Archivio | J gennaio 2011

It, di Stephen King

Derry, cittadina del Maine circondata dai boschi, culla di quello che è forse il peggiore degli incubi creati da Stephen King. Pennywise, orribile pagliaccio annidato nelle viscere di Derry come un topo nelle fogne, incarna un Male antico più della Terra stessa, un Male che acquista vigore grazie al nutrimento che ottiene dalle paure dei bambini – nonché dai bambini stessi – gli unici, in effetti, in grado di vederlo.
It è un tomo di oltre mille pagine, che tuttavia scivolano via come acqua. Il merito va tanto all’abilità narrativa di King – mai come in questo caso l’appellativo di Re è calzante – quanto alla struttura del romanzo, che intreccia le vicende del presente ai ricordi del passato. Infatti iniziamo a conoscere gli indimenticabili personaggi del libro solo in apparenza quando sono adulti, in realtà finiamo per entrare nei loro occhi, nei loro pensieri e nelle loro sensazioni soprattutto nelle loro vicende giovanili. Perché è nel passato la chiave di tutto, nei ricordi di quei giorni terribili, quando il “club dei Perdenti “ capitanato da Bill Denbrough ha sonfitto il mostro la prima volta.

Kyashan, la rinascita

La filmografia giapponese si arricchisce nel 2004 di un nuovo live action: si tratta di Kyashan – La Rinascita (Casshern), tratto dalla celebre serie anime in voga negli anni Ottanta.

La storia ci trasporta in un futuro non molto lontano, su una Terra devastata da guerre, epidemie e inquinamento. L’estinzione della razza umana sembra inevitabile.

Unica speranza di salvezza è la ricerca del dottor Azuma, il quale ha scoperto l’esistenza, all’interno dell’organismo umano, di una particolare “neocellula” in grado di rigenerare ogni tipo di tessuto danneggiato. In poche parole: la chiave dell’immortalità.

Azuma dedica tutto se stesso al progetto: sua moglie Midori è malata gravemente, e solo una terapia con le neocellule potrebbe salvarle la vita.

Il momento di svolta nella sperimentazione si verifica quando, dal cielo, piove un oggetto di fattura aliena, una sorta di immensa saetta metallica, che colpisce il laboratorio di Azuma finendo per interagire con le vasche di rigenerazione dove sono tenute immerse parti di corpi umani. Dentro le macabre piscine, arti e organi cominciano a crescere e a saldarsi, dando infine vita a nuove “persone”, creature mutanti a cui l’esercito dà immediatamente una caccia spietata.

Pochi attimi prima dell’incidente, Azuma aveva ricevuto la notizia della morte in guerra del figlio Tetsuya; ora, disperato, decide di immergere la salma del giovane (appena rientrata dal fronte) in una delle vasche; lì, incredibilmente, anch’essa torna alla vita.

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