Archivio | J febbraio 2011

Bermuda: il Triangolo maledetto

Nell’Atlantico Occidentale, al largo della costa sud orientale degli Stati Uniti, c’è una zona che forma quello che è stato definito un triangolo: esso si estende dalle Bermude, a nord, fino alla Florida Meridionale a ovest, poi, passando fra le Bahamas, va oltre Puerto Rico, a circa 40° di longitudine, e risale di nuovo alle Bermude.

Così Charles Berlitz inizia a parlare di quello che, a tutti gli effetti, è forse l’enigma più famoso di tutti i tempi.
Era il 1974 e il libro di Berlitz, Bermuda: il Triangolo Maledetto, divenuto poi un best seller, ha il merito (o la colpa) di aver trasformato una serie di eventi drammatici e a loro modo intriganti, in una maledizione che è una sorta di minaccia nascosta per l’umanità.

Berlitz continua in questo modo:
Nell’elenco mondiale dei misteri insoluti, quest’area occupa un posto conturbante e quasi incredibile. Generalmente menzionato come “il Triangolo delle Bermude”, è il luogo dove più di 100 aeroplani e navi sono letteralmente svaniti nel nulla, in maggioranza dopo il 1945, e dove più di 1000 vite sono andate perdute negli ultimi ventisei anni, senza che un solo corpo o almeno un pezzo di rottame degli apparecchi o delle navi scomparse fosse ritrovato. Le sparizioni continuano con una frequenza in evidente aumento, nonostante il fatto che oggi le rotte marine e aeree siano più battute, le ricerche più minuziose e le registrazioni più accurate.

Quanto riportato, nel corso del tempo ha incontrato le più svariate reazioni, dall’unanime consenso del pubblico, affacinato e intimorito da tali incredibili notizie, al muro della critica, che ha visto in questo libro una vera e propria speculazione letteraria.

Quanto, di ciò che scrive Berlitz, è reale?
Cosa, in verità, è frutto della sua immaginazione?
Quali prove sono tangibili e quali manipolate a suo piacimento?

Secondo il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), non c’è nessun mistero e il cosiddetto “triangolo” non avrebbe su di sé nessuna maledizione, né è tanto meno un ricettacolo di morte.

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