Voglio pubblicare e voglio pagare, cazzo!

ImmagineChiariamo. Non è mio, il pensiero nel titolo, ma era un po’ che volevo parlare di quest’argomento. Oggi ho deciso che avevo cinque minuti per farlo.

Cominciamo a parlare di questo termine: editoria. E “grassettiamolo”, che è meglio.

Ancora una volta, in uno degli apocalittici post di Laura sull’editoria – appunto – qualcuno scende a difendere gli EAP, Editori A Pagamento. Che poi editori non sono, visto che il mestiere dell’editore è pubblicare un libro e promuoverne la vendita. Gli EAP dovrebbero essere chiamati con il loro vero nome: stampatori. Oppure potremmo inventarci un altro acronimo, tipo SDI, Stampatori di Illusioni.

Ecco, sei un emergente e vuoi pubblicare, ma:

a) non sei bravo abbastanza;

b) non sei sveglio abbastanza;

c) non sei umile abbastanza;

d) sei pigro oltre ogni immaginazione;

e) non hai problemi di soldi oppure sì ma chissenefrega che il tuo nome su una copertina vale mille euro (o duemila, o tremila)

f) non capisci un cazzo di marketing;

g) ti hanno detto che sei esordiente e gli esordienti pubblicano solo se paghi l’editore e tu ci hai creduto e non hai svolto indagini, non sei andato sul web e non hai trovato i millemila posti dove si dice che “non è vero!” e “gli EAP o SDI sono truffatori legalizzati” e “ci sono le liste paradiso-inferno-purgatorio e similari”, dove sono elencati per nome e cognome o denominazione sociale gli EAP e quelli buoni, che non ti chiedono soldi ma cercano solo vero talento o, magari, buone storie su cui darci dentro con un buon editing. Ecco alcuni link per voi: Lipperatura, Scrittevolmente, Studio83, Writer’s Dream, Scrittori in causa, Bookblister.

E si potrebbe continuare con l’alfabeto, chiaro…

Scrivo qui quello che ho scritto più volte da altre parti.

Se io sono un EAP e tu mi paghi e, ripeto, MI PAGHI. Facciamo mille euro per cento copie. Un bel forfait. Quelle copie mi costano al massimo 300-400 euro tenendomi largo (parliamo di 250-300 pagine). Prezzo tra i 2 e i 4 euro cadauna. Ho già un guadagno netto di 600 se non conto male. L’autore CREDE che io lo promuoverò, lo pensa davvero o forse lo spera. Forse conta sul fatto che è nell’interesse dell’editore promuovere l’opera per venderla!

Ebbene ha ragione, è così… se io fossi un editore. Cioè se quell’EAP o SDI cui si è rivolto guadagnasse sulle vendite e non – come, Cristo, accade – su quello che stampa. E io che sono stato così furbo da sfruttare i sogni dell’esordiente, il suo ego immane, la sua smisurata sete di vedere il proprio nome su una stramaledetta copertina, il suo ingenuo narcisismo… io, Stampatore Di Illusioni, per quale oscuro motivo dovrei impegnarmi a contattare distributori, promuovere il libro nelle fiere, fare presentazioni (spendendo una quantità di tempo e denaro inutili) su quel libro lì che mi ha già dato di che campare, quando posso sfruttare un buon centinaio di altri polli nello stesso identico e – privo di costi e di rischi – modo?

Vi sembrerò infervorato. Direte: eccheccazzo, tu devi rispettare questi poveri autori che sono stati gabbati. Rispetta i loro sogni! Forse qualcuno è anche bravo…

Sì, sì, sì. Certo.

Ma io parlo così perché ci sono passato di persona, nel 2005.

I lupi della bruma, che ora vi potete scaricare qui free dal mio blog, un tempo mi sono costati 750 euro in copie (che grazie a Dio mi sono rivenduto). E poi il silenzio. Ma, nel 2005, non c’era l’informazione che c’è adesso e comunque non ho mai finito di pentirmene. Oggi, pagare per pubblicare, significa ignorare tutte le informazioni liberamente disponibili in rete.

Certo, direte voi, ma se io sono un pessimo scrittore ma sogno di pubblicare, che cosa devo fare?

Che vi devo dire, andate su Ilmiolibro – sebbene ne abbia una certa repulsione – o alla tipografia sotto casa e stampatevi un tot. di copie per amici e parenti. Spendete i soldi, ma sapete di spenderli per quella finalità lì. Ma non pensate certo di intasare il mondo editoriale con i vostri pessimi libri. Non editati – perché gli EAP non perdono tempo in editing e voi siete troppo montati per pensare che il vostro adamantino testo abbia anche solo lontanamente bisogno di una revisione – e magari pure impaginati male, perché non viene usato un programma di impaginazione ma il buon caro vecchio Word. Vi sembra corretto verso chi, ingenuamente, si potrebbe trovare a comprare – in via del tutto eccezionale – il vostro libro?

Noi di Nero Press, per i libri che pubblichiamo e pubblicheremo, non chiediamo e non chiederemo mai un centesimo all’autore. Perché è la qualità che ricerchiamo e non la quantità.

Potreste obiettare che “ehi, io sono un fenomeno letterario! Sono gli altri che non mi capiscono” al che dovrò togliermi tanto di cappello ed ammettere che, come ha detto  una volta il mio editore (quello buono, Bel-Ami, con cui ho pubblicato I Racconti del Sangue e dell’Acqua) durante una conversazione sull’argomento, “non si può salvare chi non vuole essere salvato”.

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About Daniele Picciuti

Ultime pubblicazioni: Ritorno alla Mary Celeste (Dunwich Edizioni, 2013) I racconti del sangue e dell'acqua (Bel-Ami Edizioni,2011), Uomini e spettri (racconto in antologia, Bel-Ami Edizioni), Mistero (racconto in antologia, Il Mondo Digitale Editore). Presidente Ass.ne Cult.ne Nero Cafè Capo Redattore Magazine Knife Vice-responsabile Nero Press Edizioni

8 responses to “Voglio pubblicare e voglio pagare, cazzo!”

  1. Chiyo No Tomo says :

    Ciao! Scusa se ti scrivo tramite commento ma purtroppo non riesco a trovare la tua email nel blog. Vorrei chiederti se sai consigliarmi cosa fare.
    Vedi il mio sogno è quello di diventare pubblicista però purtroppo cercando in giro ho trovato un mangia mangia terribile. Saltando qui e là, mi sono imbattuta anche nel tuo blog e quello che mi chiedo è: potresti aiutarmi, consigliarmi o indirizzarmi da qualche parte? hai per caso dei suggerimenti?
    Io non ho nessuna intenzione di demordere e sono sicura che prima o poi riuscirò ad avere l’occasione per sostenere l’esame di stato per poter diventare pubblicista! Solo che non vorrei che quest’occasione mi arrivasse a 90 anni tanto per intenderci! Quindi perdona la sfrontatezza con cui ti ho contattata e sentiti libero di cancellare il commento (ahimé), ma se fossi così gentile da aiutarmi te ne sarei immensamente grata!

    Sperando di ricevere una tua risposta ti saluto e ti auguro un grande in bocca al lupo! Il blog mi piace. Credo che di tanto in tanto tornerò a fare una visitina! Continua così mi raccomando!! 😀

  2. Daniele Picciuti says :

    Intanto grazie per l’apprezzamento. Poi devo confessare di non essere un giornalista. La scrittura a livello narrativo è un po’ diversa da quella giornalistica. Sì, scribacchio articoli qua e là, ma non ho titoli a riguardo. Per quanto ne so, tra le vie che puoi seguire c’è il trovare una rivista, anche piccola, che possa pagarti gli articoli (poi devi vedere cosa prevede la tua Regione a riguardo) per poter conseguirne un certo numero e sostenere l’esame. Ci sono anche alcune scuole che ti permettono l’accesso agli esami. Dai uno sguardo qui: http://www.uniurb.it/giornalismo/duc_articoli/archivio_altribienni/scuolegi.htm
    Una persona che conosco ha preso il tesserino da giornalista in Inghilterra, dove pare sia molto più semplice. Se te la cavi con le lingue, potrebbe essere un’alternativa.
    In bocca al lupo! 🙂

  3. Chiyo No Tomo says :

    Grazie mille della risposta! Sei stato gentilissimo! Puoi darmi più informazioni su come e cosa ha dovuto fare questo tuo amico? A chi si è rivolto? Io conosco molto bene sia l’inglese che il francese quindi non avrei problemi a scrivere in lingua! Sarebbe perfetto!! 😀

  4. Giulia Basile says :

    Gent.mo Daniele, non è un commento al suo articolo, ma ci sta dentro quasi per intero. Leggo che non avete una collana di poesia (ahimé mi è negata anche la speranza di una sua valutazione …) ha da suggerirmi qualche Editore che non mi chieda da 1500 a 2500 euro per un libro di poesia di 180 pagine per la pubblicazione, come hanno fatto fino ad ora ? GRAZIE.

  5. Daniele Picciuti says :

    Non conosco molti editori che pubblicano poesie, non è in effetti il mio campo. So indicarti solo Bel-Ami edizioni, che ha un’attenzione particolare per la poesia ed è un editore valido.

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