Archivio | J luglio 2008

Trentottesima settimana di volo

Giorno 255
L’eredità dell’Oscura Legione sarà l’atroce connubio di morte e sangue, condito da un pizzico di desolazione e da una massiccia dose di follia.
Questo pensiero è stato con me tutto il giorno fin dal risveglio… peraltro pessimo a causa del nuovo incubo di stanotte.
Inutile parlarne… dirò solo che il panorama non offriva altro che cadaveri putrescenti…
Detto questo, non mi sento di scrivere altro. Anche perché non c’è nulla da dire. Una brutta giornata. Pessimo umore generale.

 

Giorno 256
Kora oggi ha parlato.
Ci ha chiamato a gran voce dicendo che voleva dirci tutto, che era stufa di stare chiusa in quella stanza… che voleva patteggiare.
Forges le ha promesso di farla uscire di lì a patto che dicesse la verità… e Kora sapeva bene che Navarra avrebbe potuto percepire eventuali menzogne.
Ma Kora ha detto la verità.
Eccola qui, parola per parola (più o meno):
“Il mio compito era quello di eseguire gli ordini di Maxwell. Maxwell prendeva ordini da qualcun altro, ma non so da chi. Dovevamo aprire la porta blindata. Maxwell doveva entrarvi, non so perché. Era il suo compito. Entrare in contatto con L’ENTITA’ nella Reliquia Oscura. Credo dovesse in qualche modo studiarla… credo. Ora slegatemi, avanti. Fatemi prendere aria! Qui si soffoca… vi prego! Ero pagata per questo… non sono pazza! E non sono pericolosa! Maxwell è morto… non ho più motivo di tradirvi! Liberatemi!”
Inutile dire che Forges non l’ha slegata – non erano questi i patti – limitandosi a farla uscire dall’infermeria. Abbiamo deciso che può restare fuori a patto che rimanga legata e resti in vista.
In questo modo non dovrebbe creare pericolo per nessuno.
Ora, resta una domanda: CHI DAVA GLI ORDINI A MAXWELL?
E soprattutto: KORA, DICE DAVVERO LA VERITA’?
Navarra sostiene di sì… eppure so che non ne è affatto convito, come non lo sono io. Più semplicemente, Kora non potrebbe aver scoperto un modo per eludere il controllo mentale del mistico?
Forse, con l’aiuto degli influssi dell’Oscura Simmetria…

 

Giorno 257
Due pillole non sono sufficienti. Due pillole non bastano.
Stanotte ho sognato. Abbiamo sognato. Tutti. Sì, tutti…
Demoni, alati e striscianti… necromutanti, legionari benedetti, non-morti, orde di callistoniani, orde di pipistrelli-vampiro, orde di creature raggelanti… golem, templari, cairath… ogni genere di creatura senziente e non… che ci attaccavano… noi, sperduti nel deserto di roccia del pianeta Nero… e ci sbranavano, ci dilaniavano, ci squartavano… sputando nel vento le nostre carni sfilacciate…
Così cerco nelle mie tasche e guardo il flacone di pillole: ne conto dodici. Queste dovrebbero bastarmi sei giorni… poi ne prenderò un altro.
Non ce la faccio. Sento la mente vacillare, lo vedo da come scrivo…
Stanotte ne prenderò almeno tre. TRE.
Ah, Reinberg non si trova.
Forse è nel laboratorio.
Ma… l’ho già scritto ieri?
Ieri. Ieri Kora ha confessato. Nina dice che mente. Che mente in modo spudorato. E lei se ne intende. Lo so. E’ bugiarda di professione… è una spia Bauhaus… e sa quando una persona – se è una donna poi! – mente…
Ma perché Navarra non l’ha percepito?

 

Giorno 258
Oggi va meglio. Tre pillole mi fanno stare meglio.
Ho come l’impressione che se ne prenderò ancora due, ritornerò in quello stato confusionale in cui mi sono trovato ieri.
Non me lo posso permettere.
Se sarà necessario, ne prenderò anche quattro, non m’importa se non basteranno… io non posso permettermi di impazzire.
NON POSSO.
Oggi Kora è andata fuori di testa… ha cominciato a urlare che moriremo tutti, che il nostro destino è segnato… che QUALCUNO ha già deciso per noi… ma rifiuta di dirci CHI.
Oggi ho di nuovo sorpreso Yama ad allenarsi per i corridoi.
E’ così concentrato e determinato quando si muove… ripenso alle parole di Navarra e capisco, almeno credo, di essere io il suo immaginario nemico.
Mi dovrò decidere a parlargli… ma non ancora.
Non penso di essere pronto. E non lo è lui.
Soprattutto non lo è lui.

 


Giorno 259
Penso di aver capito.
Quello che si cela nel laboratorio… che chiamerò NAZOKO, per comodità… si nutre della morte per accrescere la propria forza.
Per questo Reinberg ha portato il corpo di Maxwell nel laboratorio… e non solo. Credo che lo stesso Reinberg ormai non esista più, se non come parte di Nazoko.
Era forse questo il motivo per cui Maxwell voleva entrare spontaneamente là dentro? Per consegnarsi a Nazoko? Nel momento in cui è stato infettato, è stato pilotato – come pure Kora – al fine di sacrificarsi per accrescere il potere di Nazoko? Ed è dunque lo stesso Nazoko quel qualcuno che dava gli ordini a Maxwell?
Tante domande senza risposta.
E intanto stanotte, nonostante le tre pillole, ho sognato…

 

Giorno 260
E’ successo. Oggi è successo il peggio… la cosa peggiore che poteva succedere. E’ successa. Non oso neanche scriverlo… non sto impazzendo, non sto impazzendo… ma accadrà. Se non domani, presto… molto presto, succederà.
L’infermeria.
Le scorte di flaconi con le pillole.
Bruciate.
Tutto bruciato.
Kora Parker, che sia maledetta in eterno!
Siamo stati svegliati dall’allarme antincendio stanotte… e siamo corsi a vedere: l’infermeria stava bruciando tra le fiamme e Kora… Kora ardeva insieme ad essa ridendo, gridando… e le parole che le uscivano erano parole folli… che inneggiavano Muawijhe e l’orda dei legionari urlanti…
Yama ed io abbiamo fatto irruzione per primi, arrivando agli estintori e cercando di sedare l’incendio prima che fosse troppo tardi… ma con scarsi risultati.
Kora è morta semi-carbonizzata, gli armadi con le scorte di medicinali sono bruciati… non si è salvato niente, ad eccezione dell’armadietto in amianto in cui sono rinchiusi tutta una serie di antibiotici, sieri contro i veleni, garze e cerotti e una piccolissima scorta di medicinali comuni tra cui due flaconi di pillole contro l’insonnia… che però non ci basteranno neanche per dieci giorni.
E’ il caos.
Tutti noi lo sappiamo.
Mentre eravamo dentro, in mezzo alle fiamme, ho intercettato lo sguardo di Yama. Per un attimo mi è parso lo Yama di sempre… mi guardava come se mi considerasse suo amico, come se fossi un suo alleato in quel momento… ma è durato poco. Subito dopo il suo sguardo è tornato ad essere gelido.
E vi ho letto la consapevolezza che il passato… presto tornerà a ripetersi… e quando succederà, che lo Spirito di Nathaniel ci aiuti!

 

Giorno 261

Abbiamo fatto una stima delle scorte residue di pillole per l’insonnia. Abbiamo raccolto in tutto, compresi  quelli in possesso di ognuno di noi, OTTO flaconi per un totale di duecento pillole, che divise per sei, quanti siamo noi, fanno 33 pillole a testa da ora fino ad esaurimento.

Questo significa che NON potremo assolutamente prenderne più di una a notte o non riusciremo a farcele bastare… almeno fino al nostro arrivo su Nero. Poi… sarà il buio totale.

Gli animi sono stati pessimi per tutto il giorno.

Dai laboratori si sono levati strani suoni… non più lamenti quanto qualcosa di più forte… come se qualcuno inneggiasse alla vittoria… che ora sa essere più vicina.

Intanto stanotte, nonostante abbia preso DUE pillole, ho avuto un altro incubo.

 

Trentasettesima settimana di volo

Giorno 248
E’ successa una cosa strana oggi. Sospetta.
Ero andato in infermeria per chiedere a Maxwell di darmi un’altra boccetta di pillole contro l’insonnia… e l’ho trovato in una posizione grottesca…
Era chino a terra, con le gambe divaricate, come se stesse facendo un esercizio di aerobica, solo che era immobile… ad eccezione di un particolare: le sue dita trotterellavano sul pavimento disegnando strane figure astratte… e poi sussurrava. Cose. Cose incomprensibili.
Era solo, naturalmente… ma avevo la sgradevole sensazione che stesse parlando con qualcuno… sotto di lui.
Al livello sottostante… in corrispondenza del laboratorio!
Sono rimasto a fissarlo in silenzio a lungo, aspettando che fosse lui a notarmi. Ma non mi ha notato. Né visto, né sentito. Né percepito.
Solo quando è sopraggiunta Kora, Maxwell si è ripreso, balzando in piedi con un agile movimento, simulando la fine di un esercizio ginnico.
Ho notato anche in Kora qualcosa di strano. Mi fissava come se cercasse di leggermi dentro… come se volesse capire cosa avevo visto…
Ho fatto finta di nulla, naturalmente.
Ma ora so che non mi posso fidare di loro, di nessuno dei due.
In qualche modo, sono stati infettati.

 

Giorno 249
Ne ho parlato a Navarra, stamani. Gli ho spiegato quello che ho visto, di come fossero ambigui Maxwell e Kora.
Il Mistico mi ha guardato da dietro i suoi occhiali da sole… per niente sorpreso.
“Lo so.” Mi ha detto. “Forges ed io pensiamo che stiano nascondendo loro Reinberg.”
Le sue parole mi hanno lasciato di sasso.
Loro sapevano GIA’ che quei due non erano più quello che sembravano?
“Me ne sono accorto subito dopo che Maxwell ha mentito dicendo che le analisi andavano bene.” Mi ha spiegato Navarra, sfilandosi gli occhiali. “Ho letto nelle loro menti la menzogna… e un influsso più potente… qualcosa di oscuro che non riuscivo a penetrare.”
“E come intendete agire?” Ho preteso di sapere. ” E perché non ne avete parlato con noi?”
“Per non scatenare il panico” E’ stata la sua risposta. ” E perché non so ancora se siano irrecuperabili… o se possiamo fare qualcosa per salvarli.”
“Quindi cosa volete fare?” Ho insistito, notando che il Mistico evitava di rispondere alla domanda più importante.
“Niente.” Ha risposto. “Soltanto tenerli d’occhio.”
Se ci fosse stato un Inquisitore come Nazoko al posto suo, pensavo, avrebbe gettato sul rogo entrambi prima ancora di fargli delle domande. Li avrebbe purificati con un lanciafiamme e poi avrebbe concesso loro il perdono.
“Non sono un Inquisitore.” E’ stata la reazione di Navarra, al che ho compreso che avrei dovuto stare attento anche a ciò che pensavo.

 

Giorno 250
Un tremore metallico ha scosso la Libellula Azzurra stanotte.
Mi ha svegliato di soprassalto, cancellando il sogno che mi stava straziando – un concentrato di morte e devastazione che è rimasto impresso in me come una macchia d’olio in espansione – e precipitandomi nella realtà.
Ce n’è stato un altro. E un altro.
Mi sono vestito in fretta, ho afferrato spada e pistola e sono uscito in corridoio.
Ecco. Devo essere calmo. E preciso.
Fuori ho trovato il comandante Forges e Michail Vov.
“Proviene dal livello sottostante!” Ha esclamato Forges.
Non ho chiesto loro chi ci fosse di guardia ai laboratori… lo sapevo già.
Nina e Francisco Navarra.
“Dove sono Kora e Maxwell?” Ho chiesto mentre stavo già correndo verso le loro cabine.
Non mi hanno risposto, lasciandomi passare.
Ho spalancato la porta della cabina di Kora.
La stanza era vuota.
Vov ha aperto quella di Maxwell.
“Non c’è!”
Allora ci siamo precipitati giù per le scale di servizio più veloci che potevamo.
Ancora un rombo… una vibrazione… ancora più forte.
Il primo ad arrivare giù è stato Vov.
L’ho visto sbucare nel corridoio, voltarsi per guardare avanti… e subito dopo scomparire dietro una folgorazione scarlatta.
Mi sono bloccato prima di ritrovarmi a mia volta nel corridoio e mi sono affacciato oltre.
In fondo, davanti alla porta blindata, c’era Maxwell.
Stringeva un fucile al plasma e aveva un visore a infrarossi sugli occhi.
Kora gli stava accanto. Era ferma in piedi e imbracciava un mitra.
Non vedevo Nina e il mistico da nessuna parte.
“Bryan!”
Era lei. Nina.
La voce proveniva dall’altra estremità del corridoio.
Mi sono affacciato e l’ho vista, rintanata dietro la curva.
Stava trascinando Vov, che giaceva a terra inerte.
Poi ho visto anche Navarra, alle spalle di Nina.
Aveva la fronte macchiata di sangue.
“Che diavolo succede?” Ho chiesto facendo attenzione a non entrare nella linea di tiro di Maxwell.
“Ci hanno assalito all’improvviso!” E’ stata la risposta di Nina. “Sono impazziti!”
“Sono INFETTI!” Ha gridato Forges, dietro di me.
“NON PROVATE A FERMARCI!” La voce di Kora sembrava distorta… come se fosse il suo stomaco a parlare e non lei.
“NON VI AVVICINATE!” Le ha fatto eco Maxwell con lo stesso timbro vocale alterato.
“Che cosa state facendo?” Forges tentava di mediare. “Non fate pazzie!”
“IL SANGUE NON E’ PAZZIA!” E’ stata la tremenda risposta di Kora. “IL SANGUE E’ IL FERTILIZZANTE DELLA VITA! IL SANGUE LAVERA’ LE NOSTRE ONTE! DOBBIAMO APRIRE LA PORTA AL SANGUE! CONGIUNGERCI CON LUI!”
Mi sono girato a incontrare lo sguardo del comandante.
Forges ha scosso la testa, rassegnato.
“Kora, per l’amore del cielo!” ho provato io stavolta “il sangue non porterà che altro sangue! Stai vivendo una realtà alterata! Fidati di me! L’ho già vissuta! SO COSA PROVI ORA! SO DEL DESIDERIO DI SANGUE… SO DEL DESIDERIO DI SOGNARE… DEGLI INCUBI… MA E’ UN’ILLUSIONE! E’ UNA SPORCA ILLUSIONE DI MUAWIJHE! DEVI RESISTERE!”
“TACETE BASTARDI!” La voce tonante di Maxwell era scoppiata all’improvviso, come un fiume in piena che avesse straripato. “TAPPATEVI LA BOCCA!”
E dicendo questo, aveva aperto di nuovo il fuoco.
Ogni colpo del suo fucile al plasma era un’esplosione… le pareti del corridoio tremavano sotto il fuoco di Maxwell… sollevando nell’aria una leggera foschia che odorava di bruciato, nascondendo a noi la visuale… ma non quella di Maxwell, che poteva vederci grazie agli infrarossi.
“Bryan!”
Era la voce di Vov. Allora non era morto…
“Michail, come stai?”
Pausa.
“Non bene… ma sono corazzato!”
In quel momento avevo sentito la bocca storcersi in un sorriso… e dato che la cosa mi sembrava alquanto inopportuna in quel frangente, mi ero subito ricomposto, pensando a un modo per sfondare le difese di Maxwell.
A un tratto, qualcosa aveva sibilato nella mia mente… un fischio forse… o forse un tono di avviso.
“Bryan, comandante… ascoltatemi.” Sapevo di chi era quella voce… anche se arrivava direttamente nella mia testa, la riconoscevo… era quella di Navarra. “Non abbiamo scelta. Capite cosa dico? Dobbiamo uscire fuori e affrontarli. Sparando. Senza pietà. Ormai sono stati presi… non possiamo salvarli. Sbagliavo a pensare il contrario. L’oscurità è forte. E’ troppo forte… inarrestabile. Aspettate il segnale. Poi aprite il fuoco!”
Io e Forges ci siamo guardati.
Leggevo disperazione nei suoi occhi. Tristezza.
Capivo che per lui Maxwell e Kora erano più di semplici subalterni. Non conoscevo i loro legami, ma supponevo che quella non fosse la loro prima missione insieme.
“Va bene.” Aveva bisbigliato Forges, conscio che Navarra lo avrebbe comunque sentito.
Intanto Maxwell aveva smesso di sparare…
In compenso il suono che ne era seguito subito dopo era molto… molto peggio. Era il cigolio dell’apertura manuale… stavano aprendo la porta blindata!
“ORA!” Era riecheggiato nella mia mente come uno sparo, il segnale di Navarra.
Io e Forges siamo usciti in corridoio tenendoci bassi e laterali… contemporaneamente ho avvertito la presenza degli altri sull’altro lato del corridoio… UNO, DUE, TRE PASSI… POI IL FUOCO!
Un bagliore scarlatto e un boato assordante si sono interposti alle nostre raffiche e la nebbia è stata spazzata da un vento infuocato che ci sferzava la pelle al suo passaggio…
Qualcuno ha urlato… davanti a noi.
E intanto sparavo… basso, me ne rendevo conto solo ora… stavo sparando alle gambe di chiunque avessi avuto davanti…
Ancora un lampo rosso in mezzo a noi… e d’un tratto Forges non c’era più.
Allora ho alzato la mira… avanzando più spedito… e improvvisamente gli occhi verdi del visore a infrarossi mi sono comparsi davanti.
Un metro e mezzo, forse due.
Io e Maxwell… quasi schiacciati dalla nostra vicinanza…
Non ho aspettato. Nemmeno un istante.
Il rosso del raggio che veniva caricato dal mio avversario era per me un messaggio di morte che non aveva bisogno di altre presentazioni… sapevo esattamente che entro cinque secondi sarei morto arrostito… e ho premuto il grilletto…
La raffica ha investito Maxwell con una gelida sventagliata di morte…
L’ho visto volare indietro contro la porta blindata nello stesso momento in cui la serratura scattava… e qualcosa di oscuro si affacciava a guardarci…
Ho intravisto un movimento accanto a me… una giacca nera e una chioma bionda sfrecciarmi davanti…
Nina… ho pensato… ma subito mi sono reso conto che non era lei… ma Michail Vov.
Si è lanciato contro la porta e l’ha richiusa di colpo, travolgendo Kora e la misteriosa entità nella sua corsa.
Un grido agghiacciante ha tagliato l’aria, dividendo la foschia a metà… e qualcosa è piombato sul pavimento ai miei piedi, contorcendosi in modo febbrile…
Ho fatto un passo indietro, puntandogli contro l’arma… aspettando di vedere cosa fosse.
Quando la nebbia si è diradata… una sorta di tentacolo corto e viscido è apparso ai miei occhi. Si contorceva, cercando la strada per la sopravvivenza…
L’ho mirato e ho fatto fuoco, riducendolo in mille pezzi.
Poi finalmente il fumo si è dissolto.
Vov era ancora con la schiena contro la porta blindata. Con un braccio stringeva la sua spada e con l’altro teneva inchiodata Kora a terra, tirandole i capelli verso il basso per non farla muovere. La lama della sua arma era finemente accostata alla gola di lei.
Forges era in ginocchio, un paio di metri dietro di me. Era ferito a una spalla, ma non sembrava grave. Poco più in là stavano Nina e Navarra, entrambi armati ed entrambi in ritardo rispetto all’attacco.
Maxwell era cadavere accanto ai piedi di Vov.
Improvvisamente mi ero reso conto che Yama non c’era.
L’ho cercato con lo sguardo.
Era scomparso.
Quando siamo ritornati di sopra, Nina ha accompagnato Forges, Vov e Kora in infermeria. Il comandante aveva una leggera ferita alla spalla, Kora aveva un buco sulla gamba (opera mia, credo) e Vov una contusione sul torace a causa dell’impatto con il raggio al plasma che la sua corazza corporea aveva fortunatamente respinto.
Quanto a me e Navarra, ci siamo divisi le ricerche di Yama.
Ma non abbiamo dovuto cercare per molto.
Il Jito era nella sua cabina.
Stava dormendo.
Il Mistico si è avvicinato a lui e gli ha passato una mano sulla fronte.
Gli occhi di Yama saettavano sotto le palpebre inseguendo sogni inafferrabili… o forse fuggendo da incubi terribili.
“Dobbiamo proteggerlo.” Sono state le parole del Mistico.
Mi sono avvicinato per guardarlo negli occhi.
Il suo sguardo era sicuro e la sua voce sincera.
“Proteggerlo da cosa?” Ho chiesto.
“Da se stesso.” Mi ha risposto. “E dai suoi incubi.”
“Tutti noi dobbiamo proteggerci dai nostri incubi.” Ho tenuto a precisare.
Navarra ha scosso la testa.
“Non parlo di quelli. Ma degli incubi che lo attanagliano da quando lo abbiamo riportato in vita. Quelli che… Bryan, avete scatenato in lui, tu, Shane e Nina, unici superstiti della Croce del Nord.”
“Francisco, ho provato a chiedergli scusa, ma lui…”
“E’ naturale. Lui ti odia. Come odiava Shane. E come… in misura più lieve… odia Nina. Ma odia soprattutto TE, Bryan.”
Ero stupefatto.
“Perché?”
“E’ così semplice…” Navarra mi ha sorriso, come per confortarmi. “Tu eri suo amico. Eri l’unico amico che aveva a bordo. L’hai tradito. Un tradimento del genere, nella sua cultura, è come una seconda morte… lo capisci?”
Capivo perfettamente, ma Navarra voleva che non avessi dubbi.
“Bryan, tu hai ucciso Yama due volte!”

 

 

Giorno 251
Con tutto quello che era successo, ieri abbiamo completamente dimenticato Reinberg. Almeno per un po’.
Un grave, gravissimo errore.
La porta blindata è rimasta incustodita per tre ore… fino a quando Forges non ha avuto la folgorazione e ci ha ordinato di correre immediatamente a vedere. Io, Nina e Navarra ci siamo mossi subito ma quando siamo arrivati sembrava tutto normale.
Tutto, o quasi.
Mancavano due cose: il tentacolo che avevo fatto a pezzi… e il corpo di Maxwell.
Stanotte non abbiamo quasi dormito al pensiero che Reinberg sia riuscito a entrare nel laboratorio… ma soprattutto non ci ha fatto dormire la domanda: PERCHE’ REINBERG, SE E’ ENTRATO NEL LABORATORIO, NON HA FATTO USCIRE QUELLO CHE C’ERA DIETRO?
Allora, forse non l’ha aperta? Forse ha portato il corpo di Maxwell da un’altra parte? E se è così, dove? Forse nel posto in cui è nascosto ora?
A questo proposito abbiamo torchiato Kora per oltre un’ora, cercando di farci dire dove fosse Reinberg.
Lei sostiene di non saperlo, ci manda al diavolo ogni due minuti, dice che siamo pazzi, che lei non ha fatto proprio niente di tutto quello di cui l’accusiamo… e questo sta sollevando in noi il dubbio che Kora sia sincera.
Anche Navarra ammette di non notare tracce di menzogne nelle sue parole… è come se avesse RIMOSSO l’accaduto… come se per lei non fosse mai successo…
Tuttavia ancora non possiamo esserne certi… così la teniamo chiusa nell’infermeria sorvegliata da Nina. Giù, di guardia al laboratorio ci sono Vov e Forges.
Quando Yama ha saputo cos’è successo ci ha biasimato per non averlo svegliato. Era nostro dovere farlo… cosa ci è saltato in mente di lasciarlo dormire?
Inutile stargli a spiegare che non ce ne siamo accorti…

 

Girono 252
Giornata incolore. Nessuna novità.
Turni sorveglianza tranquilli e regolari.
Kora non si lamenta nemmeno più del trattamento ricevuto, forse comincia a ricordare qualcosa… fatto sta che è diventata improvvisamente troppo gentile, il che è sospetto perché lei non è stata MAI gentile. Dovrebbe farmi un certo effetto il pensiero di aver fatto sesso con una donna che ora è – probabilmente – posseduta, infetta o non so cosa.
Ma non è così. Non sento niente per lei.
Il mio cuore, la mia mente… appartengono a Nina ormai.

 

Giorno 253
Terreno bruciato… ossa spezzate… pipistrelli in volo sopra cumuli di fango… vermi brulicanti dentro oscure cloache… braccia incrostate che tentano di uscire dal suolo in cui sono confinate… mani sfregiate che schizzano sangue nero nel cielo di fuoco, nel tentativo di afferrare l’aria…
Mi sono svegliato ansimando.
Gli incubi non ci lasciano.
Ieri sera ho preso cinque pillole. CINQUE.
Ho il terrore di trasformarmi di nuovo in un mostro. Non deve succedere. NON DEVE.
Piuttosto, mi ucciderò. E’ una promessa che intendo mantenere.
Nina ha controllato la riserva di pillole oggi. Mi ha confidato che non crede che durerà fino al nostro arrivo su Nero. Almeno, non se tutti continuiamo a prenderne più di tre a notte.
Secondo lei dovremmo considerare di diminuire le dosi… o rischiamo di non farcele bastare.
L’idea mi fa rabbrividire. Ne abbiamo parlato con gli altri e facendo un rapido calcolo, abbiamo stabilito che ne ce ne possiamo permettere massimo due per notte. TRE nei casi più gravi.
Nel frattempo continuano le ricerche di Reinberg.
Dal laboratorio oggi, si sono levati di nuovo dei lamenti strazianti…
Sento che le cose stanno precipitando. Lo sento… e so di non poter far niente per evitarlo.

 

Giorno 254
Una traccia.
Yama è andato da Navarra oggi e gli ha mostrato qualcosa.
Il Mistico ha chiamato me e Forges e ha chiesto il nostro parere.
Yama era presente, ma non osava rivolgermi né parola né sguardo.
Nell’obitorio, dentro una delle bare ad espulsione, c’era del sangue.
“Potrebbe essere di Reinberg.” Ha ipotizzato Forges. “Potrebbe essere il luogo dove si era nascosto. Qui non abbiamo certo guardato…”
Era vero.
Sarebbe stato un ottimo nascondiglio.
Ciò non toglieva che comunque ORA non c’era.
Abbiamo aperto le altre bare, con estrema cautela e pronti a tutto… ma Reinberg non stava da nessuna parte.
Ci siamo accordati per fare di nuovo il giro dell’astronave, ricontrollando anche i condotti d’aria e ogni altro pertugio.
A sera eravamo esausti ma pienamente convinti del fatto che Reinberg non fosse in quella zona dell’astronave.
“Non resta che il laboratorio.” Ne aveva dedotto il comandante.
Per qualche motivo che ignoriamo, l’oscurità ha deciso che non era il momento per uscire. Questo significa che Kora e Maxwell non volevano far uscire la cosa-Nazoko che si celava nei laboratori… bensì volevano entrarvi!

Trentaseiesima settimana di volo

Giorno 241
“Era come se non avessi più la mia mente… i miei poteri erano ridotti a zero, schiacciati da una potenza abominevole, che mi sovrastava… ridotti a brandelli! Letteralmente a brandelli…”
Con queste parole Francisco Navarra ha spiegato l’accaduto.
Aveva perso il controllo della stringa d’energia e questa si era spenta… perché qualcosa gli si era insinuato dentro, causando la perdita di contatto con la realtà. Una volontà estranea, potentissima… ma Navarra non sa cosa fosse… chi si nascondesse dietro tanto potere…
Forse Krysalis. O forse Nazoko si è trasformato in qualcosa di così potente da riuscire a dominare anche l’Arte di un Mistico…
In ogni caso, siamo in trappola.
E Reinberg sta sempre peggio… ormai è tenuto in vita dai macchinari, dal respiratore… da poche residue speranze.
Maxwell non sa cosa abbia contratto… ma qualsiasi cosa sia, lo sta lentamente uccidendo.

 

Giorno 242
Mancano ancora due mesi all’arrivo su Nero.
DUE MESI.
Dovremo resistere due mesi con l’Inferno al livello sottostante… so già che sarà impossibile, sarà arduo già resistere due giorni… o due settimane… figuriamoci due mesi!
Maxwell ritiene che Reinberg non supererà la notte, ormai è giunto alla fine… è un vegetale e il suo corpo sta rapidamente collassando.
Mi dispiace davvero molto per lui, lo ritenevo un uomo in gamba.
Abbiamo dormito stanotte, anche se solo poche ore, e i sogni sono tornati a tormentarci…

 

Giorno 243
Aaron Reinberg è morto.
Il comandante ha versato delle lacrime per lui oggi, parlandone come di un uomo di grande valore e coraggio. Si conoscevano da sei anni, erano alla loro quarta missione insieme… ed erano ottimi amici.
Quanto a me, stanotte non ho dormito… e neppure Nina.
Mi sono presentato nella sua cabina, aspettandomi di essere cacciato… ma non l’ha fatto. Mi ha detto di entrare… e sono entrato.
Dentro di lei…
Sì, abbiamo fatto l’amore.
E stavolta, al risveglio, non mi ha cacciato… né è scappata via.
Spero che questo ci leghi in modo indissolubile… come vorrei.

 

Giorno 244
Stamattina io e Vov dovevamo occuparci del corpo di Reinberg, caricarlo su una barella e portarlo nella sala obitorio per espellerlo all’esterno.
Non abbiamo potuto farlo però, perché… il corpo di Reinberg non c’era.
NON C’ERA!
Abbiamo dato l’allarme e ci siamo divisi in squadre per cercarlo… perché lo sappiamo bene cos’è accaduto… Reinberg è RISORTO, trasformato in un mostro… è stato infettato…
Il primo posto dove sono andato a cercarlo… è stato il livello sottostante.
Se l’Oscura Simmetria lo aveva richiamato, allora poteva voler da lui qualcosa… poteva ordinargli di RIAPRIRE IL LABORATORIO!
Nina, Vov ed io siamo scesi immediatamente a vedere.
Fortunatamente, non sembrava essere così… perché tutto era perfettamente sigillato come lo avevamo lasciato.
Ci siamo accordati affinché qualcuno restasse di guardia per impedire a Reinberg di passare, qualora fosse sfuggito alle altre ronde di controllo… e Vov si è offerto di restare.
Nina ed io siamo tornati indietro… e poco dopo alla radio ha gracchiato la voce di Maxwell. Diceva di aver trovato Reinberg…
“E’ qui!” Ha ripetuto più volte. “Siamo nell’ala nord. Reinberg è a terra! Accanto a lui c’è qualcosa… sembra una di quelle sanguisughe… KORA! Non ti avvicinare! KORA, NO!”
Poi la comunicazione si è interrotta.
Ci siamo precipitati sul posto e siamo stati i primi ad arrivare, impiegando meno di tre minuti.
Abbiamo individuato subito I CORPI a terra…
I CORPI.
Quelli di Kora e Maxwell.
Avevano profonde escoriazioni sulla pelle e lei una ferita piuttosto brutta al ventre… ma erano entrambi vivi.
Ci hanno raccontato di come Reinberg sia schizzato in piedi, gli occhi e la lingua di fuori… di come abbia colpito Kora con le mani e di come le sue unghie fossero diventate artigli… di come poi avesse aggredito anche Maxwell, scappando via ridendo.
Sì. RIDENDO.
Maxwell l’ha ripetuto quattro volte.
Ora lui e Kora sono in infermeria, seguiti da Forges, che ha stabilito di supervisionare gli esami controllando lo stato di salute dei suoi uomini in prima persona.
Ora ci dedicheremo di nuovo alla ricerca di Reinberg.
Ho già chiamato Vov. Yama sta scendendo per dargli una mano, qualora ce ne fosse bisogno.
Io, Nina e Navarra invece setacceremo l’astronave.
Reinberg non ci sfuggirà, non può svanire nel nulla.

 

Giorno 245
Rileggendo quanto ho scritto ieri, mi viene da ridere.
Reinberg non può svanire nel nulla, ho scritto… e invece è svanito.
Nel nulla, esattamente.
Non lo abbiamo trovato.
Da nessuna parte.
E nel frattempo non abbiamo neppure dormito granché… il che è positivo, perché non abbiamo avuto incubi.
Da quanto tempo siamo in piedi ormai?
Mi accorgo che siamo tutti molto stanchi…
Maxwell e Kora non mostrano segni di alcuna infezione… il che ci rallegra tutti. Maxwell ha eseguito una serie di esami partendo dai files recuperati sulla Croce del Nord e firmati da Lowell… riuscendo a stabilire che Reinberg ha contratto il Gene Oscuro.
Tuttavia non deve esserne portatore, altrimenti non si spiegherebbe come le analisi fatte su di sé e su Kora siano così perfette.
Tra poco comunicheremo gli ultimi sviluppi all’Alleanza.
So già che la loro reazione non ci piacerà…

 

Giorno 246
I contatti con l’Alleanza sono INTERROTTI.
Abbiamo provato per tutto il giorno a stabilire la comunicazione con la base di Luna, inutilmente. Secondo Maxwell, l’orbita di Plutone in qualche modo crea un’interferenza magnetica che ci impedisce di ristabilire ogni tipo di contatto.
Probabilmente, sostiene Maxwell, sarà così fino al nostro arrivo su Nero.
Siamo tagliati fuori… ogni altra decisione, d’ora in poi, ricadrà sulle spalle di un solo uomo: MARTIN FORGES.
La notizia non lo ha rallegrato, tutt’altro…
La prima decisione che si è visto costretto a prendere è stata quella concernente la ricerca di Reinberg.
Abbiamo studiato intorno a un tavolo la mappa della Libellula Azzurra.
L’unico percorso che può aver seguito per sfuggire a tutte le nostre ronde, è quello del condotto d’aerazione, che tuttavia non comunica più con il laboratorio e quindi non può esser tornato “all’ovile”.
Deve essere ancora in giro… e il suo scopo sarà certamente quello di APRIRE la porta blindata per far uscire l’oscurità dai laboratori.
Così, abbiamo deciso di stabilire dei turni di guardia da due persone nel corridoio del secondo livello.
Contemporaneamente, gli altri si divideranno per coprire l’astronave nella sua interezza.
E speriamo di prenderlo.

 

Giorno 247
Sogni… ancora sogni. Sogni.
Distese di morte sotto un cielo di piombo, acque ribollenti di gelidi acidi scorrono all’impazzata, straripando dagli argini e arrivando fino a noi…
Le nostre carni ne sono riarse, corrose e ridotte in poltiglia liquefatta…
Noi siamo morti… noi siamo la morte.
Siamo non-morti.
Siamo legionari non-morti.
Siamo figli del sangue degli Apostoli…
Siamo noi, demoni. Siamo noi, morti. Siamo noi, i superstiti.

Quando mi sono svegliato, ero madido si sudore e vedevo ancora la superficie nera del pianeta dell’oblio…
Accanto a me c’era Nina.
Era bellissima, nuda e bellissima… il suo tribale al centro della schiena mi osservava giudicandomi. Mi diceva: Bryan, vieni con me… vieni in me. Vieni… ed espia i tuoi peccati. Le tue colpe. I tuoi rimorsi.
Perché io ne ho di rimorsi… non c’è notte che non mi svegli pensando che avrei dovuto aprire la cassaforte per salvare Ibrahim Nazoko… eppure SO di aver fatto la scelta giusta. SO che il comandante ci avrebbe contagiato tutti… e anche Nina lo sa.
Come lo sa Yama e come lo sapeva Shane.
Dio, non avrei dovuto farlo… Nazoko andava salvato. Per quanto antipatico fosse, andava salvato.
Poi Nina si è mossa, voltandosi a guardarmi.
“Bryan, tu pensi di amarmi?” Mi ha chiesto.
I suoi occhi verdi erano fiaccole nella notte… dovevo soltanto seguirle per non perdermi ed essere al sicuro.
“Sì. “Ho risposto. “Sì, Nina.”
Lei mi ha guardato ancora. E ancora. E ancora.
Poi ha chiuso gli occhi e si è riaddormentata.
Il resto del tempo non vale neppure la pena di essere raccontato.
Reinberg ancora non si trova.

 

Trentacinquesima settimana di volo

Giorno 234
Altra nottata terribile. L’equipaggio si sta rendendo conto che l’Oscura Simmetria sta premendo nelle nostre teste per entrare.
E’ così.
Ne ho parlato a Navarra, che è perfettamente d’accordo.
Che strano vedere un Mistico vestito in modo dark, con un tatuaggio sulla spalla a forma di tigre e una sigaretta penzoloni dalla bocca!
Se non percepissi la sua forza spirituale, dubiterei persino che faccia parte della Fratellanza…
Una novità nel sogno di questa notte: un essere dalla pelle squamata, verdognola, dalla testa piatta come quella di un cobra e dagli occhi gialli, mi guardava dall’alto di una montagna… eppure era come se mi trovassi lì di fronte a lui… una sensazione strana e al contempo inquietante.
Reinberg mi ha detto che intende chiedere a Forges di ricontattare l’Alleanza.
Speriamo lo faccia.Giorno 235
Camminare per i corridoi dell’astronave è un’attività che generalmente mi rilassa. Così è quello che ho fatto oggi, dopo pranzo…
Ancora un incubo questa notte, lo stesso essere di ieri, lo stesso astio nello sguardo… solo che stavolta diceva qualcosa: “Vi sto aspettando…”
So che è vero. So che ci sta aspettando.
So anche chi è… nonostante non abbia prove, SENTO di sapere chi sia…
E’ KRYSALIS.
Lo so come so che questi incubi sono sprazzi di realtà mascherati da sogni…
Comunque, mentre passeggiavo per i corridoi… ho sentito un rumore, distintamente, provenire dal condotto d’aerazione.
Potevano essere topi, ma ormai ero troppo prevenuto per crederlo… e così sono sceso nei laboratori, per verificare lo stato della cassaforte.
Apparentemente sembrava tutto a posto.
I due mistici erano ancora impegnati a tenere sotto controllo la Reliquia Oscura con i loro poteri… e Kora era impegnata in qualche misterioso controllo sul suo terminale.
Mi sono avvicinato a lei e mi sono accorto che aveva il viso contratto… come se qualcosa la preoccupasse.
Le ho chiesto se c’era qualcosa che non andava.
“Sì.” E’ stata la sua perentoria risposta. “Guarda!”
Mi ha mostrato sul video una linea colorata tutta frastagliata che si muoveva in continuazione, alzandosi e abbassandosi velocemente.
“Che cos’è?” Ho chiesto.
“E’ la misurazione dell’energia mistica. Nei giorni scorsi è sempre rimasta pressoché piatta, invece ora ha tutti questi sbalzi…”
“E che significa?”
“Che ci sono dei problemi.” Mi ha risposto con uno sguardo di fuoco. “La Reliquia Oscura ha iniziato a manifestare la propria energia… in parole povere si sta RIBELLANDO ai Mistici!”
“Dai l’allarme.” Le ho detto senza rendermi conto che stavo dando un ordine a un ufficiale con il grado più alto del mio. “Chiama il comandante, che tutti siano armati e pronti a combattere!”
Kora mi ha fulminato con lo sguardo.
“Lo farò QUANDO riterrò necessario farlo.” Mi ha risposto, seccata.
Ho avvicinato il mio volto al suo e l’ho guardata dritto negli occhi.
“Per favore…” le ho sussurrato “fai come dico. La cassaforte sta per aprirsi… se non li avvertiamo non saranno in grado di resistere!”
Kora è rimasta alcuni secondi immobile, poi ha allungato la mano verso la trasmittente.
In quell’istante la misteriosa attività energetica si è fermata.
Di colpo la linea sul video è diventata piatta.
Kora mi ha guardato ancora, la sua espressione la diceva lunga.
“Tu e le tue dannate paure…” ha mormorato scuotendo la testa.
Non ho saputo come replicare.
Ho guardato verso i Mistici… e mi sono bloccato.
Kora se n’è accorta e seguendo il mio sguardo ha potuto fare la mia stessa scoperta: uno dei due Mistici giaceva sul pavimento immobile.
L’altro continuava a tenere imprigionata la Reliquia Oscura con le sole proprie forze ma dal suo volto era scomparsa ogni traccia di concentrazione, lasciando il posto a un disperato e insostenibile sforzo…
Non avrebbe resistito a lungo.
Kora ha afferrato la radio e ha chiamato Forges, chiedendogli di scendere immediatamente insieme a Navarra e Maxwell.
Cinque minuti dopo erano lì con noi.
Maxwell ha presto appurato che il secondo mistico era morto e dall’espressione di orrore che aveva in volto ne ha dedotto che la causa fosse la stessa che ha provocato la morte del primo.
Navarra si è fatto avanti, posizionandosi dalla parte opposta del mistico rimasto, concentrandosi per dar vita al proprio potere psichico.
Dalle sue mani protese è scaturita una sorta di onda d’energia azzurra che si è intrecciata nella stringa che teneva imprigionata la cassaforte … e immediata è stata l’espressione di rilassamento sul volto dell’altro mistico.
Per il momento avevamo sopperito a una necessità, riuscendo a riprendere il controllo della Reliquia, ma quanto sarebbe durato?
“Comandante” ho detto, rivolgendomi a Forges “Deve contattare l’Alleanza, glielo deve dire. La cassaforte ucciderà tutti i mistici, lo sappiamo entrambi… due morti non possono essere una coincidenza!”
Annuendo, Forges ha lasciato il laboratorio, promettendo che avrebbe chiamato il Consiglio.
Quando più tardi è tornato, ci ha informato che i consiglieri si sarebbero riuniti per deliberare in merito alla “faccenda”.
Al più presto, ha promesso Ikki Asano, avrebbe richiamato per darci una risposta.
Sono le tre di notte. Stiamo ancora aspettando.

Giorno 236
Non ho dormito stanotte, ho preso quattro pillole, andando contro i consigli di Maxwell, ma sebbene volessi restare sveglio, non volevo SOGNARE.
Sento che le cose stanno precipitando e temo per la vita di Navarra.
Sebbene lo conosca così poco, nutro simpatia per lui.
L’esito della riunione del Consiglio dei Dodici ci è stato comunicato nel pomeriggio.
Asano è stato chiaro: con una votazione di otto pareri favorevoli, tre contrari e un astenuto, l’Alleanza ha deciso che la Reliquia Oscura RIMANGA a bordo, almeno finché entrambi i Mistici sono ancora in vita.
L’Alleanza ci autorizza ad espellere la Reliquia fin da ora nel caso in cui uno dei due Mistici dovesse morire.
La notizia ha mandato su tutte le furie molti di noi, Michael Shane in particolare. Ancora una volta ha inveito contro l’Alleanza e contro Asano sollevando l’ira di Martin Forges, che l’ha sbattuto contro il muro ordinandogli di smetterla, perché si trova sulla SUA nave e deve rispettarne il SUO equipaggio. Le sue invettive non fanno che alimentare una tensione già fin troppo alta.
Shane ha mandato al diavolo anche il comandante, andandosene via stralunato.
Ho cercato con lo sguardo Nina, ma anche lei se n’era andata.
Mancava pure Yama all’appello.
Dopo che anche Kora e Maxwell se ne sono andati, siamo rimasti a discutere sul da farsi per una mezz’ora, senza venire a capo di nulla.
Forges si rendeva conto della situazione e obbedire all’ordine del Consiglio  era un grande sforzo, perché metteva in pericolo l’intero suo equipaggio. Reinberg era propenso a credere che il Consiglio riponesse grandi speranze nella Reliquia Oscura. A suo parere senza di essa, Krysalis non si sarebbe neppure lasciato avvicinare. Secondo Vov era tutta una follia. Lui era lì dietro compenso e avrebbe fatto tutto il necessario per il buon esito della missione, altrimenti avrebbe ricevuto solo metà del pattuito. Ho trovato la cosa molto cinica e spero di averglielo fatto capire quando ho spiegato che per me il bene del nostro mondo viene prima di tutto il resto, che qualsiasi cosa sia necessaria fare, bisogna farla pensando di dare nuove speranze alla gente per un futuro migliore.

 

Mentre parlavamo di queste cose, all’improvviso, è risuonato l’allarme… quello del LABORATORIO.
Forges e Reinberg sono scattati immediatamente nel corridoio e noi dietro, consapevoli che da quel momento in poi niente sarebbe stato più come prima.
Quando siamo arrivati di sotto, la porta blindata del laboratorio era APERTA. Ci siamo precipitati dentro con le armi in pugno…
La prima cosa che abbiamo visto è stata la cassaforte priva dell’energia di protezione.
Poi abbiamo visto Michael Shane in mezzo alla sala, proprio di fronte alla Reliquia, con una pistola in pugno.
Il terzo Mistico giaceva al suolo in un lago di sangue, mentre Navarra sembrava svanito nel nulla.
Kora era accucciata dietro il pannello di controllo e teneva l’arma puntata contro Shane.
“Basta!” Stava gridando. “Michael, getta la pistola!”
Shane aveva uno sguardo folle.
“Gettala tu, Kora! Non ce l’ho con te! Lasciami stare!”
Noi ci siamo fatti avanti, tenendo Shane sotto mira.
“Gettala, Shane!” Ha intimato Reinberg. “Non fare stupidaggini!”
“Ora c’è rimasto un solo Mistico.” Ha detto con aria soddisfatta. “ADESSO possiamo espellere la cassaforte!”
Ci siamo guardati esterrefatti.
“E’ PER QUESTO CHE L’HAI UCCISO?” Ho sbottato io, incredulo.
Shane mi ha fissato con disprezzo.
“Non è poi tanto diverso dal lasciare il comandante Nazoko chiuso nella cassaforte, no? Tu l’hai fatto per il bene della missione e dell’equipaggio… beh, anche io!”
Ero completamente allibito.
Forges si è fatto avanti con il mitra, intimandogli di nuovo la resa.
Shane ha fatto un passo avanti… ed è stato crivellato di colpi.
Ha urlato per il dolore ed è stato scaraventato a terra dalla forza d’urto.
Mentre cadeva ha premuto il grilletto e una raffica di colpi ha tagliato l’aria… e qualcuno ha gridato.
Ho visto Navarra sbucare da dietro una colonna dove si era nascosto e crollare sul pavimento con un tonfo sordo.
Ho cercato con lo sguardo l’assassino di Shane… e ho visto un’ombra sgusciare dal suo nascondiglio.

Era Maxwell.
E’ venuto avanti sorridente, con un visore a infrarossi davanti agli occhi e un fucile automatico tra le braccia.
“Che diavolo hai fatto?” Gli è sbottato in faccia Michail Vov, afferrandolo per il bavero. “Era sotto controllo ormai!”
Maxwell ha sorriso in modo sinistro.
“Era marcio.” Ha risposto, gelido. “Avrebbe ucciso anche Navarra.”
A quel nome, io e Forges ci siamo precipitati verso il corpo del Mistico.
Navarra era vivo, aveva una brutta ferita su un fianco ma non era gravissima… l’altro mistico invece…
“Ho agito anch’io per il bene della missione” Ha detto Maxwell riconsegnando l’arma al comandante. Forges. “Shane era turbato, squilibrato… avrebbe ceduto prima di tutti noi e ci avrebbe messo in pericolo!”
Kora, uscita dal suo riparo, fissava il cadavere di Michael Shane con uno sguardo che sapeva di compatimento.
“Bryan…” era la voce di Nina. “Shane è morto?”
Lei e Yama erano giunti in quel momento.
“A quanto pare.” Ha risposto Yama per me. “Ma è solo l’inizio. Il passato sta per tornare a tormentarci. Non ne avevate nostalgia?”
Io e Nina lo abbiamo guardato.
Sembrava che Yama fosse particolarmente divertito da come si stavano mettendo le cose. E probabilmente, era l’unico a bordo, ad esserlo. 

 

 

Giorno 237
Maxwell è rimasto in isolamento tutto il giorno. Forges non ha voluto sentire le sue scuse, concedendogli soltanto le prime ore della mattina per controllare lo stato di salute di Navarra. Poi lo ha spedito in isolamento sotto la sorveglianza di Kora Parker.
La donna oggi sembrava quella di sempre, gelida e scostante come al solito. Quel sottile strato di tenerezza che ho visto trasparire in lei ieri dopo la morte di Michael Shane sembra svanito nel nulla.
Ho ricordato al comandante che dovremmo espellere la Reliquia ma Forges mi ha chiesto di aspettare domani. Ha parlato con Navarra e il Mistico gli ha assicurato di essere in grado di creare da solo una stringa energetica per tenerla a bada, almeno per un giorno. Questo lasso di tempo servirà a Forges per informare l’Alleanza degli eventi verificatisi a bordo e per avere il benestare all’espulsione della Reliquia Oscura.
Non mi sono trovato affatto d’accordo con la sua pignoleria, ma ho dovuto sottostarvi.
Stanotte ho dormito solo un paio d’ore, causa le quattro pillole che sto prendendo credo… ma sono riuscito a non sognare nulla.
Il che deve essere un’eccezione, perché gli altri, a quanto dicono, hanno avuto incubi spaventosi.

 

Giorno 238
La morte di Shane, se da un lato ha depresso molto l’equipaggio, dall’altra ha smorzato la tensione che la sua presenza creava ogni volta.
Da questo punto di vista, Maxwell aveva ragione a sostenere che Shane creava dei problemi…
Navarra sta tenendo in piedi la stringa di energia da solo, nonostante sia ferito, debole e sia, ripeto, SOLO.
Non reggerà ancora per molto… ma per fortuna non è necessario, perché tra poco espelleremo la cassaforte nello spazio!
La decisione è stata presa.

Giorno 239
L’apocalisse è forse un coro di urla che implorano alla terra di non tremare, al cielo di non piangere, all’aria di non esplodere?
Se è così, NOI siamo l’Apocalisse… e l’Apocalisse è IERI.
Ed è OGGI.
QUI, ORA. A BORDO.
Semplici parole: E’ DI NUOVO COME L’INIZIO.
Tutto è ricominciato… la cassaforte è ancora a bordo… perché non c’è stato il tempo di espellerla.
Ieri sera, subito dopo aver richiuso il Giornale di Bordo, mi sono arrivate delle urla. Sono uscito in corridoio… c’era Reinberg che ci chiamava tutti a raccolta, perché Kora l’aveva chiamato dal laboratorio dicendo che Navarra stava cedendo e la Reliquia era di nuovo in attività.
Siamo scesi di corsa armati fino ai denti, ma sentivo che sarebbe stato troppo tardi…
La porta blindata era aperta. Di nuovo.
Dentro, anche la cassaforte era APERTA…
L’intero spazio del laboratorio era occupato da un’orda infernale brulicante, un concentrato di esseri immondi che si affollavano gli uni sugli altri per giungere fino alle loro prede…
Kora Parker era immobilizzata dall’orrore.
Aveva il suo mitragliatore, ma non si muoveva.
Francisco Navarra giaceva in ginocchio dinanzi alla Reliquia… sottomesso a un’ombra che si stagliava, imponente, sopra di lui.
“No…” ha bisbigliato Nina, dietro di me. “Ma quello… è NAZOKO!”
Lo era.
Completamente trasformato, divenuto simile per statura e aspetto a un RAZIDE, Ibrahim Nazoko era diventato un Servo della Dannazione… e si stava ancora evolvendo…
Anche ora, dinanzi ai nostri occhi, il suo corpo si muoveva sotto pelle, sistemando arti e filamenti nervosi seguendo percorsi invisibili…
Nazoko ha abbassato la testa… e ha guardato Navarra.
“NO!” Ho gridato, alzando il mitragliatore per colpire “NAVARRA!”
Ho aperto il fuoco assieme a Reinberg, nel momento in cui Nazoko abbassava l’enorme braccio sul Mistico…
Navarra è stato strappato via da dove stava… dall’intervento miracoloso di Yama Watanabe.

Sbucato dal nulla, Yama l’ha tirato via appena in tempo per evitargli una fine ingloriosa.
L’orda demoniaca intanto aveva quasi raggiunto Kora, che nel frattempo era tornata in sé e aveva aperto il fuoco sui mostri sempre più vicini a lei.
Maxwell, Vov e Reinberg sono comparsi al suo fianco tempestando di fuoco i mostri che avanzavano…
Un’ombra è schizzata dalla massa brulicante, sibilando verso Vov.
L’uomo si è girato di lato, schivando la creatura appena in tempo… ma il mostro ha deviato all’ultimo istante e anziché andare a vuoto è finito sulla faccia di Reinberg.
L’ufficiale ha gridato cercando di togliersi quella specie di grossa sanguisuga dal volto… e la sua pelle si è come gonfiata… diventando paonazza…
Vov e Kora hanno afferrato la creatura cercando di strapparla dal viso del compagno e gridando a Maxwell di aiutarli.
Maxwell però non si è mosso. Ha fatto un passo indietro, anzi…
Michail Vov ha puntato il suo fucile automatico Faraday, posizionandolo sul tiro singolo e ha sparato a bruciapelo al mostro, facendolo schizzare via dalla faccia di Reinberg.
Il viso del nostro compagno era ricoperto di pustole e da un liquido bianchiccio rivoltante…
Poi, mentre Nazoko si muoveva insieme all’orda infernale verso di noi, ho capito che la sua meta era la porta… perché varcarla, gli avrebbe dato la conquista dell’astronave.
“Via!” Ho gridato a tutti. “Dobbiamo uscire e chiuderli dentro! Presto”
Le orride sanguisughe sono schizzate in aria all’unisono, proiettandosi verso di noi come frecce scagliate da un arciere.
Forges ha aperto il fuoco contro quell’attacco aereo, mentre Nina e Maxwell guadagnavano l’uscita. Dietro di loro, Kora e Vov trasportavano Reinberg e a chiudere la fila c’era Yama.
Li ho seguiti e mi sono girato a chiamare Forges, temendo il peggio…
Ma lui era proprio dietro di me e un attimo dopo ci richiudevamo la porta blindata alle spalle, confinando l’Inferno oltre quella soglia.
Per tutto il resto del tempo, dal laboratorio abbiamo sentito provenire grida e lamenti terrificanti…
Come già fatto quando eravamo sulla Croce del Nord, abbiamo chiuso tutti i condotti d’aerazione che portavano ai laboratori impedendo a qualunque creatura, anche piccola, di poter lasciare il laboratorio.
Reinberg è in infermeria, Maxwell è con lui e lo sta ancora visitando, svolgendo alcuni test sulle ustioni che sembra aver riportato sul viso.
Le sue condizioni non sembrano preoccupanti, anche se si lamenta molto e non riesce quasi a parlare…
Speriamo solo che non abbia subito alcun tipo di contagio…
Dunque è ricominciato tutto di nuovo.
L’Inferno ci segue ovunque andiamo… o forse no, forse siamo noi a portare l’Inferno…

 

Giorno 240
Orbita di Plutone.
Sole poche righe per scrivere di Reinberg, che sembra stare peggio… ha la febbre altissima, delira, grida… dicendo di vedere i demoni, che i demoni sono venuti a prenderlo… e stasera ha tentato di strangolare Maxwell mentre gli medicava il viso.
Stanotte, inoltre, non ha dormito nessuno di noi… le urla e i lamenti provenienti dal livello sottostante ci hanno impedito di chiudere occhio…
Fortuna che abbiamo le nostre pillole. Stavolta non finiranno, ne abbiamo in abbondanza… e perciò non impazziremo come sulla Croce del Nord.
Almeno spero…

 

Trentaquattresima settimana di volo

Giorno 227
Il nuovo dosaggio sembra tenere lontani gli incubi… tuttavia ho la sensazione che si tratti solo di calma apparente. Lo dico perché oggi è successa un’altra cosa strana.
Innanzitutto, Shane è rimasto tutto il giorno in laboratorio insieme a Kora.
Secondo, Yama oggi si è allenato “sul serio”, recidendo con la sua Katana
le gambe di una sedia.
Terzo, Maxwell ha tenuto una sorta di sermone sull’importanza della tecnologia, su come sia l’unica vera risorsa che abbiamo per contrastare l’Oscura Simmetria, dato che le Arti della Fratellanza sono tenute a freno dai Doni Oscuri. Secondo Maxwell Arti e Doni si equivalgono… e solo grazie all’intervento della tecnologia è possibile abbassare il piatto della bilancia dalla nostra parte. Ha parlato per un’ora, sembrava non fermarsi più… cosa alquanto singolare considerato che è sempre stato un tipo piuttosto taciturno.
Infine, ecco la cosa che mi ha colpito: ero insieme al comandante Forges in plancia. Mi stava mostrando delle carte stellari e i suoi calcoli di volo, per convincermi che saremmo entrati nell’orbita di Plutone entro due settimane e non tre, come precedentemente previsto.
Mentre facevamo questo, è comparso Francisco Navarra.
Si era tolto il suo abito talare e si era infilato un completo nero borchiato che lo rendeva del tutto simile a un Pirata dello Spazio.
Gli abbiamo chiesto dove avesse preso quegli abiti. La sua risposta è stata: “Non chiedetemi dove li ho presi, ma perché li ho indossati”.
I suoi occhi vispi brillavano sopra la barbetta rossa.
“Perché li hai indossati?” ho chiesto allora.
“Perché la luce non sta nel bagliore, ma nell’energia della sua fonte”.
Non abbiamo capito cosa intendesse, quindi è stato più chiaro.
“Da oggi vestirò come voi. Dovete dimenticare che io sono un Mistico, perché una volta giunti su Nero, l’oscurità cercherà innanzitutto me, il suo nemico più potente. Ha già iniziato a farlo.”
“A cercarti?” eravamo sorpresi. “E come lo sai?”
Ci ha guardato, ha sorriso amaramente, poi ha detto:
“Cosa credete che stia per scatenarsi sulle nostre povere teste? Non sentite l’aura maligna che proviene dalla cassaforte? Non avete percepito il male nei vostri sogni?”
“Allora tu mi credi” ho quasi bisbigliato.
“Credo a quello che vedo. ” Ha risposto Navarra. “E io vedo la strada della perdizione davanti a noi!”

 

Giorno 228
La cassaforte . E’ strano… non ci avevo più pensato.
Oggi sono sceso nei laboratori per verificare la situazione.
Kora si è dimostrata fredda nei miei confronti. Con lei c’era Shane, ormai sono inseparabili.
Anche Reinberg era presente.
I Mistici Corporativi erano lì, impegnati nella loro manifestazione di potere energetico… instancabili.
Reinberg ha osservato che la loro forza è leggermente scemata negli ultimi giorni e questo potrebbe spiegare come mai i sogni avessero ripreso a manifestarsi prima di raddoppiare il dosaggio delle pillole.
I tre mistici avevano sguardi inespressivi persi nel vuoto della cassaforte. Il loro impegno era tale che non potevano battere neppure una ciglia. La cosa era impressionante… come potevano resistere giorni e giorni senza nutrirsi né riposare?
“Sono come delle macchine” mi ha spiegato Reinberg indovinando i miei pensieri “Il loro sostentamento proviene dalla stessa energia che riescono a creare. Comunque, ogni giorno Maxwell viene qui e gli attacca delle flebo di sostanze ricche di proteine, vitamine e quant’altro necessitano per non svenire dalla stanchezza.”
Mentre mi spiegava queste cose, Kora mi è passata accanto, pizzicandomi il sedere con disinvoltura.
L’ho guardata.
Accompagnata da Shane è entrata nella camera di isolamento e hanno chiuso la porta dietro di loro.
Ho domandato a Reinberg se si fosse accorto del fatto e lui ha risposto che non dovevo sorprendermi, perché Kora aveva una personalità particolare.
Il suo sorriso mi ha comunicato che anche lui doveva essere entrato in quella stanza con lei in passato.
Ho guardato di nuovo la cassaforte … scoprendo che mi terrorizzava la sua vista.
Improvvisamente mi rendevo conto di un’altra cosa: aveva perso tutto il suo rivestimento di metallo sotto il bombardamento d’energia dei Mistici e quello che era visibile adesso era il suo vero aspetto, dove spiccavano abominevoli incisioni di demoni e uccisioni e tutta una serie di scritte incomprensibili dall’aspetto inquietante…
La cassaforte era lì… e io non potevo far niente per distruggerla.
Se solo l’Alleanza si rendesse conto del potere maligno che vi risiede…non saremmo qui, ora, in trappola in un’astronave destinata a morire su Nero con tutto il suo equipaggio!

 

Giorno 229
Di nuovo gli incubi.
Tornano come la marea… e si fanno sempre più orribili.
Stavolta ho visto qualcosa di… non so descrivere lo stato d’animo che avevo… ma ho visto quello che è diventato Ibrahim Nazoko… ho visto DENTRO la cassaforte come se mi ci trovassi dentro… e nel sogno avvertivo un tanfo insopportabile, un miscuglio di sangue e carne fresca misto a odore di fango ed escrementi… poi ho visto gli occhi, gialli e grandi, che mi fissavano dal buio. Allora ho iniziato a distinguere le forme… e ho VISTO.

Una figura immensa, una massa pulsante che mutava forma lentamente… cercava di completare la propria trasmutazione.
Ecco cosa sta accadendo a Nazoko, il NOSTRO comandante…si sta trasformando. SO che è tutto vero, SO che Nazoko è ancora vivo… SO che presto riuscirà ad aprirsi un varco, quando la mutazione, qualsiasi cosa stia diventando, sarà completata…
Mi sono svegliato urlando il suo nome.
Ibrahim.
Più tardi ho visto Shane.

Era stravolto ed ho capito subito il perché.
Mi si è avvicinato, domandandomi se avevo sognato.
Se avevo sognato LUI.
Il comandante.
Gli ho risposto di sì, allora i suoi occhi sono diventati lucidi e mi ha guardato con disprezzo.
“Non dovevi lasciarlo lì” mi ha detto. “Ora pagheremo tutti per una colpa che è soltanto TUA!”
Poi se n’è andato, lasciandomi da solo con i miei rimorsi.
Nel pomeriggio ho avuto modo di restare solo con Nina, che tuttavia non vuole neppure guardarmi. Se mi parla, lo fa fissando il pavimento o fingendo di aggiustarsi i capelli… continua a dire che non si piace più, che sta diventando un mostro… ma a volte dubito che si riferisca all’aspetto… penso piuttosto che parli della sua anima.
Vorrei dirle che si sbaglia, che lei è una persona fantastica, speciale… forte come nessun altro qui dentro… ma so che non mi crederebbe.

 

Giorno 230
Abbiamo sognato di nuovo. TUTTI. L’unico ad affermare di non averlo fatto è Yama, che ci ha riso in faccia dicendoci che siamo dei codardi.
Non lo riconosco più, è completamente diverso dal Jito che conoscevo.
Il comandante Forges era pallido stamattina, credo che il sogno – un miscuglio di vermi striscianti sopra una fossa comune stracolma di pezzi di cadaveri umani e non – lo abbia colpito più degli altri.
Shane ha chiesto a Maxwell di triplicargli le dosi, ma l’ufficiale tecnico si è rifiutato, dicendo che sarebbe deleterio per il nostro organismo.
Se avesse potuto, Shane gli avrebbe sparato in fronte… lo sguardo che aveva, diceva tutto.
La pazzia sta riapparendo… cavalca un’onda chiamata incubo e sta tornando a completare la sua opera devastatrice.

 

Giorno 231
Oggi uno dei tre Mistici Corporativi è morto.
Non ne conosco neppure il nome, nessuno a bordo sa come si chiamino, è un’informazione che, a sentire Forges, l’Alleanza ha decretato Top Secret. E’ successo stanotte in realtà, ma il suo corpo è stato rinvenuto solo in mattinata da Kora Parker. Apparentemente non presenta ferite, per cui Maxwell ha deciso di eseguire un’autopsia accurata. Domani sapremo qualcosa in più.
L’evento ha scosso tutti, anche perché il sentore che dietro alla morte del Mistico ci sia la cassaforte è presente dentro di noi al pari di una tragica certezza.
Shane ha chiesto formalmente a Forges di espellere la Reliquia Oscura dall’astronave. Forges ha promesso di contattare l’Alleanza, ma solo SE dall’autopsia emergeranno prove a sostegno della sua tesi, il che praticamente significa che non la chiamerà mai, perché sappiamo bene tutti che la cassaforte agisce all’INTERNO DELL’ANIMA… arrivando solo dopo ad intaccare l’aspetto esteriore.
Stanotte abbiamo sognato ancora.
Distese di terra nera da cui uscivano braccia cadaveriche e teschi dagli occhi scarlatti…
Navarra non ha fiatato per tutto il tempo oggi, ma il suo sguardo era cupo come non avevo mai visto fino ad ora.
La sua profezia si sta avverando.

 

Giorno 232
L’autopsia ha rivelato che la morte del Mistico è stata causata da un ARRESTO CARDIACO. L’espressione del volto poi, indica chiaramente che l’uomo è MORTO DI PAURA. Qualcosa l’ha terrorizzato a tal punto da fermargli il cuore.
Martin Forges si è chiuso in sala radio insieme ad Aaron Reinberg e ha chiamato l’Alleanza, esponendo loro i fatti.
Quando ne è uscito, aveva un’aria sconsolata che mi ha immediatamente comunicato il responso del Consiglio.
“Dobbiamo resistere” ci ha spiegato Forges “Non possiamo espellere la Reliquia Oscura, a meno che non muoia un altro Mistico. Secondo la Fratellanza DUE MISTICI sono in grado di tenere sotto controllo gli influssi dell’Oscura Simmetria presenti nella Reliquia. Il terzo mistico aveva la funzione di rafforzare il cerchio magico, ma non era indispensabile.”
Parole che, devo ammetterlo, in parte mi hanno confortato, ma in parte mi hanno spaventato… perché ho la sgradevole impressione che il Consiglio abbia mentito sia a Forges che a se stesso.
Nina è sempre più silenziosa, non ci siamo parlati né ieri né oggi.
Mi manca il suo sorriso…

 

Giorno 233
Dopo stanotte, Maxwell ci ha permesso di triplicare il dosaggio dei sonniferi, raccomandandosi però di NON andare oltre tre pillole o rischiamo di non svegliarci più.
Stanotte… un sogno ancor peggiore dei giorni scorsi…
Abbiamo visto noi stessi, sperduti su Nero, circondati da orde di mostri inferociti, necromutanti assetati di sangue, legionari benedetti, legionari urlanti… creature che mente umana non riuscirebbe a concepire…
Ci circondavano e ci massacravano… staccandoci braccia, gambe, teste…

Non riesco a scrivere oltre… domani. Meglio continuare domani.

 

Trentatreesima settimana di volo

Giorno 220
Stendere il rapporto con Nina ci ha permesso di stare un po’ insieme.
Ormai ogni momento con lei è un attimo di vita in più per me…
Sento di amarla oltre ogni cosa conosciuta… Kora è un ricordo ormai, d’altra parte non vederla quasi mai mi permette di dimenticarla più facilmente.
E’ rintanata nel laboratorio diciotto ore su ventiquattro.

Nina invece è sempre sotto i miei occhi… ma è così fredda…
Ho ancora vivido in me il ricordo di quello che secondo lei è stato un “sogno ad occhi aperti”… e che ora non riesco a identificare più.
Quel giorno ero CERTO che fosse accaduto tutto realmente… ma ora… ora non più.
Forse ha ragione lei.
E’ stato solo un sogno a occhi aperti. Un bellissimo sogno.

 

Giorno 221
Una pioggia di meteore ha scosso la nave oggi e abbiamo ballato un po’. Per fortuna non sono stati registrati danni seri.
Ho provato a parlare con Yama nel pomeriggio, ma lui mi ha detto chiaramente che preferisce che io gli stia lontano.
“Volevo solo dirti quanto mi dispiace” gli ho detto “Anche se non serve a molto, voglio dirti che mi dispiace tanto per quello che ti abbiamo fatto.”
Allora mi ha guardato.
I suoi occhi tradivano collera e disgusto.
“Non me ne faccio niente” mi ha risposto ” dimentichi che mi avete ucciso? Come posso perdonare questo? Io ho resistito… mi sono rifiutato di dormire, ho lottato contro l’oscurità… mentre voi vi siete lasciati prendere!”
Non ho saputo replicare.
E me ne sono andato.
Più tardi Shane è uscito dall’isolamento.
Non ha voluto parlarmi, si è chiuso in cabina e ci è rimasto per tutto il giorno.
L’impressione generale è che stiamo cadendo a pezzi…

 

 

Giorno 222
Stanotte ho avuto di nuovo quell’incubo. Nina era ferma sull’abisso di oscurità e guardava giù. Accanto a lei stavolta c’era Michael Shane, che le sussurrava di buttarsi… perché McCall – le diceva, e cioè io! – l’aveva tradita con Kora… e Nina non aveva più niente cui aggrapparsi…
Nina guardava verso di me… e si buttava nel baratro.
Urlando mi sono svegliato.
Accanto a me c’era di nuovo Nina… sopra le lenzuola. Il suo lieve respiro mi diceva che stava dormendo. L’ho scossa un po’, deciso a svegliarla… affinché ricordasse cosa stava facendo… affinché fosse consapevole di ciò che era successo tra noi…
Ha aperto gli occhi, mi ha sorriso… SORRISO!!!
L’ho baciata, l’ho stretta forte.
“Ti amo” le ho detto “Ora non potrai dire che non è successo niente tra noi…”
L’ho guardata di nuovo.
Non sorrideva più.
Si è alzata di scatto e si è messa a sedere.
“Non devo stare qui!” Ha detto, iniziando a vestirsi.
Ho cercato di fermarla, le ho detto che non doveva scappare da me… ma lei non mi ha risposto.
Mi ha IGNORATO, continuando a vestirsi.
E’ andata ad aprire la cabina e le sono andato davanti, impedendole di uscire. Ero nudo… ma ero privo di qualsiasi vergogna.
La sentivo così vicina a me… così mia… che ero felice che mi vedesse nella mia nudità.
Stavo condividendo con lei tutto di me.
“No” le ho detto “Ti prego, resta. Parliamo…”
Mi ha guardato… con occhi completamente diversi da prima…
“Non abbiamo nulla di cui parlare” ha risposto.
“E quello che è successo tra noi?”
“Non è successo niente tra noi” ha detto, ma non osava guardarmi nel dirlo.
“Oh no. Eri qui… SEI qui. Abbiamo fatto l’amore. Tu mi ami, Nina… TU MI AMI COME IO AMO TE!”
Mi ha colpito con una ginocchiata nello stomaco e mi ha spinto sul pavimento, aprendo la porta e scomparendo in un istante.
Non sono più andato a cercarla.
Ho bisogno di capire che cosa le sta succedendo…

 

Giorno 223
Ho sorpreso Yama ad allenarsi, oggi, nei corridoi della nave.
Armeggiava la sua Katana con un’abilità straordinaria. Sono certo che è
molto più veloce di me nell’uso delle armi bianche. Sono stato ad osservarlo a lungo. Le forme che faceva erano davvero notevoli… e poi si muoveva con veemenza, fendendo l’aria come se volesse colpire qualcuno… come se sapesse esattamente verso chi indirizzare la sua ira, il suo odio…
Non mi sono mostrato.
L’ho lasciato ai suoi allenamenti e sono andato a cercare qualcuno con cui parlare. Un tempo Yama sarebbe stato il mio confidente… ma le cose ormai sono degenerate tra noi. Come posso biasimarlo?
Ho trovato Michail Vov.
Gli ho chiesto se aveva un minuto e mi ha risposto di sì.
Gli ho parlato di Nina, di quello che ci sta capitando… gli ho parlato anche di Yama. Non so perché gli ho raccontato tutte queste cose… forse perché è stato lui a fermarci prima che potessimo uccidere Nina.
Forse ha la mia fiducia per questo.
Sarà un motivo sufficiente?
Comunque non si è dimostrato un gran consigliere. Mi ha detto che secondo lui la loro reazione è del tutto normale… che sarebbe stato strano il contrario invece.
L’unica cosa che mi ha colpito è stata questa frase: “Avete valicato il confine tra la vita e la morte… il limite spirituale delle vostre anime, visitando un limbo in cui è pericoloso avventurarsi. Il punto è: cosa avete riportato indietro da quel posto? Quali residui ha lasciato dentro di voi?”

 

Giorno 224
I sogni stanno ricominciando.
E’ così, non ci sono più dubbi…
Oggi si sono lamentati in molti. Reinberg, Kora e Maxwell affermano di aver avuto degli incubi. Ho indagato… e ho scoperto che si trattava grossomodo dello stesso sogno: una distesa di terra scura, irta di piante spinose che crescevano a dismisura spaziava all’orizzonte. Creature alate nere scendevano in picchiata assetati di sangue…
Per fortuna noi superstiti della Croce del Nord stiamo prendendo le pillole contro l’insonnia. Sono l’unica cosa che può salvarci.
Ne ho parlato con gli altri, ho consigliato di prenderle.
Nessuno sembra volermi ascoltare.
Reinberg sostiene che si è trattato di una strana coincidenza, Maxwell ha fornito una spiegazione psicologica razionale, nel senso che secondo lui aver saputo della nostra vicenda li ha in qualche modo condizionati.
Kora ha semplicemente detto che per lei non era un problema resistere a un incubo, dato che nella sua vita ne aveva vissuti tanti ad occhi aperti.
Oggi Nina mi ha lanciato uno sguardo.
Un piccolo passo avanti?

 

Giorno 225
Stanotte hanno sognato tutti. TUTTI.
E’ terribile… anch’io ho sognato. Nonostante le pillole… ho sognato creature immonde sbucare dal suolo e trascinarmi dentro un oscuro abisso… mani artigliate dilaniavano le mie carni e io affogavo nel sangue e nella terra…
Quest’incubo è stato sognato da TUTTI.
La reazione è stata veemente. Shane ha iniziato a maledire la missione e l’Alleanza. Ha detto a Forges che pretende di essere riportato indietro, che rinuncia al compenso pattuito, che è disposto a passare il resto della sua vita nelle carceri della Fratellanza… ma non può sopportare l’idea di andare avanti.
La cosa inquietante è che Yama sembrava divertito dal comportamento di Shane…
Era come se vedesse compiersi una sorta di vendetta…
Maxwell ha consigliato di raddoppiare il dosaggio delle pillole. E’ probabile che avvicinarsi a Nero comporti nella nostra psiche uno sfasamento tale da necessitare di una doppia dose del nostro medicinale.
Un’altra cosa mi ha sorpreso: Nina non era per nulla turbata dal fatto di aver sognato. Ha reagito meglio di tutti noi, almeno così mi è parso… e non so se sia una cosa buona.

 

Giorno 226
Stanotte è andata bene. Il doppio dosaggio ha avuto effetto.
Passeggiavo nei corridoio dopo pranzo e ho visto una cosa che mi ha colpito: Kora Parker e Michael Shane insieme, schiacciati contro un angolo, che facevano sesso, in piedi.
Ansimavano avvinghiati l’uno all’altra in modo eccitante… mi sono sorpreso a spiarli e me ne sono vergognato. E pensare che la prima volta, lei l’aveva respinto malamente…
Mentre mi giravo per andarmene, ho sentito la voce di Kora rivolgersi a me: “Bryan, vuoi venire anche tu?”
L’ho guardata.
Mi fissava con uno sguardo lascivo che mi ha disarmato.
Stavo per andare.
Poi ho incrociato gli occhi di Shane: sorrideva mentre leccava il collo della donna e ho provato un brivido di orrore.
ORRORE. Perché mi ha ricordato il passato… e ho rivisto un barlume di follia nei suoi occhi…

 

Trentaduesima settimana di volo

Giorno 213
Ho osservato attentamente Yama per tutto il giorno, oggi.
Ho voluto farlo per capire… per capire chi abbiamo davanti, chi è tornato dall’al di là, se il nostro amico o un clone senz’anima.
Non ha parlato mai con nessuno, eccetto il dottor Maxwell.
Nina ha provato ad avvicinarlo, ma lui l’ha scansata, non in modo cruento come successo con Shane, ma l’ha respinta.
Non ha fatto altro che starsene in disparte, con lo sguardo fisso in vuoti pensieri.
Ho chiesto a Maxwell se Yama tornerà mai quello di un tempo e lui mi ha risposto che il suo cambiamento è stato causato da noi, da quello che gli abbiamo fatto. La sua mente ricorda… e rifiuta la nostra vicinanza.
Ho provato a domandare a Maxwell se provi del  rimorso per averlo riportato in vita e mi ha guardato come se stessi bestemmiando. Mi ha detto che il suo unico rimorso è quello di non avergli cancellato la memoria, come avrebbe potuto fare. In quel caso Yama non avrebbe ricordato nulla, sarebbe stato un uomo del tutto NUOVO.
In tutta sincerità, Maxwell non è il tipo di persona che mi ispiri fiducia né ammirazione. Non posso fare a meno di paragonarlo al dottor Lowell, e mi rendo conto di come James avesse un senso dell’etica decisamente superiore.

 

Giorno 214
Oggi è venuta a bussare alla mia cabina Kora Parker.
Mi ha chiesto di seguirla nei laboratori, doveva mostrarmi qualcosa… e così siamo scesi di sotto. Mi ha condotto in un’ala del laboratorio dove non ero mai stato. Si trattava di una stanza VUOTA.
Quando la porta si è chiusa, mi ha detto che ci trovavamo in una camera asettica, predisposta come luogo di isolamento o di quarantena. Il suo grado di isolamento acustico non permetteva ai suoni di uscire all’esterno… quindi qualsiasi cosa fosse successa all’interno non sarebbe stata udita al di fuori.
Le ho chiesto perché mi avesse portato lì.
Lei si è slacciata il corpetto, mostrandomi i grandi seni bronzei…
Non ha detto una parola, si è avvicinata e mi ha attirato verso di lei a forza…
Non ho saputo resistere.
Ho pensato a Nina… ma allo stesso tempo ero conscio della sua lontananza… e della vicinanza di Kora.
Abbiamo fatto l’amore sul freddo pavimento, eccitati come non mai.
Quando abbiamo finito, avevo una serie di graffi sulla schiena e il sapore della sua lingua in bocca.
“Conosci la strada, vero?” Mi ha detto gelida mentre si rivestiva.
Questo particolare mi ha svelato che non ero stato altro che un diversivo per lei, un gioco… o forse un puro sfogo sessuale.
L’idea non mi dispiace.
Il mio cuore… batte ancora per Nina… nonostante tutto.

 

Giorno 215
Kora. E’ da stamattina che non riesco a togliermela dalla mente.
E’ una donna selvaggia, così irruente e decisa…
Ho passato del tempo con Nina nel pomeriggio, ma continuava a balzarmi alla mente il ricordo di ieri… del corpo avvinghiato di Kora… dei suoi seni caldi e avvolgenti…
Il pensiero mi comunica vita.
Invece gli occhi spenti di Nina insinuano in me solo ombre… tristezza e nostalgia. Quando la guardo, è come se avessi davanti un bel ricordo che pian piano sta sfumando…
Non è più la stessa donna che ho amato… ma non riesco a non amarla ancora…
Solo che non riesco più a penetrare la sua barriera…

 

Giorno 216
Francisco Navarra ha una personalità eccezionale. Non so spiegarmi il perché di quest’affermazione, in fondo lo conosco poco… tuttavia quando parla, quando ci spiega di come la FEDE possa annientare con la sua luce il buio dell’oscurità, non riesco a non credergli…
Sento la sua forza in me… sento il coraggio tornare nel mio cuore… sento rinascere nuove speranze…
Sento che forse dopotutto la missione può avere successo.
“Noi porteremo la LUCE su Nero” mi ha detto oggi, in disparte “Non devi temere per le nostre vite, né per la tua… non sono veramente importanti… ciò che è importante è la vita del nostro mondo futuro… è la speranza che porteremo nella nostra civiltà, nel cuore della gente…”
Grandi parole. Immense.
Io tengo alla mia vita… ma avendo sperimentato la morte interiore, posso affermare che è GIUSTO e DOVEROSO andare avanti, fino in fondo.

 

Giorno 217
Ho provato a parlare a Nina di ciò che mi ha detto ieri Navarra.
E’ strano… mi ascoltava, eppure nei suoi occhi continuavo a vedere un vuoto sconfinato. Era come se lei non fosse veramente lì, come se non mi ascoltasse davvero…
La sento così lontana… e invece vorrei… vorrei vederla di nuovo sorridere.

 

Giorno 218
Stanotte ho avuto di nuovo un incubo.
Stavolta diverso… perché non aveva me come protagonista… bensì Nina. Era sull’orlo di un abisso e guardava in basso, verso il mare dell’oscurità. Neri flutti di morte si protendevano come onde verso di lei… e il suo sguardo era vivo… sapevo che ne era attratta, sapevo che si sarebbe lasciata andare se solo avesse voluto…
Nel sogno la chiamavo, ma lei non si girava.
Poi, metteva un piede nell’abisso… io gridavo… e la vedevo precipitare nel baratro…

Al mio risveglio Nina era accanto a me, nel letto.
Era nuda e stava dormendo dolcemente.
Sono rimasto a guardarla a lungo, incredulo.
Non ricordo affatto di averla invitata ad entrare, né ricordo di averla sentita intrufolarsi in cabina… né avrebbe potuto, giacché ho preso l’abitudine di chiudermi dentro dall’interno.
Né ricordo di aver fatto l’amore con lei…
Le ho accarezzato piano la pelle… e ho scoperto lo splendido tatuaggio che ha sulla schiena, un tribale sferico dal significato enigmatico.
Poi devo essermi riaddormentato.
E quando mi sono risvegliato, stamattina, di lei era sparita ogni traccia.
Avevo solo il suo profumo ancora nelle narici…
Quello che è successo dopo, è ancora più assurdo.
Sono andato a cercarla e l’ho trovata in sala mensa, che faceva colazione da sola. Le ho chiesto come mai se n’era andata senza salutarmi, al che mi ha guardato come se fossi pazzo.
Le ho ricordato che aveva passato la notte con me… e lei si è alzata di scatto guardandomi con occhi pieni di terribile astio, che mi ha ferito in fondo all’anima.
“Non voglio più avere nulla a che fare con te” mi ha risposto “Non sognare a occhi aperti!”
E se n’è andata…

 

Giorno 219
Michael Shane ha dato i numeri oggi. E’ scoppiato stamattina, mentre il comandante Forges ci metteva al corrente del fatto che l’Alleanza aveva deliberato che uno dei sopravvissuti della Croce del Nord avrebbe dovuto stendere un rapporto dettagliato su come si erano svolti i fatti, rapporto che avrebbe poi dovuto essere inoltrato via satellite.
Shane ha inveito contro Asano mentre era collegato, accusandolo di essere un idiota, che non si rende conto che NESSUNO DI NOI può fare quel rapporto… perché ognuno di noi ha vissuto quei momenti in modi differenti… e che ognuno di noi avrebbe buoni motivi per mentire nel rapporto… e omettere fatti invece accaduti.
Ikki Asano l’ha richiamato all’ordine e con lui gli altri Consiglieri, ma Shane lo ha mandato al diavolo e si è girato per andarsene.
Asano ha ordinato a Forges di mettere Shane agli arresti.
Il comandante ha fermato Shane, il quale ha reagito aggredendolo.
Io e Vov siamo intervenuti per separarli… ma Shane è riuscito a sfilare la pistola a Forges, puntandocela contro.
Forges ha reagito, tentando di disarmarlo… e prima che Shane potesse compiere ulteriori follie, Vov l’ha bloccato da dietro, permettendo a me e Forges di disarmarlo.
Ora è nella stanza di isolamento dei laboratori, ma niente mi toglie dalla testa che Shane avesse ragione. E’ stato deciso che il rapporto venga steso da me e Nina insieme, ma è tutto così inutile… e cosa diremo di quanto è successo tra noi? Certo non potremo mentire, perché i nostri soccorritori ci hanno sorpreso a compiere atti inumani che non potremo fare a meno di menzionare…
Ma forse è meglio così, è bene che l’Alleanza SAPPIA… a cosa ci stanno mandando incontro…

 

Trentunesima settimana di volo

Giorno 206
Kora Parker è uscita dal suo rifugio segreto oggi.
Che donna… che fianchi… e che corpo!
E che carattere…
Shane oggi ha provato ad agganciarla, ma lei lo ha prontamente respinto parlando chiaro subito, dicendogli che non intende perdere tempo con un rammollito della sua risma.
Shane se l’è presa. Ma chi non se la sarebbe presa, in fondo?
Io le ho parlato appena, Kora è tutta presa da Maxwell, credo che tra i due ci sia qualcosa. Parlavano di un certo “progetto” relativo a una certa “cavia”.
Ancora segreti… ne ho abbastanza.
Che cosa stanno tramando?

 

Giorno 207
Reinberg mi ha appena detto che l’Alleanza vuole che noi sopravvissuti della Croce del Nord seguiamo gli esperimenti Top Secret in prima persona.
Quali siano questi esperimenti non ci è dato saperlo ancora, ma Reinberg è stato chiaro: Ikki Asano in persona ha preteso che noi supervisionassimo gli esperimenti.
Così domani scenderemo nel laboratorio e scopriremo cosa si cela laggiù… oltre alla cassaforte, il nostro incubo peggiore.
Secondo Nina, tutto questo non porterà a niente di buono…
E io le credo.

 

Giorno 208
E’ quasi mezzanotte, ho appena la forza per scrivere questo: Yama Watanabe non è morto.

 

Giorno 209
Il dottor Maxwell ha lavorato su Yama dal giorno in cui ci hanno detto che era morto. In realtà non era così. Lo hanno semplicemente trasferito nel laboratorio Top Secret. E qui… lo hanno trasformato in un qualcosa che non so definire… un uomo con gli arti artificiali e una pompa meccanica a sostegno del cuore altrimenti inutilizzabile. Soltanto la mente è quella del nostro amico, una parte almeno. Il suo corpo è diventato una corazza cibernetica infrangibile.
Lo abbiamo incontrato solo oggi, ieri ci siamo limitati ad osservare i suoi progressi nascosti al di qua del vetro.
Vive in una stanza trasparente, in modo che Maxwell possa controllare tutte le sue azioni per valutarne razionalità ed equilibrio.
Ci ha riconosciuto naturalmente… e per lui vederci è stato pari a uno shock.
Maxwell ci ha spiegato che sarebbe potuto accadere, anzi era perfettamente prevedibile questo.
Yama ci ha apostrofato malamente, invitandoci a stare lontani da lui.
Shane si è avvicinato troppo e lui l’ha colpito, con una rapidità incredibile… e con una forza sovrumana… all’improvviso, si è mosso e gli ha dato un pugno, dritto in volto.
Shane è finito a terra col naso fratturato in mezzo a un fiume di sangue che ha ridipinto di rosso il pavimento.
Maxwell è intervenuto minacciando di iniettargli un calmante e Yama si è tranquillizzato, rientrando nella sua stanza asettica.
Yama… vivo.
Non so se essere felice per lui… o se compatirlo.
In fondo, significa che l’orrore per lui, come per noi, ancora non è finito.

 

Giorno 210
Motivazioni:
1. Capacità scientifica per farlo
2. Ordine di Ikki Asano
3. Disponibilità dei mezzi necessari
4. Necessità di maggiori forze in vista della missione su Nero
5. Raggiungimento di una nuova frontiera nella bio-ingegneria genetica
Queste le motivazioni che hanno spinto Maxwell a riportare in vita Yama.
Ho dovuto chiederglielo, perché l’avesse fatto… in fondo ridare a un uomo la coscienza della propria morte, avvenuta per opera di compagni che credeva amici, e che anziché aiutarlo, lo hanno… mangiato… non mi sembrava e non mi sembra tuttora una buona idea.
Non che non sia contento che Yama sia vivo… ma è davvero lo stesso Yama che conoscevo fino a pochi giorni fa?
Il suo sguardo sembra così diverso…

 

Giorno 211
Diciotto giorni fa Yama era morto. Almeno così credevamo.
Ora non solo è vivo, ma è una perfetta macchina da guerra.
Come può un uomo solo – il dr. Maxwell – esser riuscito a ricostruire il corpo del Jito in sì breve tempo?
Dubito di lui… qualcosa mi dice che devo dubitare dei mezzi che ha usato… la Fratellanza ha sempre disprezzato la tecnologia della Cybertronic… ora perché quest’alleanza? Cos’è successo per aver spinto il Cardinale a FIDARSI della Cybertronic?
Non era forse sospettata DA SEMPRE di avere legami con l’oscurità?
E allora perché? PERCHE’, dannazione?
Guardo il dottor Maxwell e mi sento i brividi addosso.
Se morirò, mi trasformerà – come Yama – in una macchina da guerra con un briciolo residuo di cervello? Ricorderò i giorni dell’agonia e del sangue della Croce del Nord? Vivrò ingabbiato in un corpo cibernetico per un volere a me estraneo?
Al diavolo tutto…
Fra circa tre mesi giungeremo a destinazione.
E nessuno qui, eccetto me, Nina e Shane… e forse Yama, ha la più pallida idea di cosa significherà.

 

Giorno 212
Aaron Reinberg ha perso un po’ di tempo con noi stamattina. Ha voluto spiegarci che non dobbiamo pensare che siano dei folli, degli irresponsabili. La Fratellanza e la Cybertronic hanno dato vita al Secret Pact per uno scopo nobile, anche se i mezzi usati si sono rivelati del tutto sbagliati. L’Alleanza ha voluto sfruttare questo, le basi su cui si fondava il Secret Pact, per costruire un piano ingegnoso che possa darci una possibilità di successo in più.
Io ho cercato di spiegargli che dovrebbe ricordare cos’ha visto quando ha fatto irruzione sulla Croce del Nord… a come eravamo ridotti… a quanta follia avessimo dentro…
Lo sa bene, ha risposto, ma sa anche che il terrore generato dall’Oscura Simmetria DEVE in qualche modo avere fine.
Se esiste una possibilità di successo, allora è necessario tentarla.
Non abbiamo insistito oltre.
Lo capisco. Ma capisco anche che finirà tutto nel peggiore dei modi.
Com’è già successo.

 

Trentesima settimana di volo

Giorno 199
Ne ho parlato con Nina e con Shane.
Studieremo un piano per liberarci della cassaforte.
Domani, durante la cena, verseremo nei bicchieri dei sonniferi.
Quando gli altri dormiranno, noi getteremo la Reliquia Oscura nello spazio esterno.

 

Giorno 200
Ci siamo. Stiamo per andare a cena.
Sono stato nervoso tutto il giorno… e non solo io.
Credo che Navarra se ne sia accorto, ma non penso possa sospettare dei nostri piani. Controllerò che beva il suo bicchiere in modo da esser certo che assuma il sonnifero.
Controlleremo che TUTTI bevano dai loro bicchieri.
Non sto nella pelle.
Sbarazzarmi di quella maledetta cassaforte sta diventando il mio unico scopo in questa missione.

 

Giorno 201
Il piano è riuscito… ed è fallito.
L’equipaggio della Libellula Azzurra si è addormentato, e fin qui il piano è andato bene.
Abbiamo preso le chiavi al comandante e siamo scesi di sotto, provando ad aprire la porta blindata dietro la quale si cela la cassaforte.
Quando siamo entrati, quello che abbiamo trovato ci ha lasciati di sasso.
Altro che piccolo equipaggio…
Dentro c’era un immenso laboratorio elettronico dove degli uomini stavano intorno a un’enorme gabbia di energia nella quale era tenuta la cassaforte.
Uno degli uomini ci ha visto e ha gridato un ordine.
La donna che era con lui ha estratto dal nulla un mitragliatore leggero e ce lo ha puntato contro, intimandoci la resa.
Ho guardato Nina e Shane.
Avremmo certamente potuto reagire… ma al di là di quei due in tenuta militare c’erano altri tre uomini, impegnati in qualcosa che ci ha indotti a desistere.
Erano fermi in piedi, disposti a triangolo intorno alla cassaforte … ed erano loro a creare quell’energia che vedevamo.
Erano Mistici della Fratellanza, almeno questa è stata la nostra prima impressione.
Abbiamo gettato le armi.
L’uomo si è fatto avanti, domandandoci che ci facevamo lì.
Shane gli ha risposto che volevamo distruggere la cassaforte e io ho rincarato la dose dicendo loro che erano pazzi se credevano di poterla controllare.
L’uomo si è presentato come Aaron Reinberg, comandante in seconda.
La donna era Kora Parker, addetta alla vigilanza interna del laboratorio, decretato Top Secret per ordine dell’Alleanza.
I Mistici non si sono mai avvicinati a noi, la loro concentrazione era altrove.
“Sono Mistici Corporativi” ha spiegato Reinberg, decidendo che non eravamo più una minaccia “Forse è una novità per voi. Un gentile prestito del Cardinale ai fini della VOSTRA missione”
“Che ormai è NOSTRA” ha aggiunto Kora.
Poi ci hanno chiesto degli altri e abbiamo confessato il nostro marchingegno.
Reinberg è venuto su con noi e quando finalmente il comandante si è risvegliato, il rapporto che ha ricevuto dal suo vice non lo ha per nulla soddisfatto.
Forges ci ha confinato nei nostri alloggi annunciando la sua intenzione di non farci mettere più piede in alcun’altra zona della nave ad eccezione della sala mensa.
Non abbiamo protestato, più che altro perché avevamo bisogno di parlare tra noi e trarre le opportune conclusioni.

 

Giorno 202
Orbita di Nettuno.
Siamo sempre più vicini… quasi non riesco a credere di essere tanto lontano da casa…
Nina, Shane ed io abbiamo stabilito un accordo. Non tenteremo altri colpi di testa, almeno fino a quando non avremo maggiormente chiara la situazione. E’ strano… ma quando ho visto i mistici tenere soggiogata la cassaforte ho avuto la speranza che fosse una cosa possibile… che quell’oscurità che ben conosco fosse definitivamente in trappola.
Perciò abbiamo parlato al comandante, dandogli la nostra parola che può fidarsi di noi.

 

Giorno 203
Oggi c’è stata una forte discussione tra Vov e Shane.
I due sono quasi venuti alle mani. E’ nato tutto in seguito a quello che abbiamo fatto ieri. Vov è venuto da noi mentre eravamo in sala mensa a pranzo e si è seduto con aria strafottente, dicendoci di non provare più a prendere iniziative del genere. Gli abbiamo risposto che può parlare così solo perché non si rende conto di quello che abbiamo passato.
“Non sto dicendo che non avevate motivazioni valide” ha precisato “dico solo che è stato stupido farlo.”
Al che Shane si è infervorato, accusandolo di superficialità.
Vov l’ha preso per il bavero e i due si sarebbero picchiati se io e Nina non li avessimo separati.
Più tardi ho trovato Vov da solo e gli ho parlato.
Gli ho chiesto che cosa vede, quando ci guarda.
Ha finto di non capire, così sono stato più chiaro:
“Tu sei stato il primo ad arrivare quando noi… beh hai capito. Dimmi la verità: quando ci guardi, cosa vedi?”
“Lascia perdere” ha risposto “E’ meglio per te non saperlo.”
“Io voglio saperlo” ho insistito.
Vov mi ha guardato come per capire se dicevo sul serio o la mia era soltanto una presa di posizione… e  allora mi ha risposto: “Vedo te e Shane con le bocche insanguinate mentre banchettate con la carne di Yama Watanabe… e sento Nina urlare in un modo in cui non ho mai sentito urlare nessuno in tutta la mia vita… e ne ho vista di gente urlare, credimi.”
Una lacrima mi è scesa sul volto.
Mi sono girato e sono andato via.
Capisco perché lui, Forges e gli altri ci odieranno in eterno.
Quel dannato giorno, abbiamo smesso di essere uomini… e siamo diventati mostri.

 

Giorno 204
Il nuovo braccio di Nina è formidabile, lo muove come se fosse il suo naturale… e questo è bello. Soprattutto perché abbiamo ricominciato a parlare un po’… non a confidarci, certo, ma stiamo lentamente tornando in sintonia.
Di contro, la nostra unione sta allontanando Shane.

 

Giorno 205
il mistico Navarra si è intrattenuto con me e Nina poco dopo pranzo, spiegandoci che il lavoro che i mistici corporativi stanno svolgendo di sotto ha una grande importanza. Essi sono stati addestrati per arginare il potere dell’Oscura Simmetria. Per tutto il resto del viaggio resteranno mentalmente in contatto con la cassaforte , tenendola segregata grazie alle stringhe di energia che riescono a produrre.
“Ma non dormono mai? ” abbiamo chiesto “Non mangiano?”
“No” è stata la risposta.
Di fatto sono vittime sacrificali per il bene della missione e del nostro sistema solare.
Navarra sembrava divertito dal nostro stupore.
Probabilmente solo un membro della Fratellanza può capire le motivazione della Fratellanza stessa.