Quarantaduesima settimana di volo

Giorno 283
Posso scrivere di nuovo… ieri ho avuto un malore, che mi ha costretto a smettere. Il ricordo di quelle COSE dannate, mi ha di nuovo indebolito…
Stavo parlando di Reinberg, di come fosse diventato un Servo del Terrore di Muawijhe… lui e Nazoko incombevano su di me… sentivo il loro alito pestilenziale, i loro sguardi tagliarmi in due per scrutarmi dentro…
Dal fondo del corridoio Yama ha lanciato il suo segnale, un grido di vittoria che ha rimbombato in me come uno sparo…
Aveva portato a termine il suo compito.
Al suo grido ha risposto Nina e così mi sono scosso… sono scivolato via da sotto la minaccia oscura e mi sono gettato sotto le gambe di Nazoko, applicando le cariche alla parete interna della cassaforte.
Poi QUALCOSA mi ha afferrato… e sollevato…
“BENTORNATO, BRYAN.” Mi ha salutato Nazoko con una voce che proveniva direttamente dal mondo dei morti. “SEI A CASA!”
Poi mi ha tirato dentro… e la cassaforte si è chiusa, lasciandomi nelle spire della densa tenebra che lentamente mi avvolgeva…
Ho trascorso minuti infernali… almeno credo fossero minuti… durante i quali il Male mi ha corrotto, mi è penetrato dentro arrivando fino all’anima, stillando dalla mia vera essenza i residui di umanità che mi rimanevano… sostituendoli con la sete di sangue e morte…
Fuori i suoni mi arrivavano ovattati… fino a quando una luce accecante è penetrata all’interno… l’aria si è fatta incandescente e le fiamme si sono protese per afferrarmi…
Poi un braccio mi ha afferrato, mi ha tirato via…
Ricordo il volto di Martin Forges, la voce di Navarra che gridava: “Sbrigatevi! Non resisto più!” e poi il viso dolce e fiero di Nina, che mi aiutava a camminare…
Mentre tutto questo accadeva, Reinberg è sbucato dal buio e si è avventato su Navarra. Il Mistico ha rivolto il suo sguardo su di lui e Reinberg ha cozzato contro un’aura invisibile, prendendo fuoco all’istante.
E’ stato allora che mi sono reso conto che l’intero laboratorio ERA GIA’ avvolto dalle fiamme…
Il piano era riuscito… ma noi eravamo ancora intrappolati dentro.
“BRYAN!” Era la voce di Nazoko, che mi giungeva direttamente nella testa. “FERMATI! TU SEI NOSTRO!”
E’ stato istantaneo… mi sono divincolato da Nina e Forges, colpendo il comandante con un pugno al volto, tornando indietro di corsa…
Qualcun altro mi ha afferrato – era Yama – e mi ha piegato in due colpendomi alla bocca dello stomaco.
Poi qualcun altro – Navarra, credo – lo ha aiutato a tenermi e a trascinarmi via…
Abbiamo raggiunto la porta del laboratorio mentre tutto ardeva tra le fiamme… e mentre Yama si richiudeva dietro la porta, qualcosa è schizzato fuori, colpendo il Jito e mandandolo riverso al suolo.
Era un piccolo pipistrello dal corpo di verme… e dietro di lui, neanche un secondo dopo, si è riversato fuori lo sciame della morte.
L’Oscura Simmetria è uscita dalla sua tana… mentre noi correvamo via in preda all’orrore… mentre IO chiamavo mentalmente Nazoko, suggerendogli di seguirci… per non perdermi… perché io non volevo PERDERE LORO…
Nazoko e Reinberg sono emersi pochi istanti dopo… orridi nella loro mutazione… schiavi del buio e della volontà dei loro Apostoli… si sono messi alle nostre calcagna…
Vov, Nina e Forges sparavano all’impazzata per coprire la nostra fuga… Navarra e Yama mi tenevano stretto e mi trascinavano contro la mia volontà…
A un tratto Reinberg si è fatto più vicino… la sua velocità era impressionante… e le scale erano ancora lontane…
Michail Vov ha smesso di correre e si è inginocchiato, cambiando la funzione del suo Swanson da mitragliatore a lanciagranate… e ha fatto fuoco.
La mina ha impattato contro la parete del corridoio deflagrando con una veemenza spettacolare… e Reinberg è esploso in mille pezzi.
Nazoko ha emesso un grido assordante, che sapeva di dolore misto a odio assoluto verso di noi… e forse verso l’intera razza umana…
Quando Vov ha ripreso la corsa noi eravamo già alle scale.
Yama mi ha lasciato e ha chiesto a Nina di aiutarmi.
Io ne ho approfittato per liberarmi… ho colpito Navarra e sono corso via, su per le scale…
Nina mi si è gettata dietro e con lei anche il Mistico.
Ho corso… corso all’impazzata, senza capire dove stavo andando… senza chiedermi cosa stavo facendo…
Dopo un po’ non sentivo più nemmeno gli spari, né gli agghiaccianti versi di Nazoko…
So solo che a un certo punto qualcosa mi ha afferrato… trascinandomi in quella che era la mia cabina…
Poi i ricordi sono confusi… certamente mi sono addormentato… ho sognato… ho scritto cose folli sul Giornale di Bordo… mentre l’interno della cabina mutava aspetto… mentre oscuri filamenti di carne e sangue rappreso si attorcigliavano attorno a grosse membrane nere che apparivano scosse da un vento invisibile… mentre Nazoko – SI, NAZOKO – mi cullava nelle sue nere braccia, traviando per sempre la mia anima…
Per sempre… almeno così sarebbe stato… se i miei compagni non fossero riusciti a trovarmi.
Li ho sentiti arrivare mentre scrivevo… ma non ho fatto in tempo a reagire.
Yama e Nina.
Loro mi hanno trovato.
Sono entrati nella cabina, lui armato della sua Katana, Nina della sua pistola… entrambi biopotenziati dall’intervento del dottor Maxwell.
“FINALMENTE DI NUOVO TUTTI INSIEME” Ha detto Nazoko, alzandosi imperiosamente sulle possenti gambe fatte di carne e corteccia. “I SUPERSTITI DELLA CROCE DEL NORD. GLI EROI DELLA PRIMA MISSIONE!”
Non ha aggiunto altro.
Yama gli si è avventato contro facendo scattare le sue braccia cibernetiche… Nazoko ha emesso una sorta di ruggito indistinto e ha fatto scattare i suoi artigli… del sangue è schizzato sulle pareti… SANGUE NERO COME PECE… il sangue di Nazoko!
La Katana ha vibrato un nuovo fendente, mentre il mostro tentava di afferrare il Jito per bloccarlo… e allora anche Nina è intervenuta.
Il suo braccio sinistro, quello impiantato da Maxwell, si è tinto di una strana fluorescenza verde… e due artigli luminosi sono comparsi dal dorso della sua mano… scattando contro Nazoko.
La testa del Servo della Dannazione è rotolata ai miei piedi…
Un castello fatto di vetri e specchi è andato in frantumi nella mia testa… suoni e colori si sono sovrapposti fino a straziarmi la mente… e la tenebra mi ha preso per l’ennesima volta… sprofondandomi in un sonno da cui mi sarei svegliato soltanto tre giorni dopo… qui, in questo letto improvvisato sul ponte di comando, l’unica zona dell’astronave non ancora raggiunta dall’Oscura Simmetria.
E’ questo che è successo, Forges me l’ha spiegato stamattina. Nonostante la morte di Nazoko e Reinberg, la Libellula Azzurra è stata contaminata da centinaia di esseri informi che hanno trasformato la nave in un paesaggio apocalittico simile a un gigantesco mattatoio…
All’inizio non volevano dirmi nulla, ma sotto le mie insistenze, Vov ha ceduto, spiegandomi cos’avevano visto… che cosa sulla nave, ancora teneva il comando di quelle orride creature…
Maxwell.

Trasformato, come Reinberg, in una creatura dai mille occhi…
E’ sbucato da una curva del corridoio mentre mi portavano via… e ci ha inseguiti fin qui, fino a quando i miei compagni non sono riusciti a barricarsi in quest’aerea, tagliando fuori l’esterno.
Il comandante ha tolto l’ossigeno a tutta la nave, fuorché al ponte di comando.
La cosa peggiore… è che qui NON c’è niente… né cibo, né pillole per l’insonnia… niente, eccetto un contenitore per l’acqua che non durerà comunque in eterno.

Non ho neppure il mio Giornale di Bordo. Sono costretto a scrivere su fogli sparsi trovati nei cassetti.

Così siamo qui. Siamo ancora tutti vivi… ma fuori c’è un nuovo nemico… Maxwell… o meglio, il suo cadavere resuscitato.

 

Giorno 284
Non abbiamo dormito per niente… per paura di cadere preda dei nostri incubi… ma stanotte dovremo farlo. Abbiamo studiato dei turni di guardia in modo da tenerci sottocontrollo. Tre dormiranno e tre no.
Stanotte saremo io, Nina e Yama a riposare.
Ho chiesto a Nina che razza di arma fosse quella che ha usato contro Nazoko… non avevo mai visto una cosa del genere in vita mia… e lei mi ha spiegato che è stata un’idea di Maxwell, installarle quell’arma retrattile che lui chiamava “Lame al Plasma”. Le lame sono costituite da una sorta di resistenza energetica avvolta su se stessa quando è chiusa (per questo retrattile) che una volta estratta innesca una scintilla che accende la resistenza, formando due “lame di energia” capaci di bruciare tutto ciò che toccano.
Si tratta di un’arma unica al mondo, le aveva detto Maxwell a suo tempo, un prototipo vero e proprio elaborato dai migliori scienziati della Cybertronic di cui lui faceva parte.
Maxwell. L’idea che non sia morto non mi va a genio… vorrei smetterla di dovermi scontrare con i miei ex-compagni.
Vorrei avere di fronte Krysalis o qualcuno come lui… sento il bisogno di far sparire dalla faccia dell’universo una creatura oscura importante… ho bisogno di sapere di aver fatto il massimo per questa missione…
Oggi mi sento determinato più che mai… ad andare fino in fondo.
Non m’importa di morire… m’importa solo di vendicare tutti i miei compagni… vendicare le loro anime, al di là della loro morte…

 

Giorno 285
Questa notte ho dormito. E NON HO SOGNATO.
Nessuno di noi tre lo ha fatto.
Sembra incredibile… ma questa mattina per la prima volta da quando è cominciata questa missione, mi sono svegliato BENE, senza il terrore incalzante di essere spiato dall’oscurità… o di essere in qualche modo controllato…
Com’è stato possibile? Che la cassaforte sia andata realmente distrutta?
Mi riesce così difficile crederlo… le cariche sono esplose… ma nessuno di noi ha sentito deflagrare quelle che ho piazzato all’interno della cassaforte … inoltre l’astronave è stata praticamente invasa dalle orride creature di Muawijhe e Demnogonis…
Mi serve tempo per capire… qualcosa mi dice che è molto importante stabilire che cosa sia successo… CHE COSA ci abbia permesso di NON SOGNARE!

 

Giorno 286
Ancora una notte senza sogni… è incredibile. E’ fantastico.
Nonostante dal corridoio provengano per tutto il giorno suoni agghiaccianti, colpi contro il portello, grida folli di esseri dannati… nonostante tutto questo, il nostro umore sta MIGLIORANDO.
La lucidità ci permette di essere più sereni…
Il comandante ha rifatto i calcoli e secondo lui arriveremo su Nero in due settimane, giorno più, giorno meno.
La consapevolezza di essere così vicini a Nero mi mette il gelo addosso…
Sapevamo che sarebbe giunto quel momento. Eppure… la paura sta crescendo di giorno in giorno… in ognuno di noi.
E’ quasi sera, tra poco dormiremo di nuovo. Abbiamo sistemato sei giacigli di emergenza sul ponte di comando, fatti con indumenti, cuscini di poltrone e quant’altro siamo riusciti a rimediare nella grande sala.
Un altro problema è il bagno.
Abbiamo adibito a gabinetto la sala accanto, quella usata per le riunioni di emergenza degli ufficiali. Anche con la porta chiusa purtroppo, l’odore che proviene da lì non è dei migliori…
Quindici giorni in questo modo non saranno semplici da affrontare.

 

Giorno 287
Yama continua a non voler parlare con me.
Mi ha salvato la vita, insieme a Nina… per cui SO che in qualche modo è ancora legato a me… ma rifiuta di ammetterlo.
Ci ho pensato molto… e mi sono reso conto che la sua amicizia ha molta importanza per me.
Condividere con tutti gli altri il posto dove dormiamo ci ha permesso di legare meglio tra noi… e questo è un bene. Ma allo stesso tempo sto di nuovo perdendo l’intimità con Nina… e questo va decisamente meno bene.
Ci guardiamo da lontano… e sento che anche lei, come me, vorrebbe starmi accanto.

Mi manca il suo corpo, il suo respiro nel mio…

 

Giorno 288
La latrina comincia a essere insopportabile… i nostri abiti puzzano… non siamo esattamente al massimo della condizione… anche se i sogni sembrano averci abbandonato del tutto.
Credo di aver capito perché.
La cassaforte si è indebolita nel momento in cui ha lasciato uscire Nazoko… anche Navarra conviene con me che la Reliquia Oscura non è altro che una gigantesca Gabbia per le Anime… e l’anima di Nazoko le dava energia per penetrare nei nostri sogni…
Ora che non ci sono più anime al suo interno, i suoi poteri si sono affievoliti… almeno fino a quando non riuscirà a intrappolare uno di noi… e al momento siamo ben determinati a impedirglielo.
Se queste ipotesi sono vere, abbiamo una chance in più di raggiungere Nero nel pieno delle nostre facoltà mentali.
E questo… è un vantaggio inaspettato.

 

Giorno 289
Da ieri non udiamo più rumori provenire dall’altra parte… nessun suono… ma il silenzio assoluto è fonte di altrettanta preoccupazione.
Nina ritiene che l’Oscurità stia tramando qualcosa.
Vov sostiene che invece si sia rassegnata a non entrare.
Yama e Navarra sono d’accordo con Nina, mentre Forges propende per l’ipotesi di Vov.
Per quanto mi riguarda ho seri dubbi che l’Oscurità possa anche solo valutare la resa… per cui sono anch’io dell’idea che presto accadrà qualcosa di poco piacevole.
In ogni caso, siamo ben armati e pronti a difenderci.

 

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About Daniele Picciuti

Ultime pubblicazioni: Ritorno alla Mary Celeste (Dunwich Edizioni, 2013) I racconti del sangue e dell'acqua (Bel-Ami Edizioni,2011), Uomini e spettri (racconto in antologia, Bel-Ami Edizioni), Mistero (racconto in antologia, Il Mondo Digitale Editore). Presidente Ass.ne Cult.ne Nero Cafè Capo Redattore Magazine Knife Vice-responsabile Nero Press Edizioni

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