina Testa già protagonista del delirante Frontiers), con cui condivide la passione per la natura e per la bike. I due trovano sul loro percorso due spietati cacciatori, che li spingono verso la cima di una montagna animati dalle più sordide intenzioni. Tuttavia, quello che troveranno lassù, nascosto in un casolare isolato dal mondo, si rivelerà un incubo per tutti.

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Nasf 6 è uscito!

È finalmente uscita l’antologia NASF 6, in tempo per le festività natalizie. Se avete amici appassionati di fantascienza, ma – almeno in questo caso – anche di horror, fantasy o western, questa è l’antologia da regalare.

Il racconto vincitore di quest’edizione è, come anticipato qualche giorno fa, opera del sottoscritto.

Il titolo, fino a oggi rimasto segretissimo, posso rivelarlo in anteprima: Non è Biancaneve.

Come scrive Massimo Baglione nell’editoriale del volume, si tratta di “una versione insolita e creativa di Biancaneve e i sette nani”. In realtà c’è molto di più, ma soltanto leggendo la storia potrete rendervi conto di quanto.

Potete leggere in anteprima alcune pagine del volume nell’apposita scheda sul sito de ilmiolibro.

Per accaparrarvi l’antologia dovete registrarvi – se non lo siete già – sul sito de ilmiolibro e seguire le indicazioni per l’acquisto.

Buona lettura e, mi raccomando, fatemi avere i vostri pareri.

 

I ragni zingari, di Nicola Lombardi

Il ragazzo abbassò il capo e guardò con intensità le fiamme delle candele. Grida e pianti, ovunque, ancora. Non c’era proprio rimedio. La vita si era capovolta, e ogni tentativo di raddrizzarla pareva vano. Era come stare dentro uno specchio, dall’altra parte. Ma qual era, poi, l’altra parte? Si chiese se fosse davvero uscito, da quel mondo rovesciato in cui aveva sognato di vagare, o se ci stesse ancora affogando dentro. E i ragni zingari? Erano lì con loro, dentro e fuori, e altri ne stavano arrivando.

Michele è tornato dalla guerra. Badoglio ha appena annunciato agli italiani che il nemico non è più tale. I soldati di stanza sul fronte albanese, improvvisamente smarriti, fuggono con ogni mezzo possibile, pagando chiunque abbia una barca per raggiungere l’Italia. Michele è uno di questi, reca nell’anima una disperazione che solo la guerra può instillare – come una lama affilata nella carne – ma continua a ricacciare indietro i fantasmi di quei giorni infausti, rinfrancato dal sogno di riabbracciare la sua famiglia. La mamma, il nonno, il fratellino Marco, sua sorella Adele e lo zio Berto.

Ma al suo ritorno il castello di speranze che si è costruito crolla sotto i colpi di un tumultuoso dolore: Marco è scomparso da tre giorni e nessuno sembra sapere cosa gli sia accaduto, seppur fin da subito appaia chiaro che non tutti dicono la verità. Michele inizia un’indagine personale che lo porta a rivangare un passato che tutti vorrebbero tener sepolto.

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Trionfo a Nasf6 – Blood, Dust & Steel

Ci siamo, è stata annunciata la lista dei selezionati per l’antologia Nasf 6 – Blood, Dust & Steel, edizione interamente dedicata alle commistioni di generi, ovvero fantascienza & horror (blood), fantascienza & western (dust), fantascienza & fantasy (steel). Il racconto da me scelto –  e che per ora rimane segreto (dovrete aspettare l’uscita dell’antologia per conoscerlo) appartiene alla prima accoppiata.

E ha vinto.

Inutile dire quanto sia soddisfatto, in primis perché tengo particolarmente a questo scritto, che rappresenta per me una intro a un nuovo filone che mi sta appassionando (chiamiamolo weird, ma non solo).

Il libro uscirà a dicembre, in tempo per i regali di Natale, perciò se avete in mente di regalare libri, aspettate un attimo a comprarne, perché questo – come tutte le antologie Nasf – vale la pena prenderlo.

Per l’elenco completo dei selezionati, vi rimando alla pagina del forum di Nasf.

 

Cash Game

Ci sono film apparentemente invisibili, che passano inosservati nei cinema, restano in sala per non più di due settimane e poi scompaiono, salvo poi riapparire in dvd o sulle emittenti private. La fortuna di questo film è senza dubbio l’interpretazione di Sean Bean, che dimostra ancora una volta di avere un’ammirevole versatilità. Il suo personaggio, impostato e precisino, affetto da una psicopatia latente che lo spinge a oltrepassare i limiti del buon senso, finisce per risultare al tempo stesso insopportabile e affascinante, comunque memorabile e di certo migliore della coppia che si trova invischiata nella sua tela, fin troppo piatta e prevedibile nei comportamenti.

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