Recensione: Scream 4
Ci risiamo, la trappola dei sequel continua. In questo caso, come recita lo slogan del film, le regole sono cambiate. Uno slogan, appunto, che si diverte a prendere in giro i film horror e la loro prevedibilità. Quello che stupisce è come, in realtà, lo stesso Scream 4 risulti del tutto prevedibile. Alla fine non è che un remake dello Scream originale, con opportuni accorgimenti per mascherarlo ma, si sa, un fan dell’horror è difficile da ingannare.Dylan Dog – Dead of night
Ecco una visione che il Terzo Occhio non poteva perdersi, vuoi perché un film sull’indagatore dell’incubo era atteso da anni da tutto il pubblico “dylaniato”, vuoi per l’insolito exploit degli americani, interessatisi alla trasposizione cinematografica di un fumetto tutto italiano, vuoi per il coro di dissensi pervenuti da una critica sempre molto attenta alle esigenze degli spettatori. Il Terzo Occhio doveva vedere con la sua nera pupilla questa pellicola e giudicarla senza preconcetti.
Ma a fronte di queste diversità, a loro modo forzate, ve ne sono altre dettate da un riadattemento approssimativo del personaggio centrale. Dylan Dog, infatti, non è quel tipo introverso e allampanato che conosciamo, ma un giovane palestrato e spavaldo, dal grilletto fin troppo facile. Siamo abituati a un individuo riflessivo e non a un uomo d’azione come quello proposto dall’attore Brandon Routh (Superman Returns).
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Svelato il vincitore del Tremo Ancora!

A molti potrà sembrare strano, altri si chiederanno “Questa storia fa tremare?”, altri faranno spallucce e non si porranno domande. Ma so che molti capiranno. In ogni caso, per tutti, spiegherò cosa ci ha portato a decretare Carne, di Patrizia B. miglior racconto di questa prima edizione del Tremo Ancora.
Questo racconto, che in apparenza può apparire niente più che come un brandello di realtà particolarmente cruda, riesce a trasmettere quel brivido, quella sensazione di orrore che cercavo quando ho indetto il concorso. I motivi sono molteplici.
Il primo, senza dubbio, la collocazione in un contesto ben definito, quello di Sarajevo, e reale, che sa veramente di vissuto.
Il secondo, la sensazione di pericolo che aleggia in queste poche righe, dovute all’atteggiamento furtivo del protagonista, alla presenza inquietante dei cecchini, all’immagine della montagna che sovrasta ogni cosa.
Il terzo, infine, il significato insito tra le righe nel rigurgito del cane. Ancora una volta, quello che non viene spiegato, ma mostrato, anzi meglio, lasciato intuire, colpisce inesorabile la mente del lettore.
Patrizia B. riceverà una copia di NASF6, la scheda di valutazione di un suo racconto e potrà avere un libro edito recensito su Nero Cafè, Terre di Confine o Aculeo, secondo il genere trattato.











































