Archivio | J settembre 2013

Riddick: meno male che c’è Starbuck!

riddick-Se non l’aveste capito, Riddick non è che mi sia piaciuto molto. Parliamoci chiaro: Vin Diesel se la cava egregiamente con quella sua non-espressione, ma mi aspettavo un film coinvolgente, incapace di annoiare. Invece, per i primi venti minuti la poltrona diventa così comoda che quasi quasi ci si potrebbe addormentare. E quella voce narrante del nostro antieroe che commenta quanto gli è accaduto per coprire le scene silenziose – che forse sarebbero state più interessanti con una musica incalzante – è una vera tortura scorticaossa.

Poi arriva l’alieno iena-cane, fighissimo, che mi ha ricordato una certa creatura del mio libro di prossima uscita per Runa Editrice (non dico il titolo però!) e che ho preso subito in simpatia.

E poi, mostri qua e mostri là, e arrivano i mercenari. Idioti e spocchiosi quelli della prima astronave, cazzuti e integerrimi i secondi.Screen-shot Tra questi – apriti cielo – ecco spuntare Katee Sackhoff, la Starbuck (Scorpion nella versione italiana) di Battlestar Galactica, abbigliata e acconciata nello stesso modo, un autentico tuffo nel mare della tranquillità, come incontrare una vecchia amica che ti fa sentire a casa. Anche se poi tranquilla non è, visto che spacca ripetutamente il naso al disgraziato di turno, nella fattispecie un odioso Jordi Mollà.

La nota lieta del film è che fa da legante ai primi due episodi, finora rimasti scollegati fra loro (Pitch Black e The Chronicles of Riddick). Il finale, finalmente movimentato, lo diventa anche troppo e una o due scene oltre i limiti del tollerabile purtroppo ci sono (ad esempio quando uccide il mercenario che gli sta, per giusti motivi, sulle palle).

Insomma, le creature aliene spaccano abbastanza – gli altri – ma non lui, che ha imparato a conoscerle nei giorni precedenti e sa come combatterle. Anche qui, forse fin troppo bene. Riddick rischia di passare da antieroe cazzuto  a macchietta ammazzatutto.

Sicuramente un film che va visto, ma non è certo ai livelli di Pitch Black, a mio giudizio, fino a ora l’episodio migliore della trilogia.