Archivio | novembre 2011

L’assassino di Banconi, di Moussa Konaté

Il Terzo Occhio lo vede.
Un libro che parla di un omicidio. Anzi di tre omicidi.
Un libro che parla dell’Africa. Dei suoi problemi sociali.
L’autore, recita la copertina è uno dei più grandi scrittori africani contemporanei.” (Libération)
Così affonda nella lettura, la pupilla dilatata ad assorbire luce e lettere e immagini.
Le strade affollate, la povertà, cadaveri di piccoli animali che diventano il gioco di ragazzini insolenti, un ragazzo accusato di un omicidio che non ha commesso. Individui che professano la Fede usandola come scudo o come scusa per difendersi o attaccare, per nascondere o coprire.
E due investigatori, un po’ strambi, a volte ingenui, altre volte spiritosi, ma entrambi fiduciosi che le cose andranno a posto.

Il commissario Habib è il veterano, quello con più esperienza, quello che non si spaventa se deve affrontare una discussione con graduati più in alto di lui, che deve districare la matassa; Sosso, il suo secondo, è giovane e inesperto, ma di un’arguzia e un’umanità che contribuiscono a renderlo simpatico agli occhi del suo superiore.
Insieme affrontano il caso delle tre morti inspiegabili.

Leggi tutta la recensione su Nero Cafè

Lunar Memories

Quando ci si imbatte in un libro di vampiri, il primo impatto è quello di pensare “Un altro!”, perché, sulla scia di Twilight, il filone viene sfruttato in maniera indiscriminata ormai da anni. Lunar Memories tuttavia ha qualcosa di particolare, non il solito romanzo di vampiri in senso stretto, anche perché non si tratta di horror ma di fantascienza: siamo sulla Luna, nell’anno 2137, in una città degradata in cui è in atto una rivolta contro il dominante regime vampirico.

I vampiri di Giuseppe Pasquali sono passionali e nostalgici, crudeli e cinici, e celano ognuno un passato misterioso, che si svela a poco a poco. L’ambientazione, ben resa, sembra attingere in egual misura ai vecchi film in bianco e nero (primo fra tutti Casablanca), al genere cyberpunk e ai manga; l’influsso di questi ultimi pare incidere anche sulle imprese dei personaggi, che a volte esulano dalle normali leggi della fisica (basti pensare a un vampiro che, lanciato contro una colonna di marmo, anziché spappolarsi – salvo poi rigenerare ferite e fratture come da vuole la tradizione – la demolisce).

Il libro risulta però lento in molte parti e, a conti fatti, di eventi ne accadono veramente pochi.

Leggi tutta la recensione su Terre di Confine

“Tutta colpa di cupido”, disponibile in ebook

Dalla prefazione di Laura Platamone:

Il racconto Tutta colpa di Cupido parte da un presupposto ben preciso. Come passerebbero il tempo quei burloni degli dèi se vivessero nel nostro tempo e nei nostri luoghi? Di certo se ne vedrebbero delle belle, tra intrighi e battibecchi, e allora ecco nascere questa commedia, piena di situazioni estreme, divertenti, veicolate dalle passioni divine che a me sembrano così tanto simili a quelle umane. Di racconti a sfondo mitologico io ne ho scritti parecchi. Sarà che sono cresciuta nell’era di Pollon, sarà che questi dèi mi stanno proprio simpatici. Fatto sta che io tra gli abitanti dell’Olimpo mi muovo un po’ come fossi tra amici. Nulla di strano perciò quando ho deciso di avventurarmi in un racconto del genere.
La cosa davvero curiosa è stata riuscire a coinvolgere in questo processo Daniele Picciuti…

Proprio così.

Questo racconto – un racconto lungo – è quanto di più strampalato mi sia capitato di scrivere. Dispetti tra dèi, un Cupido con tendenze omosessuali, un Bacco che non riesce a stare in piedi per il troppo vino in corpo, una Discordia che sarebbe perfettamente a suo agio in mezzo alle Desperate Housewife che tutti ben conosciamo.

E in mezzo alle loro dispute infantili e – a mio giudizo – esilaranti, spuntano le vite difficili dei comuni mortali. Ma non c’è mortale che possa vivere la sua vita in modo normale quando è bersagliato dalle angherie di divinità capricciose e un tantino psicopatiche.

E quindi non mi resta che augurarvi buona lettura!

Scarica l’Ebook e inizia a leggere (PDF)

In uscita l’antologia 256K

I tipi di Braviautori, dopo lunga attesa, hanno finalmente sfornato l’antologia di fantascienza 256K, che contiene 256 racconti da 1024 caratteri limite ciascuno.

Come si legge dalla scheda su Ilmiolibro:

Raccolta di 256 racconti e poesie, selezionati da BraviAutori.it, in omaggio al retrocomputing. E’ presente un racconto del Maestro VALERIO EVANGELISTI. Grazie al sito www.computermuseum.it, l’antologia è stata arricchita, in ogni pagina, di una cronologia dettagliata dell’informatica dagli anni ’50 agli ’80. Non potete non avere questo capolavoro sul vostro comodino.

Nella raccolta è presente anche un mio corto, Prima ora di lavoro, un western-SF che gioca con le apparenze e si ispira a quel capolavoro che è Il mondo dei robot (film del 1973 diretto da Michael Crichton, con uno statuario Yul Brinner nei panni del pistolero robot malvagio). Ovvio che, trattandosi di un corto, il mio racconto non sia nemmeno lontanamente paragonabile al film, ma gli deve, in effetti, l’esistenza.

Accedi alla pagina di 256K su Ilmiolibro

Leggi l’anteprima su Ilmilibro

I Racconti del Sangue e dell’Acqua: Presentazione a Roma (libreria Altroquando)

Sabato 12 novembre 2011 la Bel-Ami Edizioni presenterà a Roma la raccolta di racconti horror dal titolo I racconti del Sangue e dell’Acqua di Daniele Picciuti (v. scheda).
 
Ci siamo. L’appuntamento è alle ore 18.00, presso la libreria Altroquando in Via del Governo Vecchio, 80, 82, 83 (zona Piazza Pasquino).
Il sottoscritto vi aspetta per chiacchierare insieme di tutti gli aspetti dell’horror che più vi incuriosiscono.
Cos’è il terrore e come ho voluto utilizzarlo nella stesura di questi racconti. Se siete curiosi, vi aspetto per discuterne insieme.
Tredici storie sospese tra realtà e incubo.  
Un viaggio nell’Italia misteriosa attraverso un doppio ciclo vitale. Il sangue, linfa dell’uomo e di ogni creatura animale, e l’acqua, fonte prima dell’esistenza di ogni forma di vita sulla Terra. Tredici storie si dipanano sospese tra la realtà e l’incubo, a volte trasformando le paure e le debolezze umane in vicende a tinte cupe, dal sapore lovercraftiano, a volte strisciando attraverso le tare della mente – giocando con le apparenze – fino a sviscerare i mali dell’anima. A volte semplicemente mostrando ciò che è nascosto, ciò che l’uomo non può o non vuole vedere.