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Undici autori-tipo che gli editori devono evitare

vintage-typewriting-classTitolo che spero sia illuminante. Di cosa voglio parlare?

Semplice. Illustrare, attraverso una breve lista, le tipologie di autori in cui un editore rischia di imbattersi ogni giorno. La lista è messa giù in forma goliardica ma vuol essere di avviso tanto agli scrittori emergenti quando ai novelli editori. Io stesso, in qualità (allo stesso tempo) di autore e editore, credo di aver molto da imparare ancora – e soprattutto, forse, in alcuni di essi mi posso quasi riconoscere – ma intanto vi elargisco tutta la mia saggezza!

1 – L’ALLERGICO

L’allergico è quel soggetto che soffre di una particolare malattia chiamata “se tocco un tasto di più muoio”, come se temesse che, pigiando troppi tasti, potesse contrarre una grave forma di psoriasi. Perciò cosa fa? Dopo aver allegato il suo manoscritto e digitato il destinatario, salta a piè pari la finestra di messaggio e invia il suo bel malloppo senza uno straccio di riga di accompagnamento. A volte salta addirittura l’oggetto. Quando arrivano queste mail vuote, dovete contare fino a tre per non imprecare, ma poi siete ben felici di cestinare il messaggio senza nemmeno aprirlo. Per questa sua tendenza al mutismo, in genere l’allergico ha la casella di posta inviata piena zeppa di mail senza risposta.

2 – IL TIPO ALL INCLUSIVE

Questo soggetto ha la tendenza a fare di tutta l’erba un fascio. Prende il suo manoscritto, che allega alla mail e poi inserisce tra i destinatari il mondo intero (perché nessuno si è preso la briga di spiegargli che esiste la copia nascosta). Di norma ha un archivio in cui tiene tutti gli indirizzi mail insieme, separati da una virgola, così può fare un comodo copia incolla nella stringa di recapito. Il tipo in questione, purtroppo, ignora che l’editore è una persona che si accorge se è l’unico destinatario o se ci sono altri centotrenta indirizzi mail tra cui numerosi di dubbia moralità. Il soggetto all inclusive, a volte, riceve in risposta mail seccate e se la prende sul personale pensando di essere incappato in un editore troppo suscettibile.

3 – IL TIPO ALL’ANTICA

Il soggetto all’antica invia ancora i manoscritti in un plico, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno. Passa i giorni a guardia della cassetta delle lettere e quando arriva il postino lo terrorizza con interrogatori allucinanti, finanche accusarlo di avergli sottratto la posta. Il tipo all’antica controlla e ricontrolla la cartella delle ricevute delle raccomandate per essere certo di non aver dimenticato nessuno. Ciclicamente, se non ottiene riscontro, procede a un nuovo invio. È destinato a invecchiare con i cassetti pieni zeppi di manoscritti rilegati in tipografia e a sfogliarli, di tanto in tanto, sospirando con malinconia.

4 – IL “COBRA”

“Tu sei il Male e io sono la cura”, questo è il motto del soggetto numero quattro. Come appreso dal buon vecchio zio Sly, il Cobra è convinto che nel mondo venga pubblicato solo pattume e che le sue opere siano destinate a salvare il nostro paese da una regressione culturale. Il tipo Cobra è aggressivo, a lui non frega un cazzo di romperti i coglioni, perciò ti invia mail su mail anche a distanza di pochi mesi, ti invia manoscritti fino a intasarti la cassetta delle lettere, ti chiama al telefono se poco poco lo reperisce da qualche parte e, non contento, ti bracca in fiera, in ufficio, sotto casa. Al tipo Cobra non puoi dire di no. Puoi solo sparargli.

5 – IL “PANTERA”

Lo scorgete da lontano, mentre si avvicina guardingo al vostro stand in fiera. Ha con sé una borsa, uno zaino o una busta voluminosa. La tiene stretta sotto il braccio, fingendo di interessarsi ai vostri libri. Vi fa domande casuali, del tipo “questo autore non lo conosco, è un esordiente?” oppure “i prezzi di copertina sono bassi, come mai?” o ancora “vi seguo su internet, mi piacciono le vostre collane”, ma tutte prima o poi convergeranno in: “voi fate pagare per pubblicare?”. Questo soggetto, in genere, dopo la vostra cortese risposta – negativa, rassicurante – tira fuori dalla busta il suo capolavoro stampato e rilegato perché “casualmente” lo aveva con sé. Il più delle volte accade che quella massa di fogli venga dispersa il giorno del disallestimento dello stand.

6 – L’IGNARO

Questo soggetto disconosce il mondo dell’editoria, vive sul sentito dire. Ti si avvicina in fiera con un sorriso sicuro e ti chiede: “scusate, quanto si paga per pubblicare con voi?”. Dopo un primo sguardo sbigottito, la risposta è: “ma veramente, con noi non si paga”. Il tipo ignaro a questo punto vi fissa come se foste pazzi, o dei banali truffatori. Non pagare per pubblicare è per lui inammissibile, ignora che in qualità di autore dovrebbe percepire dei diritti. Vi rivolge un altro mezzo sorriso di circostanza e vi saluta, andando in cerca di un editore “vero”.

7 – IL PROLISSO

In agguato sia in fiera, sia su internet, il tipo prolisso ha dalla sua un’arma micidiale: usa le parole per uccidervi. In fiera vi racconta tutta la sua vita – che in genere è pure alla base del suo capolavoro – e via mail allega una lettera di presentazione lunga minimo tre pagine – che in verità ne basterebbe mezza – perché lui ci tiene a farvi sapere i nomi di tutti i membri della sua famiglia e che la sua maestra delle elementari gli ha inculcato il rispetto per la lingua italiana (per cui usa le d eufoniche come fossero vitali per respirare). Disgraziatamente anche la sinossi dell’opera è dannatamente lunga – almeno sette pagine – sebbene dopo dieci righe già pregustiate un black out nel quartiere che vi impedisca di seguitare a leggere. Il suo romanzo, poi, si dipana a partire da un prologo monumentale che ha un effetto così anestetico da farvi cadere la testa sulla scrivania senza possibilità di svegliarvi fino al mattino. I romanzi del tipo prolisso finiscono presto nel cestino ma in genere l’editore, per evitare sensi di colpa, invia una mail di risposta standard in rispetto al tempo che il disgraziato ha dedicato al suo lavoro.

8 – IL RIVOLUZIONARIO

Convinto di aver scritto qualcosa mai scritta prima, di aver fondato un nuovo genere letterario, di aver affrontato una tematica da una prospettiva nuova e differente, il tipo rivoluzionario in genere scrive una lettera di presentazione alternativa, innovativa, o comunque strana. A volte allega foto di se stesso a torso nudo, con una birra in mano o mentre suona la chitarra. Nel romanzo trovate fior fiore di parolacce a corredo di espressioni moderne e simbolo di una nuova generazione di protesta. Accade a volte che il romanzo del rivoluzionario faccia colpo, a tal punto da dare ottimi punti per frasi da condividere su facebook. Il tipo rivoluzionario è destinato a una lotta partigiana senza fine e, quindi, spesso finisce per autopubblicarsi su Amazon.

9 – IL PROFESSIONISTA

Scrive la mail della vostra vita, quella che avreste sempre voluto leggere. È soprattutto la biografia il suo pezzo forte, dove elenca tutte le sue pubblicazioni – tra le venti e le cinquanta – tutte edite da case editrici rigorosamente a pagamento. Si definisce uno scrittore professionista e il tono della mail è quella che potrebbe usare un giornalista RAI che ha appena ottenuto uno scoop sulla mafia. Il professionista non accetta di essere trattato alla stregua degli altri: tu editore hai avuto l’onore di essere scelto, non ti chiede di valutare il suo lavoro, te lo propina aspettandosi il contratto entro una settimana. Il professionista, puntualmente, verrà pubblicato ancora e ancora, sempre e solo da editori a pagamento. Il professionista è ricco di famiglia o ha una paga dirigenziale.

10 – IL POETA

C’è anche lui. Non poteva mancare. La maggior parte delle volte vi avvicina in fiera, col suo bel tomo di fogli battuti a macchina, caratteri piccoli su uno sfondo bianco enorme. Sono poesie d’amore, ispirate da una ragazza di gioventù, già, perché il novanta percento delle volte il poeta è un uomo di una certa età, over sessanta, e ha messo il cuore in quei versi. Imbarazzati, siete costretti a spiegare che non c’è mercato per la poesia, voi non la trattate, magari gli date i riferimenti di uno o due editori che hanno una collana dedicata e gli augurate buona fortuna. Il poeta vi ringrazia sentitamente, è abituato, sa che non pubblicherà mai, ma non gli importa. In quei versi è riposta la sua vita e lui è felice così.

11 – L’ARTISTA

Nella sua biografia ci tiene a farvi sapere tutte le sue molteplici sfaccettature artistiche: pittore, scultore, regista teatrale, sceneggiatore, musicista, regista cinematografico, poeta e naturalmente scrittore. Proprio per questo suo spiccato lato artistico, è uso inviare il proprio manoscritto con già una copertina, ignorando che creare la cover del libro rientra nell’attività della casa editrice. L’artista inoltre crea opere perfette. Guai a toccargliele! Se per caso decidete di accordargli un contratto, specificate nelle clausole che l’opera sarà sottoposta a editing, altrimenti rischiate una denuncia! L’artista che riesce a pubblicare una volta, in genere, fa presto a farsi una fama di rompicoglioni. Se per caso subodorate questo rischio dopo il primo contatto, fate una rapida indagine tra i vostri colleghi, onde evitare diatribe infinite. Meglio prevenire che curare!

I Racconti del Sangue e dell’Acqua, in uscita a Settembre

Settembre andiamo… è tempo di pubblicare.

È con orgoglio che vi presento una raccolta di racconti horror edita da Bel-Ami Edizioni. Ma non una semplice antologia, voglio spiegarvi perché in questo libro c’è qualcosa di speciale.

Il sangue e l’acqua.

Ciclo vitale dell’uomo e della natura. Sangue e linfa. Acqua e linfa. Tutto ciò che ci circonda, tutto ciò che siamo è linfa. L’acqua e il sangue, in questa raccolta, rappresentano la linfa dell’opera, così come naturalmente consentono agli esseri viventi di esistere.

Il progetto vede il libro dividersi in due parti.

Ciclo del Sangue, prima. Ciclo dell’Acqua, poi.

L’orrore che vi troverete ad affrontare è un orrore a noi vicino. L’orrore della mente, della follia, della morte. Ma anche uno sguardo agli archetipi del genere. Non tutti, certo, ma troverete figure a voi familiari, altre che vi evocano qualcosa, altre ancora che non vi aspettereste.

Danilo Arona, nella sua prefazione, ha scritto: “I racconti di Daniele vibrano di familiarità”.

È proprio quello che ho cercato di ricreare: quella sensazione di trovarsi in situazioni reali, verosimili, prendere per mano il lettore e farlo camminare con me sul ciglio di un burrone o, meglio ancora, sul filo teso da un acrobata folle. E poi, quando è sicuro che non lo lascerò andare, che il viaggio con me è sicuro, la mia mano si scioglie e il lettore – voi – resta lì, sospeso per un attimo sul filo, con le sue sole forze, fino a che perde l’equilibrio – per causa mia, potete giurarci, per ciò che avviene nelle righe che devono essere lì, in quel momento, per spiazzarvi – e precipita, giù. L’impatto è a volte doloroso, a volte lieve. Ma sempre lo sentirete. Così mi auguro. E se non dovesse essere, sappiate che ci ho provato. Che ho cercato di stupirvi, di insinuarvi dentro un brivido, un’emozione, ansia-paura-sorpresa-rabbia che sia.

Il mio mestiere è questo. Deve essere questo. Darvi emozioni.

E allora, per cominciare, godetevi il booktrailer – o dovrei dire Cortometraggio – girato da me e Laura Platamone col marchio della nostra associazione, Nero Cafè, che invito tutti voi a seguire da vicino.

E ora basta parlare. Cominciate a guardare.

In uscita “Il Magazzino dei Mondi”

È in uscita l’ultima novità marchiata Delos Books. Una raccolta di racconti brevi di fantascienza di autori italiani emergenti.

Sì, l’avete capito. Dentro ci sono anch’io. Il mio Cronache dalla Luna, già apparso nel recente Special SF di Writers Magazine Italia, è anche su questo volume, insieme agli altri 49 racconti selezionati per la rivista e a tanti altri meno fortunati, che però, visto il valore, sono stati scelti per far parte di questa raccolta.

Dalla scheda su Delos Store:

Centottanta racconti di fantascienza istantanea.

Chi non ricorda i racconti brevi, fulminanti, di Fredric Brown? Piccoli gioielli forse inarrivabili, che toccavano le mille sfaccettature del fantastico e della fantascienza, facendoci divertire e appassionare. Questo Il Magazzino dei Mondi vuole essere un tributo al grande maestro della narrativa breve di fantascienza, e lo fa attraverso 181 racconti scritti da 181 autori diversi, un’impresa condotta a lieto fine sul forum online della Writers Magazine Italia, dove gli autori si sono confrontati con la redazione in una kermesse letteraria di altissimo profilo, che ha dato vita a questa stimolante raccolta. La fantascienza italiana è ancora viva e piena di giovani autori capaci di scriverla, come dimostra Il Magazzino dei Mondi. Ora sta a voi leggere e divertirvi!

Per acquistare l’antologia, visita il Delos Store.