Archivio | febbraio 2011

Stasera appuntamento con Minuti Contati, XVI Edizione

Stasera, giovedi 24 febbraio, alle ore 21.00 torna l’appuntamento con il concorso letterario più veloce del web.  Ancora una volta occorreanno concentrazione, rapidità e tempismo ai malcapitati che si cimenteranno coi Minuti Contati concessi dall’Aguzzino per guadagnare preziosi punti non solo per il rank, ma anche per il Karma Tournement. Come sempre, un limite di caratteri (compreso tra i 1.000 e i 5.000), un tempo limitato e il tema nascosto sono i tre baluardi che gli autori in concorso dovranno affrontare.  Per saperne di più, all’interno della sezione dedicata sul forum di Edizioni XII trovate il Regolamento, sorto per soddisfare le vostre domande e dissipare qualsiasi dubbio.

Il sentiero di rose, di Marcello Gagliani Caputo

Nel panorama degli esordienti c’è sempre qualche nuovo nome interessante e il Terzo Occhio stavolta si è posato su Marcello Gagliani Caputo, che ha composto un thriller di ambientazione italiana dalle potenzialità in parte inespresse.
Il libro è strutturato in modo che il lettore segua tre vicende diverse, convergenti nel finale.
C’è un commissario a cui viene affidata l’indagine su una serie di delitti che ricalcano in tutto e per tutto degli omicidi avvenuti quattro anni prima, l’ultimo dei quali ha visto la morte di sua figlia. E quindi c’è introspezione psicologica, c’è il conflitto, la paura di non essere di nuovo all’altezza, il coraggio di riprovarci, la determinazione di un uomo spezzato.
Ci sono due ragazzi che si incontrano e si innamorano. La loro storia è però segnata dalla ricomparsa di un ex-fidanzato geloso e dalla nascosta minaccia di questi delitti, che sembrano puntare a dividerli, in un modo o nell’altro.
C’è un vecchio psicologo costretto a rituffarsi nel passato per affrontare i suoi fantasmi e mettere fine, una volta per tutte, agli omicidi del “paparazzo”, come viene chiamato il serial killer delle rose, che ama sistemare le sue vittime in pose che ricordano quelle di un calendario.

Fratelli di Razza, i vampiri de Il Mondo Digitale Editore

La terza uscita della collana di narrativa di Il Mondo Digitale Editore a cura di Nicola Roserba è una raccolta sui vampiri.

Un’altra, sì, ma diversa da tutte quelle in circolazione. Fratelli di Razza racchiude nove storie raccontate con eleganza, storie di un’Italia vampirica che non conoscevamo.

Si ripercorrono, nelle quasi duecento pagine del volume, alcuni dei momenti salienti della storia del nostro paese, spaziando a ritroso dal presente fino addirittura alla preistoria.

Spaccati di vita illustrati senza fronzoli ma con grande classe e abilità da nove penne di qualità.

Autori più o meno affermati che arricchiscono il panorama letterario italiano – soprattutto online – con lavori di indubbio livello.

Il tutto impreziosito dall’intelligente prefazione di Andrea Carlo Cappi.

I racconti:

Fratelli di Razza di Biancamaria Massaro
Neque cruorem imbibo di Glauco Silvestri
De motu sanguinis di Paolo Di Pierdomenico
Freaks di Stefano Pastor
Al bivio di Federica Maccioni
L’uomo che non voleva morire di Simone Lega
Riti di passaggio di Nicola Roserba
Chiamate Lilith 888 di Luigi Milani
Finis Terrae – Predatrix di Danilo Arona

Accedi al sito dell’editore

 

 

Bermuda: il Triangolo maledetto

Nell’Atlantico Occidentale, al largo della costa sud orientale degli Stati Uniti, c’è una zona che forma quello che è stato definito un triangolo: esso si estende dalle Bermude, a nord, fino alla Florida Meridionale a ovest, poi, passando fra le Bahamas, va oltre Puerto Rico, a circa 40° di longitudine, e risale di nuovo alle Bermude.

Così Charles Berlitz inizia a parlare di quello che, a tutti gli effetti, è forse l’enigma più famoso di tutti i tempi.
Era il 1974 e il libro di Berlitz, Bermuda: il Triangolo Maledetto, divenuto poi un best seller, ha il merito (o la colpa) di aver trasformato una serie di eventi drammatici e a loro modo intriganti, in una maledizione che è una sorta di minaccia nascosta per l’umanità.

Berlitz continua in questo modo:
Nell’elenco mondiale dei misteri insoluti, quest’area occupa un posto conturbante e quasi incredibile. Generalmente menzionato come “il Triangolo delle Bermude”, è il luogo dove più di 100 aeroplani e navi sono letteralmente svaniti nel nulla, in maggioranza dopo il 1945, e dove più di 1000 vite sono andate perdute negli ultimi ventisei anni, senza che un solo corpo o almeno un pezzo di rottame degli apparecchi o delle navi scomparse fosse ritrovato. Le sparizioni continuano con una frequenza in evidente aumento, nonostante il fatto che oggi le rotte marine e aeree siano più battute, le ricerche più minuziose e le registrazioni più accurate.

Quanto riportato, nel corso del tempo ha incontrato le più svariate reazioni, dall’unanime consenso del pubblico, affacinato e intimorito da tali incredibili notizie, al muro della critica, che ha visto in questo libro una vera e propria speculazione letteraria.

Quanto, di ciò che scrive Berlitz, è reale?
Cosa, in verità, è frutto della sua immaginazione?
Quali prove sono tangibili e quali manipolate a suo piacimento?

Secondo il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), non c’è nessun mistero e il cosiddetto “triangolo” non avrebbe su di sé nessuna maledizione, né è tanto meno un ricettacolo di morte.

Leggi tutto l’articolo su La Tela Nera

Knife, è uscito il numero Zero

Clicca sull'immagine per leggere il Magazine

 

Vallanzasca, gli angeli del male

Capita che il Terzo Occhio a volte assapori il sottile brivido della sala cinematografica. Capita che le luci si spengano, il film abbia inizio, il tutto mentre il Terzo Occhio osserva, assimila, e giudica.
Giudicare però, non è sempre facile, anzi forse non lo è mai. E Vallanzasca non fa eccezione.
Il film narra la vita del “bel René”, come veniva soprannominato negli anni 70 Renato Vallanzasca, delinquente incallito che imperversò nel milanese con furti, sequestri, rapine e omicidi, facendo saltare i nervi a tutti, dalle autorità alle organizzazioni criminali avverse.
Michele Placido ci mostra un personaggio in caduta libera verso il baratro dell’autodistruzione, che sembra non riuscire a tenere i fili della propria esistenza, lasciandosi sopraffare dagli eventi e dall’amicizia per le persone sbagliate che, per una serie di circostanze, finiscono per deluderlo se non addirittura, nel caso più estremo, tradirlo.
L’apertura non è delle migliori, una serie di sequenze che riassumono la vita del protagonista da ragazzino – narrata da lui stesso – fino al tragico suicidio del fratello, indicato come punto di svolta verso una vita fatta di illegalità ed eccessi, dai più piccoli furti alle rapine, che decretano la nomina di Vallanzasca a boss della Banda della Comasina. Peccato non essersi soffermati di più sul Renato bambino, per comprenderne meglio le difficoltà dell’infanzia. Con cinque minuti girati in più, il Terzo Occhio avrebbe potuto immergersi più a fondo in quella personalità complessa che poi, nel corso del film, emerge in modo da dare un taglio istrionico e carismatico al bel René.
Le poco più di due ore trascorrono veloci nella sala buia, la ricostruzione dell’epoca è tale che, una volta tornati alla realtà, viene da chiedersi dove siano finite le Fiat 128, le lunghe basette e i capelli cotonati, le camicie sgargianti e i calzoni a campana.