Archivio | J aprile 2011

Sguardo sul Festival Dieci Lune

Spaccanapoli.

Gente che va e che viene, botteghe stracolme di oggettini creati ad hoc per i turisti. Maschere, piatti, calamite, statuette, maglie del Napoli, ogni sorta di attrattiva sbandierata un passo dopo l’altro. C’è un delizioso negozietto a un certo punto, sopra un’insegna con scritta rossa su fondo bianco: L’ospedale delle bambole.

Da sinistra: A. Rotondi, F. Perchiazzi, D. Picciuti, Iago

Tutto è molto tipico in questa parte della città. Pare di muoversi in un affresco dell’ottocento o forse no, forse in un vecchio film in bianco e nero, di quelli con Sophia Loren.

Eppure i colori sono vivi, le voci e i rumori anche. In questo contesto quasi surreale io e Laura ci mettiamo alla ricerca del Forum delle Culture, dove si tiene uno degli incontri del Festival Dieci Lune, ovvero “All’incrocio dei linguaggi: codici creativi a confronto”. La cosa nuova è che tra gli ospiti figura anche il mio nome.

L’esperienza è stata stimolante, chiacchierare delle forme del linguaggio con un poeta (Iago) e un graphic designer (Francesco Perchiazzi) mi ha lasciato una certa soddisfazione, la stessa – credo – che ho letto negli sguardi di chi ha assistito all’evento.

Armando Rotondi, direttore editoriale della Bel-Ami Edizioni, si è ben destreggiato con domande degne del massimo interesse, che hanno stimolato le giuste risposte.

Si è parlato di tante cose, tra le quali mi piace ricordare l’antologia horror di

Me medesimo durante uno scambio di battute

nuova uscita “Uomini e spettri”, la raccolta di poesie “L’alibi perfetto” e nientemeno che Knife, la rivista marchiata Nero Cafè.

Un’esperienza che valeva la pena provar e che, spero, si ripeterà in futuro, poiché il Festival Dieci Lune – pur alla sua prima nel mondo degli eventi letterari – ha saputo ritagliarsi una meritata fetta di notorietà.