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Devil Red, di Joe R. Lansdale

Joe R. Lansdale torna con i suoi cavalli di battaglia Hap & Leonard, una strampalata coppia di detective poco conformi alle regole in grado di trasformare ogni indagine in un parco divertimenti per il lettore. Lo stile vivace e scanzonato è – per dirla alla Lansdale – come una colata di burro fuso tra le pagine. Ci si lascia trasportare, ammaliati e divertiti, dalle azioni violente e esasperate di questa coppia di scavezzacollo, personaggi sempre un po’ sopra le righe e mai scontati.
Hap Collins è l’io narrante, l’anima in pena, che si pone domande su cosa è giusto e cosa no, trascinato dalle proprie emozioni che, man mano che la vicenda si snoda, lo costringono a riemergere dal torbido delle sue paure e frustrazioni, per riportarlo a galla e spingerlo a combattere.
Leonard Pine è il suo amico, socio e fratello, un istrionico gay di colore arrogante e provocatore, che sembra ogni volta aspirare alla rissa o – nel migliore dei casi – a una sana sparatoria.

La sottile linea scura, di Joe R. Lansdale

Lansdale ci ha abituati, nel tempo, al suo stile impressionista. Attraverso le parole è in grado di rievocare suoni, odori, immagini di  un America in stato confusionale, nell’epoca dei conflitti razziali, come nel bellissimo “In fondo alla palude”, tanto per citare un altro dei suoi romanzi più riusciti. La Sottile Linea Scura si colloca in questo filone in maniera violenta e, quando giriamo l’ultima pagina, lo facciamo con la consapevolezza di avere imparato qualcosa di quel tempo, di quei luoghi, della gente che vi viveva. A raccontare questa storia è un anziano Stanley Mitchell, che ripercorre le vicende della sua giovinezza, tornando all’estate del 1958, nella cittadina di Dewmont in Texas, estate in cui il ragazzino Stanley si ritrovò di botto sparato fuori dall’adolescenza verso le realtà, a volte crude, a volte drammatiche, dell’età adulta.

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