Riflessione sul tema dell’ignoto

Le caporali sono come la birra.

Strano a dirsi, ma è così. Per me, almeno.

Ho sempre utilizzato il trattino nei dialoghi, era l’unico segno che mi piacesse. Non le virgolette, non le caporali. Il trattino. Sissignore, e guai a chi mi consigliava di provare gli altri.

Badate, non che non abbia tentato. Le virgolette non mi piacevano proprio, nemmeno per i pensieri. Per quelli uso il corsivo. È di grand’effetto, datemi retta.

Le caporali… non so. Avevo questa difficoltà sulla tastiera, non sapevo come farle. Poi mi dissero di usare una combinazione sequenziale di quattro caratteri. Cazzo! Quattro caratteri per aprirle, quattro per chiuderle! Otto tasti per due segnetti? I trattini erano più comodi.

E andai avanti così per un bel pezzo.

Poi, un giorno, volli provare di nuovo. Ero diventato veloce sulla tastiera, otto tasti non mi spaventavano più. Scoprii che non era tanto male, e scrissi un racconto con le caporali.

Mi si spalancò un mondo.

Oggi le preferisco, l’effetto visivo è migliore, i dialoghi sembrano meglio integrati al testo.

Capite, quindi, che è come con la birra.

A me non piaceva, mai bevuta fino a trent’anni. Non mi piaceva, il sapore del malto o non so che altro mi dava la nausea. Poi faccio questo viaggio a Londra, mi lascio convincere a bere una Guinness. Non male, penso.

Al mio ritorno a Roma assaggio la Adelscott. Buona. La Du Demon. Buona.

Poi mi dicono: ehi, ma ti piacciono le birre forti?

Così attacco con le chiare. Buone, tutte.

Oggi la birra d’estate è una manna dal cielo per il mio palato.

Ecco, capite ora che le caporali sono come la birra.

Questo mi fa riflettere: mi chiedo quante cose al mondo ci siano che non conosco e che potrebbero piacermi. Come scrittore dovrei viaggiare, prendere appunti, scattare foto, girare video. Invece sto qui piantato davanti allo schermo a inventare. E se c’è qualcosa che non va, via di adsl! Un salto nel web, e Google mi trova qualunque cosa cerchi.

Ma non dovrebbe essere così. A volte, penso, occorre muovere il culo.

Non so ancora quando, ma lo farò accadere. Magari tra qualche mese o un anno, andrò alla ricerca di un’altra cosa che non conosco. Di altre caporali. Di un’altra birra fresca.

Mistero – il trailer del libro

Dopo aver annunciato l’uscita dell’antologia Mistero, non poteva mancare il trailer del libro.
Dategli uno sguardo, avrete un assaggio di ciò che vi attende tra le pagine di questa raccolta.
Buona visione e – mi auguro – buona lettura!

“La scoperta” – Premio Letterario SdD 2010, ora disponibile su Lulu

 

A pochi mesi dalla premiazione, è finalmente disponibile su Lulu.com l’antologia cartacea che racchiude i dieci racconti finalisti del premio letterario Il Sentiero dei Draghi edizione 2010.

Un sentito grazie  da parte mia a Dario Tonani per l’ottima prefazione e a tutta la redazione del Premio per l’accurato lavoro svolto.

A seguire l’elenco delle opere inserite nell’antologia:

 

Racconto primo classificato

Un passo alla volta, di Stefano Andrea Noventa

Racconto secondo classificato

I carbonai di Rue Leboc, di Roberto Vaccari

Racconto terzo classificato

La bestia dentro di me, di Michele Fiorenza

Racconti finalisti a pari merito

La carrozza d’oro, di Luigi Brasili
L’illusione dei vinti, di Polissena Cerolini
L’osservazione della natura, di Francesco De Collibus
È bene che le scoperte funzionino, di Fabrizio Monfrecola
Un male nascosto, di Daniele Passera
Un nuovo futuro, di Daniele Passera
Il sogno della libellula, di Daniele Picciuti

La raccolta è acquistabile su Lulu.com ed è anche scaricabile gratis in pdf dalla stessa pagina;  tuttavia consiglio vivamente a tutti il cartaceo – ovviamente – anche perché la copertina è  davvero splendida.

Mistero, l’antologia “fantastica” che non potete perdervi

È finalmente arrivata. In molti l’aspettavamo, per molteplici ragioni.

La prima: dentro ci sono racconti fantastici e misteriosi, che vi trascineranno in storie che non dimenticherete.

La seconda: gli autori. C’è gente in gamba dentro, “emergenti” – ma quanto odio questa parola, che significa solo: “emergere dal limbo di scrittori-sconosciuti-al-grande-pubblico” e non “emergere come autori” – insomma, persone che qualche premio qua e là han vinto, qualche pubblicazione in giro ce l’hanno, uno stile proprio anche.

La terza: una nuova realtà, quella de Il Mondo Digitale Editore, affacciatosi nel tumultuoso mare dell’editoria da poco tempo, ma che ha idee chiare in proposito; ovvero: cartaceo ed ebook, insieme, per soddisfare le preferenze di chi è affezionato – giustamente – al libro profumato di stampa e di chi, invece, per non incidere troppo sulle proprie tasche o per sfiducia verso autori “emergenti”, preferisce scaricare l’opera direttamente sul proprio Pc.

La quarta: prezzi contenuti. Ma potete vederli direttamente sul sito dell’editore.

E ora a noi, parliamo di cose veramente interessanti. I racconti.

Cominciamo con I monacheddi, di Simone Lega. Scritto con la maestria di chi fa dell’horror la sua seconda casa, questo pezzo regala brividi sinuosi a ogni dannata riga. Cimentarsi per credere. Vi giuro che, alla fine, correrete a stuccare anche la più piccola crepa nel muro di casa vostra!

Se invece amate le favole, quelle deviate, distorte dal genio di una mente sagace come quella di Stefano Pastor, non potete perdervi Ranocchio. Questa fiaba nera racchiude i sogni e le speranze di una donna insoddisfatta, mischiate all’incubo di un’oscura maledizione. Non osserverete più le rane con gli stessi occhi.

Terzo racconto: Il libro di Malanina, di Luigi Musolino. La lettura corre sinuosa tra le righe, addentrandovi a poco a poco tra le pieghe oscure di Idrasca – che sta a Musolino come Derry sta  a Stephen King, se cogliete l’equazione –  da cui uscirete profondamente turbati, soprattutto se vi è capitato di imbattervi in qualche vecchio rudere da quelle parti.  Se invece dovesse capitarvi, ricordatevi di starne lontano, o proteste appestarvi l’anima!

Nicola Roserba, anche curatore dell’antologia, ci presenta Oltre la collina, una storia d’amore di quelle di una volta, che risuona come un concerto di flauti e arpe celtiche, tra alti dolmen vergati da simboli runici e inossidabili superstizioni.

Eccoci a me: l’occhio di Arge, già finalista a Usam qualche tempo fa, vi condurrà nell’ardente Sicilia, sul ciglio di un promontorio a picco sul mare, tra la gente di Carnissi, villaggio costiero nella cui storia si cela un antico segreto. I rimandi al grande H.P. Lovecraft, in termine di ambientazione più che di stile, sono ricercati.

La ragazza spezzata, di Alfredo Mogavero è un pezzo che non dimenticherete. L’autore ci narra  la storia di una giovane morte, di un destino infame e di un corvo innamorato. Le righe del racconto sono ammantate da un’aura che sa di tristezza e malinconia, inducendo – a tratti – il respiro a fermarsi.

A seguire Il canto di Cuculo di Giordano Efrodini, una storia che racchiude le vicende di un intero popolo; tra realtà e leggenda, vedrete nascere, crescere e morire personaggi memorabili, seguendo l’evolversi di un lento e inesorabile destino.

A chiudere l’antologia è Federica Maccioni, con il bellissimo Sa Filonzana, storia di un amore terminato in tragedia, un amore che la morte non riesce a fermare, ma solo ad amplificare. Ambientazione formidabile, personaggi sospesi nel tempo, uno stile maturo, fanno di questo racconto – a mio parere – il migliore dell’antologia.

Minuti Contati Special Edition: nessuno batte l’Aguzzino

La sfida all’Aguzzino è terminata nel peggiore dei modi per gli sfidanti dello spietato organizzatore del concorso più veloce del web. Nonostante egli si sia candidamente “offerto” al nemico, nessuno è riuscito a sopraffarlo. Così, la seconda edizione speciale di Minuti Contati, il cui tema era Non nel mio nome, si è conclusa con la vittoria di Daniele Picciuti, con il suo grottesco Un tirapiedi e mezzo, la strampalata storia di due sicari sgangherati alle prese con un omicidio più complicato del previsto. Al secondo posto si è piazzato G.B. Shock con il racconto …et filii… capace di affrontare un argomento attuale e scottante come quello dei preti pedofili in un modo che sarà difficile da dimenticare. Terzo classificato è Luca il babau di Giordano Efrodini, la storia triste e al contempo venata di nera ironia, di un bambino alle prese con l’uomo nero e con due genitori al limite della denuncia sociale. L’Aguzzino intende ringraziare l’Esecutore di Sangue Andrea Viscusi, che ha fatto le sue veci in modo esemplare, e promette di tornare – prima o poi – a cimentarsi assieme agli altri autori in una nuova Sfida all’ultimo carattere.

Classifica finale di Minuti Contati Special Edition – Sfida all’Aguzzino:

1 – Un tirapiedi e mezzo di L’Aguzzino (Daniele Picciuti) 34 punti

2 – …et filii… (G.B. Shock) 44 punti
3 – Luca il Babau (Giordano Efrodini) 53 punti
4 – ACB013X (Maurizio Bertino) 57 punti
5 – Soldati (Ida Sanfilippo) 57 punti
6 – Gita in montagna (Marco Caudullo) 60 punti
7  Angelo (Angelo Frascella) 63 punti
8 – Loro (Eleonora Rossetti) 70 punti
9 – Cowell (Cristiana Morrone) 82 punti
10 – Una storia di Cologno beach (Marco Filipazzi) 96 punti
11 – Il dissociatore (Marco Migliori) 98 punti
12 – Ideali (Medusa) 108 punti

On the road – Reportage

On the road.

Nome classico, molto americano, che fa  tanto strade desolate in deserti sconfinati. Il cielo azzurro sopra, la polvere rossa sotto. Ma siamo in Italia, quindi il mio on the road è stato asfalto grigio sotto e un cielo altrettanto grigio sopra. Che volete, aprile è stato un mese piovoso.

Sono partito in notturna, per portare un cane in adozione a una deliziosa famiglia del nord. Sì, perché lo sapete, oltre a scrivere, mi occupo anche di animali. Avevo questo cane in pensione, con altre due persone, da un anno e mezzo. Cercavamo di trovarle casa da parecchio tempo – sempre un anno e mezzo – senza successo. Si chiama Goldie, o meglio era questo il nome che le avevamo dato. Oggi si chiama Stella e per lei è iniziata una nuova splendida vita.

Okay, asciugatevi le lacrime. Ora si parla del premio. Il Sentiero dei Draghi. Già, perché dopo aver lasciato Goldie/Stella a Busto Arsizio ed aver sostato per la notte a Varese da un caro amico, il mattino seguente sono partito alla volta di Padova. Dopo i primi 600 chilometri, eccone altri 300. Ve l’ho detto. On the road. Come altro potrei definire questa trasferta?

A Padova m’incontro con Stefano Andrea Noventa che, senza tirarla tanto per le lunghe, diciamo subito che è stato il vincitore del concorso. E se l’è meritato, perché lui è uno bravo. E non dite “anche tu” per favore. Avete mai letto qualcosa di mio? Sì? Allora, okay, se credete in quello dite, thanks. In caso contrario, scaricatevi qualcosa qui dal mio blog e giudicate senza fretta. Insomma, eravamo là, io, Stefano e un gruppetto di sostenitori che tifava per lui alla maniera dei parenti di Mino Reitano – pace all’anima sua – al festival di San Remo. D’accordo, scherzo. Ho deciso di essere ironico in questo reportage – eh, che parolone! – e resto fedele alle intenzioni.

Insomma, eravamo lì, e tirano fuori uno dopo l’altro i nomi dei finalisti, quei sette “sfigati” che non hanno l’onore e il privilegio di vedersi salire sul podio “metaforico” del premio. E ve lo devo dire: ne nominano sei e io non ci sono. Ne restano quattro. Ora, lo indovinate? Certo, perché lo sapete già. Il quarto sono io. Non il quarto in ordine di classifica, ma “il quarto” nel senso di “escluso dai primi tre”. Ma Stefano è primo. Stefano vince. E sono contento. L’ho già detto che se lo merita?

La sera ci aspetta una cena col gruppo di organizzatori del premio e con l’ospite d’onore, quel Dario Tonani autore di Infect@ e L’algoritmo bianco. Uno bravo – pure lui – che è stato prodigo di consigli davvero molto interessanti.

Il mattino seguente Stefano riesce a farmi fare un giro turistico di Padova a tempo di record.  Piazza delle Erbe, la chiesa di Sant’Antonio da Padova – mavà? – con un albero di magnolia immenso nel chiostro interno – e Prato della Valle. E molto altro che ora non ricordo – Stefano, perdonami!

Se non la conoscete, sappiate che Padova è una città davvero bella, che merita di essere goduta appieno. Lo sapevate che Prato della Valle è la settima piazza più grande d’Europa? Io no.

A mezzogiorno saluto il mio cicerone e riparto per Roma, dove giungo verso le 18, e posso finalmente buttarmi sul letto per riposare.

Insomma è tutto. Una bella esperienza, da rifare.

 

Minuti Contati Special Edition: Sfida all’Aguzzino

MARTEDI’ 27 APRILE – ORE 23:00

Non perdetevi questa data. Per la prima volta e con grande tripudio degli autori da sempre vittime della sua spietata roncola, l’Aguzzino scenderà in campo. Avete sentito bene. Stanco di vedere altrove quella sofferenza che egli agogna per sua deviazione professionale, l’Aguzzino si cimenterà assieme agli altri concorrenti nel concorso più veloce del web e da lui stesso creato.

Stavolta i Minuti Contati scandiranno il loro insopportabile ticchettio anche per lui. Forse è la vostra unica occasione per dimostrargli di essere migliori, di non dover essere trattati come zerbini per il suo sadico sollazzo. Se vi sentite pronti a sostenere questa prova, non mancate.  Come sempre, un limite di caratteri (compreso tra i 1.000 e i 5.000), un tempo limitato e un tema nascosto saranno i tre baluardi contro cui scontrarsi, solo che questa volta saranno a discrezione dell’Esecutore di Sangue Andrea Viscusi, reduce dalla vittoria nella scorsa edizione di Minuti Contati. A lui l’onere e l’onore di dirigere questa Special Edition.  Per saperne di più, all’interno della sezione dedicata sul forum di Edizioni XII trovate il Regolamento, sorto per soddisfare le vostre domande e dissipare ogni dubbio.

“Queste mie catene”: quarto posto al Nero Premio

Il NeroPremio è un concorso gratuito di narrativa per racconti di genere Horror, Thriller e Fantastico (con tutte le relative sfumature: giallo, mistero, hard boiled, dark fantasy, dark sci-fi, ecc…), che si svolge quattro volte l’anno, nelle sue diverse edizioni: invernale, primaverile, estiva e autunnale.

Alla 37° edizione (estate 2009), vi ho preso parte con un racconto horror di ambientazione italiana. L’idea mi è venuta dopo aver letto di un castello infestato – o presunto tale – che sorge a Vicalvi, nel frosinate. La leggenda narra che tra le se mura diroccate  si aggiri lo spettro di una nobildonna nota come “La signora incantenata”. Qualche anno fa, dopo esser venuto a conoscenza di questa storia, feci un sopralluogo – ovviamente di giorno – ma della bella adescatrice di uomini, neanche l’ombra. Probabilmente, avrei dovuto farle visita di notte. Per saperne di più vi rimando al mio articolo su Art-Litteram.

Recentemente, rirpendendo in mano l’articolo, mi è venuta voglia di romanzare la vicenda, immaginando un gruppo di giovani scapestrati che si avventurano nel maniero nottetempo, andando incontro a un terribile destino. Ma non tutto è così semplice come sembra.

La storia non è comunque soltanto questo. La storia di fantasmi è un tassello di un mosaico più ampio, in cui incastrare la difficile esistenza della giovane protagonista, segnata da un’adolescenza tormentata. Violenze e abusi hanno fatto di lei ciò che è, una ragazza fredda, cinica, che troverà  nell’orrore più profondo, la forza per liberarsi dalle sue pesanti catene.

Queste mie catene ha ottenuto il riscontro della giuria, piazzandosi al quarto posto nella classifica finale.

Di seguito, un breve passaggio:

“Gira ancora su se stessa, ma c’è solo tenebra, profonda e vivida, un manto freddo che la avvolge, impedendole di vedere cosa si nasconde lì, accanto a lei. Qualcosa la afferra, tirandola a sé, e di colpo si ritrova a terra. Urla, dibattendosi, mentre le mani la toccano, le strappano i vestiti e la inchiodano al suolo. Continua a gridare, a gridare forte, tanto che la caverna le rimanda l’eco della sua voce, orrendamente distorta, più simile al raglio di un asino che alla voce di una rapper. Quel pensiero assurdo per un attimo le piega le labbra in un sorriso, sorriso che nessuno può vedere e che scompare dopo una frazione di secondo. Poi sono di nuovo le mani, che le strizzano i seni e le aprono le cosce. Nessuno parla, nessuno emette un fiato, ma lei sa chi sta facendo questo… lo sa. Come ha sempre saputo di suo padre, sa che cosa le stanno facendo e cosa le faranno.”

“Racconto criminale” vince l’Adunanza 2009

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L'ADUNANZA 2009

Dopo una lunga ed estenuante battaglia letteraria, che ha visto impegnate sei squadre, composte da autori facenti capo a diverse comunità web  (siti e  forum di case editrici e appassionati di scrittura), è stato decretato il racconto vincitore di questa prima edizione dell’Adunanza, indetta dal sito Braviautori.

Sul podio è salito Racconto Criminale, un noir che sette intraprendenti autori provenienti dal forum di Edizioni XII hanno amalgamato con pazienza e dedizione, omaggiando il capolavoro di Giancarlo De Cataldo.

Ho avuto la fortuna di far parte di un team eccezionale e devo assolutamente ringraziarli tutti per lo splendido lavoro svolto insieme. Quindi, ecco di seguito l’elenco completo di coloro che hanno vinto l’Adunanza:

Federica Maccioni, Nicola Roserba, Antonino Alessandro, Paolo Di Pierdomenico, Grazia Gironella, Salvatore Esposito e Daniele Picciuti.

Consulta l’annuncio ufficiale su Braviautori