Archivio | maggio 2010

“Strappi”, quinto a Usam

Nell’edizione di maggio di USAM – Una Storia Al Mese, il mio racconto breve Strappi è riuscito a ottenere una inaspettata quinta posizione. Inaspettata non tanto perché non ritenessi valida la storia, quanto per la sua brevità. Rispetto agli altri miei scritti infatti è decisamente al di sotto della lunghezza media; una nota positiva, dunque, poiché condensare in poco spazio una buona storia non è cosa semplice.

Strappi è il fotogramma di una nascosta follia, uno stridio nella quotidianità di una donna come tante, uno “strappo” del cuore, della mente, dell’anima.

Di seguito la classifica completa:

1 – In bilico di Luigi Musolino
2 – Il Mazapegul di Alessandro Bricchi
3 – Un vestito nuovo di Matteo Poropat
4 – Viva Santa Rosalia! di Antonino Alessandro
5 – Strappi di Daniele Picciuti

Torna Minuti Contati: giovedi 27 maggio

Giovedi 27 maggio, alle ore 20.30 torna l’appuntamento con il concorso letterario più veloce del web. In questa IX edizione di Minuti Contati il diritto di scelta sul tema torna nelle mani del perfido Aguzzino, vincitore della Sfida nella Special Edition. Forte del proprio trionfo, Egli torna più spietato che mai: come sempre, un limite di caratteri (compreso tra i 1.000 e i 5.000), un tempo limitato e un tema nascosto sono i tre baluardi che gli autori in concorso si troveranno a dover affrontare. Per saperne di più, all’interno della sezione dedicata sul forum di Edizioni XII trovate il Regolamento, sorto per soddisfare le vostre domande e dissipare qualsiasi dubbio.

Minuti Contati Special Edition: nessuno batte l’Aguzzino

La sfida all’Aguzzino è terminata nel peggiore dei modi per gli sfidanti dello spietato organizzatore del concorso più veloce del web. Nonostante egli si sia candidamente “offerto” al nemico, nessuno è riuscito a sopraffarlo. Così, la seconda edizione speciale di Minuti Contati, il cui tema era Non nel mio nome, si è conclusa con la vittoria di Daniele Picciuti, con il suo grottesco Un tirapiedi e mezzo, la strampalata storia di due sicari sgangherati alle prese con un omicidio più complicato del previsto. Al secondo posto si è piazzato G.B. Shock con il racconto …et filii… capace di affrontare un argomento attuale e scottante come quello dei preti pedofili in un modo che sarà difficile da dimenticare. Terzo classificato è Luca il babau di Giordano Efrodini, la storia triste e al contempo venata di nera ironia, di un bambino alle prese con l’uomo nero e con due genitori al limite della denuncia sociale. L’Aguzzino intende ringraziare l’Esecutore di Sangue Andrea Viscusi, che ha fatto le sue veci in modo esemplare, e promette di tornare – prima o poi – a cimentarsi assieme agli altri autori in una nuova Sfida all’ultimo carattere.

Classifica finale di Minuti Contati Special Edition – Sfida all’Aguzzino:

1 – Un tirapiedi e mezzo di L’Aguzzino (Daniele Picciuti) 34 punti

2 – …et filii… (G.B. Shock) 44 punti
3 – Luca il Babau (Giordano Efrodini) 53 punti
4 – ACB013X (Maurizio Bertino) 57 punti
5 – Soldati (Ida Sanfilippo) 57 punti
6 – Gita in montagna (Marco Caudullo) 60 punti
7  Angelo (Angelo Frascella) 63 punti
8 – Loro (Eleonora Rossetti) 70 punti
9 – Cowell (Cristiana Morrone) 82 punti
10 – Una storia di Cologno beach (Marco Filipazzi) 96 punti
11 – Il dissociatore (Marco Migliori) 98 punti
12 – Ideali (Medusa) 108 punti

On the road – Reportage

On the road.

Nome classico, molto americano, che fa  tanto strade desolate in deserti sconfinati. Il cielo azzurro sopra, la polvere rossa sotto. Ma siamo in Italia, quindi il mio on the road è stato asfalto grigio sotto e un cielo altrettanto grigio sopra. Che volete, aprile è stato un mese piovoso.

Sono partito in notturna, per portare un cane in adozione a una deliziosa famiglia del nord. Sì, perché lo sapete, oltre a scrivere, mi occupo anche di animali. Avevo questo cane in pensione, con altre due persone, da un anno e mezzo. Cercavamo di trovarle casa da parecchio tempo – sempre un anno e mezzo – senza successo. Si chiama Goldie, o meglio era questo il nome che le avevamo dato. Oggi si chiama Stella e per lei è iniziata una nuova splendida vita.

Okay, asciugatevi le lacrime. Ora si parla del premio. Il Sentiero dei Draghi. Già, perché dopo aver lasciato Goldie/Stella a Busto Arsizio ed aver sostato per la notte a Varese da un caro amico, il mattino seguente sono partito alla volta di Padova. Dopo i primi 600 chilometri, eccone altri 300. Ve l’ho detto. On the road. Come altro potrei definire questa trasferta?

A Padova m’incontro con Stefano Andrea Noventa che, senza tirarla tanto per le lunghe, diciamo subito che è stato il vincitore del concorso. E se l’è meritato, perché lui è uno bravo. E non dite “anche tu” per favore. Avete mai letto qualcosa di mio? Sì? Allora, okay, se credete in quello dite, thanks. In caso contrario, scaricatevi qualcosa qui dal mio blog e giudicate senza fretta. Insomma, eravamo là, io, Stefano e un gruppetto di sostenitori che tifava per lui alla maniera dei parenti di Mino Reitano – pace all’anima sua – al festival di San Remo. D’accordo, scherzo. Ho deciso di essere ironico in questo reportage – eh, che parolone! – e resto fedele alle intenzioni.

Insomma, eravamo lì, e tirano fuori uno dopo l’altro i nomi dei finalisti, quei sette “sfigati” che non hanno l’onore e il privilegio di vedersi salire sul podio “metaforico” del premio. E ve lo devo dire: ne nominano sei e io non ci sono. Ne restano quattro. Ora, lo indovinate? Certo, perché lo sapete già. Il quarto sono io. Non il quarto in ordine di classifica, ma “il quarto” nel senso di “escluso dai primi tre”. Ma Stefano è primo. Stefano vince. E sono contento. L’ho già detto che se lo merita?

La sera ci aspetta una cena col gruppo di organizzatori del premio e con l’ospite d’onore, quel Dario Tonani autore di Infect@ e L’algoritmo bianco. Uno bravo – pure lui – che è stato prodigo di consigli davvero molto interessanti.

Il mattino seguente Stefano riesce a farmi fare un giro turistico di Padova a tempo di record.  Piazza delle Erbe, la chiesa di Sant’Antonio da Padova – mavà? – con un albero di magnolia immenso nel chiostro interno – e Prato della Valle. E molto altro che ora non ricordo – Stefano, perdonami!

Se non la conoscete, sappiate che Padova è una città davvero bella, che merita di essere goduta appieno. Lo sapevate che Prato della Valle è la settima piazza più grande d’Europa? Io no.

A mezzogiorno saluto il mio cicerone e riparto per Roma, dove giungo verso le 18, e posso finalmente buttarmi sul letto per riposare.

Insomma è tutto. Una bella esperienza, da rifare.